Salute | Tumore al cervello

Tumori infantili: le gravi reazioni allergiche alla chemio si possono evitare

Un nuovo metodo di infusione di farmaci al carboplatino permette di ridurre al minimo gravi reazioni allergiche. Ecco la scoperta di ricercatori del Policlinico Gemelli di Roma

Terapia desensibilizzante per chemio al carboplatino nei bambini
Terapia desensibilizzante per chemio al carboplatino nei bambini (Africa Studio | Shutterstock)

Quando si parla di chemio non si può che rimanere letteralmente terrorizzati dalla terapia. Se da un lato è vero che sta salvando molte vite umane, dall’altra è innegabile che distrugge vertiginosamente la qualità della vita di chi la utilizza. Chiunque pagherebbe oro per avere a disposizione terapie mirate e prive degli effetti devastanti di questa ormai obsoleta – ma necessaria - cura. A fianco delle splendide novità in campo immunologico come la terapia stereotassica, l’adroterapia, l’immunoterapia e la CRISPR, un’equipe di Roma pare aver trovato un metodo per evitare gravi reazioni allergiche da chemioterapia nei bambini affetti da tumore. Ecco di cosa si tratta.

Terapia di desensibilizzazione
Sono in molti i bambini a dover interrompere la cura chemioterapica a causa degli effetti avversi della cura. Tuttavia, il team dell’Oncologia pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma pare aver trovato una soluzione: la desensibilizzazione al carboplatino. In pratica il farmaco verrebbe somministrato in maniera crescente in modo da evitare le classiche reazioni allergiche tipiche della terapia. I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati su Frontiers in Pharmacology.

Bambini affetti da gliomi
La terapia pare essere particolarmente efficace nei bambini affetti da tumore al cervello. Si tratta di una neoplasia tipica dell’età pediatrica. «I gliomi di basso grado sono i tumori cerebrali pediatrici più diffusi. Vengono trattati in prima istanza chirurgicamente, mentre in caso di progressione di malattia o di neoplasie ricorrenti con deterioramento delle funzioni visive e ipofisarie, i pazienti vengono sottoposti a chemioterapia e in casi selezionati a radioterapia», spiegano i ricercatori ad AdnKronos salute.

Il trattamento al carboplatino
La scienza, per ora, mette a disposizione il trattamento al carboplatino per questo genere di tumori infantili. Seppur molto tossico, si tratta di una delle terapie al momento più efficaci. D’altro canto, pare provocare reazioni gravi di ipersensibilità in due bambini su tre. Questo comporta un’interruzione prematura del trattamento. In tal caso si sostituisce il farmaco con altri meno tossici ma anche decisamente di minor efficacia. Tuttavia, lo studio coordinato da Antonio Ruggiero, docente alla Cattolica di Roma e facente parte dell’équipe medica dell’Uoc di Oncologia pediatrica della Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli, pare ovviare al problema.

Infusione prolungata
L’infusione prolungata di carboplatino espone con molta facilità i piccoli pazienti a grazie razioni. Ma i ricercatori sono riusciti a elaborare un protocollo totalmente nuovo basata sì sull’infusione prolungata, ma eseguita a concentrazioni crescenti. «Il nostro metodo consiste non solo in un aumento del tempo di infusione del farmaco, ma in una modalità di somministrazione a concentrazioni crescenti», ha dichiarato il professor Ruggero. Il risultato è una miglior tolleranza del farmaco e, cosa non da poco, il completamento del programma terapeutico.

Una strategia valida anche per gli adulti
«Questa strategia di somministrazione efficace nei bambini con gliomi – continua Ruggero –  può essere estesa a tutti i tipi di tumore dell’età pediatrica oltre che dell’età adulta per il cui trattamento viene utilizzato il carboplatino. Inoltre, questa strategia può rappresentare il modello di riferimento per le ipersensibilità da altri chemioterapici». Insomma, se proprio la scienza non è in grado di trovare farmaci meno tossici, si può almeno cercare di utilizzarli a ridotto rischio effetti collaterali.