13 novembre 2019
Aggiornato 21:00
Mojito contaminato da batteri

Attenzione al mojito in spiaggia: contiene batteri fecali

Un’inchiesta pubblicata su El Pais ha mostrato come il Mojito da spiaggia, la classica bevanda estiva a base di rum, sia in realtà un covo di batteri

Mojito pieno di batteri
Mojito pieno di batteri Shutterstock

È uno dei cocktail da spiaggia più venduti e apprezzati. Peccato, però, che secondo un’inchiesta pubblicata su El Pais, all’interno della bevanda si troverebbero sorprese decisamente inaspettate. Tra questi, anche batteri fecali. Ecco le luci e le ombre della squisita bevanda di origine cubana.

Una bevanda dalle tante varianti
L’origine del mojito non si conosce con certezza. Pare però che un cocktail molto simile fosse stato inventato da un famoso pirata inglese di nome Sir Francis Drake. Queste versione, probabilmente la prima al mondo, era denominata El Draque. Tra gli ingredienti figurano il rum, il lime, l’acqua, lo zucchero e la menta hierbabuena (tipica di Cuba). La differenza con quella di oggi – nonostante ne vengano proposte diverse varianti – è che si usa un rum invecchiato di ottima qualità, acqua gasata e foglie di limetta. Il tutto unito a ghiaccio frantumato.

La popolarità del Mojito
Il Mojito diviene però popolare molto tempo dopo l’ideazione del pirata inglese. Raggiunge infatti una buona popolarità grazie alla società Bacardi per arrivare al piccolo della sua fama nel XX secolo. Oggi non c’è persona, in tutto il globo, che non conosca il Mojito. Soprattutto in estate, periodo in cui la bevanda viene proposta nelle spiagge grazie a dei banchetti in riva al mare o dei chioschetti situati nei pressi delle località balneari.

Un nido di batteri…fecali
Cinque anni fa - si legge su El Pais - un venditore ambulante e illegale di birra si è messo in piedi sulla sabbia con un vassoio, del ghiaccio, della menta e del rum. Chiedeva cinque euro per ogni bicchiere di mojito. Da allora, le spiagge della capitale catalana in estate sono diventate un luogo di vendita illegale di bevande e cibo. E da qui è partita la richiesta di far analizzare in laboratorio un campione di ognuno dei prodotti venduti. Tra questi sangria, mojito, panini e empanadilla. E il risultato non è stato dei migliori: gli alimenti erano in realtà un vero e proprio covo di batteri fecali.

  • I prezzi di oggi
    Nonostante i prodotti non siano di grande qualità, non si può dire che abbiano prezzi contenuti. Tutt’altro: si va da un minimo di 8 euro sino ad arrivare a 20 a bicchiere. Per risparmiare un po’ si possono acquistare i secchielli immergendo – a proposito di igiene – tutte le cannucce che si desidera per gustarlo in compagnia.

Pericolo escherichia coli
In seguito alle analisi effettuate, si è potuto evidenziare come Mojito & co. sono in realtà pieni di batteri fecali come Echerichia Coli in proporzioni decisamente più elevate rispetto a quanto consentito. Proprio nel mojito è stato rilevato un valore di 720 coliformi, ovvero 72 volte superiore a quello massimo considerando che i valori ottimali dovrebbero essere al di sotto di 10. Ma anche i panini non erano da meno.


Le analisi
Le analisi sono state condotte dal laboratorio alimentare Microbac e coordinate da Carmen Anglada Garcia. Ma prima ancora di ottenere i risultati sono stati valutati altri parametri come la temperatura. Il Mojito è stato trovato «a una temperatura di 15,6 gradi e in qualsiasi locale autorizzato viene richiesto di servirlo dai tre ai quattro gradi», spiega Garcia. Mentre l'empanadilla samosa è a 29.3 gradi. «E’ ben al di sopra della temperatura in cui dovrebbe essere consumato freddo, che sarebbe di circa 8 gradi, mentre se viene consumato caldo dovrebbe essere di circa 70 gradi», ha spiegato Lourdes Petitpierre a El Pais. Insomma, se proprio amiamo il Mojito, meglio andare ad acquistarlo in un bar che rispetta tutte le norme igieniche.