Studiare durante il sonno

Imparare mentre si dorme, un 'sogno' possibile durante la fase Rem

Sonno e cervello: studiare dormendo si può, ma funziona solo durante alcune fasi, quelle in cui si formano i ricordi e in particolare la cosiddetta fase Rem, dove in genere si sogna

Imparare mentre si dorme è possibile, ma il cervello apprende solo nella fase Rem
Imparare mentre si dorme è possibile, ma il cervello apprende solo nella fase Rem (lenetstan | shutterstock.com)

FRANCIA – Per molte persone dormire è considerato una perdita di tempo. Ma che dire se questo tempo potesse essere sfruttato per imparare? Studiare mentre si dorme è un po’ il ‘sogno’ di molti. E spesso oggetto di pubblicità di corsi di lingue o altri metodi di apprendimento. Ma è davvero possibile? Secondo uno studio della Ecole Normale Supérieure di Parigi sì. Ma solo durante alcune fasi del sonno, in particolare quella Rem (Rapid Eye Movement) dove in genere si sogna. Durante l’altra fase, quella detta Nrem, invece pare che no non sia possibile.

Nuovi ricordi e nuove nozioni
Imparare, studiare dormendo sarebbe dunque possibile soltanto nella fase in cui si formano i ricordi, secondo lo studio pubblicato su Nature Communication. Per comprendere se sia possibile imparare mentre si dorme, lo psicologo Thomas Andrillon, specializzato nello studio del sonno, insieme ai suoi colleghi ha reclutato 20 volontari a cui sono stati collegati dei sensori per monitorare l’attività cerebrale con un EEG (elettroencefalogramma) durante il sonno. Durante l’esperimento (prima di dormire e mentre dormivano), ai partecipanti sono stati fatti ascoltare dei suoni, come per esempio il cosiddetto rumore bianco (quella specie di fruscio che si sente quando una radio non è sintonizzata) e altri suoni. Al risveglio è stato chiesto loro di riportare quando e quali suoni avevano sentito.

Le conferme
I partecipanti hanno effettivamente riconosciuto alcuni dei suoni ascoltati, ma questo era avvenuto soltanto durante alcune specifiche fasi del sonno: quella Rem per l’appunto, cui il sonno è più profondo. Durante la fase non-Rem o nRem, invece, dove il sonno è più leggero, non erano stati in grado di ricordare quali suoni avessero udito. «Ciò che abbiamo dimostrato – ha spiegato Andrillon – è che l’apprendimento è possibile, ma anche il processo inverso», dimostrando che il cervello adotta delle precise strategia per dare o meno una priorità alle informazioni, in particolare quelle ritenute più importanti.

A volte sì, a volte no
Come dimostrato da precedenti studi, di cui uno proprio del dottor Andrillon durante una ricerca per il dottorato e un altro condotto da ricercatori israeliani, l’apprendimento durante il sonno e il legame tra il sonno e la memoria esistono, ma come questo sia possibile non è ancora del tutto chiaro. I ricercatori francesi ritengono che le difformità emerse durante i diversi studi siano perché il cervello, anche quando si dorme, è sempre in attività e queste si differenziano durante le diverse fasi del sonno. Per questo motivo, durante alcune di queste è ‘concesso’ immagazzinare nuove informazioni – in sostanza imparare – e in altre no.
Quello che è pertanto emerso dallo studio è la possibilità di fare proprie nuove informazioni soltanto durante la fase di sonno profondo, o Rem, mentre durante la fase di sonno più leggero, o non-Rem, quanto non avviene. E per tutto questo c’è un motivo ben preciso. «Uno dei ruoli chiave del sonno – ha sottolineato Andrillon – è quello di sopprimere i ricordi in modo tale da mantenerne un numero accettabile». Probabilmente per evitare un sovraccarico e avere la possibilità, qualora sia necessario, di poter richiamare alla mente i ricordi davvero importanti, e soprattutto in maniera più rapida.

Funziona a livello subconscio
Andrillon e colleghi hanno osservato che i partecipanti non erano in grado di spiegare perché al risveglio ricordavano alcuni dei suoni ascoltati durante il sonno, per questo motivo, secondo gli scienziati, avrebbero imparato a livello subconscio. Precedenti studi avevano cercato di comprendere se fosse possibile apprendere durante il sonno informazioni precise come per esempio formile matematiche, parole o una nuova lingua e così via, ma i risultati sono stati contrastanti. Ora, invece, i ricercatori francesi hanno intenzione di andare più a fondo della questione, e magari dimostrare appunto che imparare durante il sonno è possibile. Così da abilità implicite – che chiunque può imparare inconsciamente – si potranno imparare conoscenze esplicite, precisano gli autori dello studio.