13 novembre 2018
Aggiornato 22:30

Uomo morto lasciato per ore davanti al bagno del Cardarelli di Napoli. Il Codacons: «galleria degli orrori»

Arrivato con codice rosso al Pronto Soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli, un uomo muore nel corridoio di un reparto. Lasciato poi per ore sulla barella davanti al viavai di persone che andavano al bagno. Il Codacons «Oltre al danno, la beffa»
Salma lasciata ore in una medicheria del Cardarelli
Salma lasciata ore in una medicheria del Cardarelli (Shutterstock.com)

NAPOLI – Come descrivere quanto raccontato da una testimone di un episodio che ha del raccapricciante. Un uomo giunto al Pronto Soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli con codice rosso, poi muore nel corridoio di un reparto. Il cadavere, attorniato dai parenti in lacrime, viene poi lasciato per diverse ore su una barella, presso una medicheria. Questa è tuttavia il crocevia di un’incessante viavai di persone che utilizzano il bagno come se fosse pubblico – pazienti e parenti degli stessi. Una «galleria degli orrori», così come è stata definita dal Codacons.

Non ‘appoggiato al bagno’
Dal Cardarelli, dopo la denuncia dell’episodio, e la pubblicazione su molte testate che riportavano come un uomo morto fosse stato lasciato davanti a un bagno, arriva la precisazione che «La salma non è stata mai ‘appoggiata’ nel bagno, come incautamente riportato da alcune testate online né tantomeno per tre ore. Il paziente, come sempre accade al Cardarelli, ha ricevuto il massimo rispetto, nella malattia e, purtroppo, anche nella morte». A precisarlo è un comunicato della Direzione dell’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli. «Dopo il decesso – si legge ancora nella nota – per permettere la composizione della salma ed evitare che restasse nell’area di degenza, come del resto da prassi, si è provveduto al trasferimento nella medicheria del reparto. L’area in questione è inibita ai degenti ed è riservata esclusivamente al personale. La salma è stata poi prelevata alle ore 10,50 e trasportata all’obitorio».

Cos’è accaduto
Poiché pare vi sia stata molta confusione su quanto sarebbe accaduto, sempre la Direzione del Cardarelli tiene a riportare quelli che, secondo essa, sarebbero i reali fatti: «Il paziente S.G., arrivato al pronto soccorso in codice giallo, alle ore 16,46 dello scorso 29 agosto, è stato ricoverato in chirurgia d’urgenza alle ore 20,30 della stessa serata». Il paziente, riporta ancora la nota è giunto in ospedale «già in condizioni disperate in quanto la sua patologia di base lo caratterizzava come ‘paziente in fase terminale’». L’uomo, secondo il Cardarelli, «è deceduto alle ore 10 di questa mattina dopo assistenza medica e rianimatoria iniziata dalle ore 9. La direzione strategica provvederà a intraprendere ogni azione necessaria al fine di evitare che la distorsione dei fatti possa causare un danno di immagine all’azienda ospedaliera».

D’accordo anche i Nas
I Nas, chiamati in causa per fare chiarezza sulla vicenda e sulla correttezza della versione dei fatti dichiarata dall’ospedale Cardarelli, pare abbiano confermato che l’ospedale dopo il decesso di un uomo giunto al pronto soccorso in codice rosso «per permettere la composizione della salma ed evitare che restasse nell’area di degenza, come del resto da prassi, si è provveduto al trasferimento nella medicheria del reparto. L’area in questione è inibita ai degenti ed è riservata esclusivamente al personale».

Lo sdegno del Codacons
Nonostante le precisazioni della Direzione del Cardarelli, le dichiarazioni dei Nas, il Codacons esprime tutto lo sdegno per la vicenda occorsa all’uomo deceduto, e ai parenti dello stesso. In una nota, tiene a ribadire che «il Codacons reagisce con sdegno all’ennesimo caso assurdo con protagonista (si fa per dire) la sanità campana, ultimo di una serie episodi da ‘galleria degli orrori’ degni delle cronache medievali, e scommette che – anche stavolta – la ministra [Beatrice Lorenzin, ndr] decreterà l’ormai consueta visita degli ispettori. Al termine della quale, puntualmente, il copione è sempre lo stesso: tutto ritorna come prima e per i cittadini non cambia nulla riguardo ai livelli di qualità del servizio erogato.
Ormai – prosegue la nota – non si fa in tempo a chiudere un caso che ne capita subito un altro: stavolta, è il turno di un uomo arrivato in codice rosso, deceduto – stando ai racconti dei testimoni – nel corridoio di un reparto e lasciato per alcune ore su una barella, in una medicheria. In questo caso non c’è limite al macabro: per usufruire del bagno del locale, solitamente utilizzato dai pazienti e dei loro parenti, sarebbe stato necessario a passare davanti alla salma e ai parenti in lacrime.
Per l’Associazione, quanto accaduto rappresenta il fondo più assoluto, il punto più basso umanamente raggiungibile. Ancora di più se si pensa che la giunta presieduta dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha deciso solo qualche giorno fa di aumentare gli stipendi dei dirigenti apicali di Asl e aziende ospedaliere. Come dire: oltre al danno, la beffa».