Salute | Inquinamento

Inquinamento: il cibo per cani e gatti produce tonnellate di Co2

Allarme cibo per cani e gatti: provoca più inquinamento delle automobili. Tonnellate di anidride carbonica in seguito alla produzione di alimenti. Lo studio

Cibo per cani e gatti produce tonnellata di anidride carbonica
Cibo per cani e gatti produce tonnellata di anidride carbonica (Africa Studio | Shutterstock)

Quando si pensa all’inquinamento si rievocano subito immagini di fabbriche, auto, sistemi di riscaldamento. Ma pochi si pongono il problema cibo. Quello sotto accusa sarebbe destinato all’alimentazione dei nostri amici animali, il quale avrebbe un notevole impatto ambientale. È quanto emerge da un recentissimo studio pubblicato su Plos One.

Milioni di tonnellate di co2
Ci credereste mai che l’effetto collaterale della produzione di cibo per cani e gatti è quello di creare ben 64 milioni di anidride carbonica ogni anno? Questi inverosimili dati sono stati ottenuti dal team guidato da Gregory Okin, un geografo dell’Institute of the environment and sustainability dell’università della California Los Angeles (Ucla). In seguito ai suoi studi, è infatti emerso che «L’alimentazione di cani e gatti  con la  carne crea l’equivalente di circa 64 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno».

Peggio delle automobili
Ma il fatto ancor più sconcertante è che tali milioni di tonnellate hanno «un impatto sul clima pari a un anno di guida di 13,6 milioni di automobili». Quindi altro che targhe alterne, il nostro pianeta è in rovina in buona parte anche a causa della produzione del cibo per animali. Di conseguenza, «i gatti e i cani sono responsabili del 25-30% dell’impatto ambientale del consumo di carne negli Stati», secondo quanto dichiarato dallo studio Environmental impacts of food consumption by dogs and cats.

Un paese a parte
Per comprendere l’entità del problema, si potrebbe dire che solo negli Stati Uniti ci sono ben 163 milioni di animali. E se questi formassero un Paese del tutto nuovo, sarebbe al quinto posto sul consumo globale di carne, appena in coda alla Russia.

Troppo cibo, troppe feci
Come tutti gli esseri viventi anche fido e micio, dopo aver mangiato producono feci che, in soldoni sono pari a 5,1 milioni di tonnellate. In pratica come 90 milioni di persone. «Se tutto questo venisse gettato nei cassonetti, equivarrebbe alla produzione totale dei rifiuti del Massachusetts».

Cosa possiamo fare?
Di certo la soluzione non è liberarsi dei nostri amici animali. La pensano allo stesso modo anche gli scienziati: «Con questo, non voglio dire alla gente di liberarsi dei propri cani o gatti o che essi vengano messi a dieta vegetariana, che potrebbe essere malsana. Ma penso che dovremmo considerare tutti gli effetti che gli animali domestici hanno sull’ambiente, per aprire un dibattito e trovare una soluzione», racconta Okin.

Ma è davvero colpa degli animali?
Indubbiamente il problema non risiede nella quantità di animali, ma senz’altro nel fatto che noi ci ostiniamo a voler far consumare a cani e gatti cibi già pronti. Cibi le cui virtù salutari – per lo meno per alcune marche – sono estremamente dubbie. Non sarebbe più semplice preparare loro una pappa come si faceva una volta? Con carne acquistata dal macellaio e con l’aggiunta di verdure? Probabilmente ne deriverebbe un cibo più sano e anche meno oneroso. Di certo la soluzione non è far consumare ai poveri animali alimenti vegetariani e farli andare totalmente contro natura.

La soluzione degli scienziati
Nel frattempo, gli scienziati hanno pensato a una soluzione che risiede in una maggiore consapevolezza e quindi sostenibilità nelle varie fasi di produzione: «Penso che dovremmo considerare tutti gli effetti che gli animali domestici hanno sull’ambiente, per aprire un dibattito e trovare una soluzione. Possiamo solo augurarci che l’industria alimentare per gli animali da compagnia faccia dei passi verso la sostenibilità, senza la necessità che cani e gatti diventino vegetariani, anche perché ciò andrebbe contro la loro natura».