22 settembre 2018
Aggiornato 09:30

Fipronil, ancora sequestri: 14mila galline e 1.500 uova a Corato. Siamo davvero al sicuro?

Non si arresta lo scandalo Fipronil. Mentre continuano i controlli, arriva notizia di altri sequestri: è il caso dell’Asl di Bari e delle 14mila galline e oltre 1.500 uova a Corato. Intanto si discute se adottare il bollino ‘fipronil free’, ma c'è poco da stare allegri
Uova al Fipronil, si allarga lo scandalo con nuovi sequestri
Uova al Fipronil, si allarga lo scandalo con nuovi sequestri (Shutterstock.com)

BARI – Mentre proseguono i controlli su tutto il territorio nazionale diventa sempre più chiaro che l’Italia non è rimasta indenne dalla contaminazione da Fipronil, come si era detto in principio. Nell’ambito di questi controlli, giunge la notizia di un sequestro eseguito venerdì scorso dopo che erano stato controllati allevamenti e distribuzione di prodotti avicoli nei comuni dell’area metropolitana di Bari e della provincia Barletta, Andria e Trani, da parte dei Carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità di Bari e dagli ispettori sanitari del Servizio veterinario della Asl. Risultato dell’operazione: 14mila galline e 1.500 uova sequestrate a Corato (BA) a scopo cautelativo poiché trovate tracce di Fipronil. Ora si attendono i risultati delle ‘analisi di revisione’ per la conferma o meno della contaminazione. Il nome dell’azienda coinvolta nel sequestro al momento non è stato tuttavia divulgato.

In attesa di nuovi dati
Come detto le operazioni di controllo proseguono da parte delle autorità sanitarie in collaborazione con il Ministero della Sanità e dei carabinieri del Nas. Entro questa settimana dovrebbero anche arrivare i nuovi dati, con i risultati delle operazioni di controllo e analisi condotte su centinaia di campioni prelevati duranti i controlli sul tutto il territorio della penisola. I dati potranno fare un po’ più di luce sulla grandezza del fenomeno in Italia che, in un primo tempo, si era minimizzato – e forse sottovalutato.
Dopo le proteste del Codacons, e la richiesta di dimissioni del ministro Beatrice Lorenzin, al Ministero della Salute si discuterà oggi su quali saranno eventuali nuove misure da prendere per arginare il fenomeno e tutelare la salute dei cittadini. Al tavolo interministeriale siederanno tutte le principali associazioni di categoria della filiera, e pare saranno anche presenti i rappresentanti delle Politiche agricole e Sviluppo economico. Mentre a partire da mercoledì si svolgeranno altre riunioni a livello europeo.
Le parti convocate in riunione si confronteranno per verificare la possibilità di ulteriori misure a tutela della salute dei consumatori e del comparto, che si andranno ad aggiungere alle misure già previste per legge che hanno portato ai controlli e ai sequestri finora eseguiti, conferma il direttore per la sicurezza alimentare del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco.

Si muove anche l’Europa
L’incontro che si terrà mercoledì prossimo a Bruxelles coinvolgerà vedrà la partecipazione del Comitato di Sicurezza Alimentare europeo a cui parteciperanno tecnici dei ministeri dei vari Paesi. A questo seguirà il vertice informale dell’Agricoltura, che si terrà a Tallinn. Nel frattempo l’Agenzia Scientifica della Repubblica federale di Germania, la BET, ha pubblicato una valutazione aggiornata dei rischi per la salute legati al Fipronil. Secondo la BET, che si occupa anche della sicurezza delle sostanze e dei prodotti in commercio, il rischio per la salute è ‘improbabile, poiché la quantità di insetticida rinvenuto nei campioni raccolti è minima e al di sotto dei limiti di legge. Questo ‘verdetto’ è in linea che quanto sostenuto anche dall’OMS. Tuttavia, se il Fipronil nei prodotti avicoli è ritenuto non dover avere effetti negativi sulla salute, perché presente in modeste quantità, quello che forse non viene tenuto presente è per esempio che questo insetticida – come accertato dal NHS americano – rimane per molto molto tempo nell’acqua. E poiché è lecito pensare che laddove sia utilizzato negli allevamenti per disinfestare e poi le zone trattate siano lavate, allo stesso modo non si sa quali quantità siano riversate ogni giorno nelle acque di fiumi e quelle che vanno a inquinare le falde. In sostanza, non sappiamo quanto ne assumiamo ogni giorno con l’acqua che beviamo e quanto ve ne possa essere in altri cibi che vengono prodotti con acque di questo genere (anche prodotti agricoli cone per esempio le patate). Potrebbe dunque succedere che le quantità di Fipronil assunte si vadano a sommare con quelle presenti nelle uova e prodotti derivati, per cui si potrebbe superare i cosiddetti limiti di legge.
Nel frattempo si sta studiando la possibilità di applicare, laddove possibile, un bollino ‘fipronil free’ che dovrebbe garantire l’assenza dell’insetticida nei prodotti, perché l’azienda produttrice non avrebbe usato questa sostanza. Ma anche questo, tuttavia, non è detto metta con sicurezza al 100% che i prodotti non ne siano contaminati per ‘vie traverse’.