Salute | Immunoterapia

Loredana Puca scopre una terapia contro il cancro che salva le cellule sane

Una giovanissima ricercatrice considerata una delle migliori oncologhe al mondo, vince una ricerca per essere riuscita a trovare un farmaco che non intacca le cellule sane

Loredana Puca ha trovato una nuova cura contro i tumori
Loredana Puca ha trovato una nuova cura contro i tumori (Minerva Studio | Shutterstock)

Lei si chiama Loredana Puca ed è considerata una delle migliori oncologhe al mondo. Adnkronos l’ha recentemente intervistata per conoscere la sua storia. Nata a Napoli 32 anni fa, si è trasferita a New York per lavoro ed ora è una brillante ricercatrice, le cui scoperte potrebbero cambiare per sempre il modo di concepire la terapia contro il cancro.

La laurea
Giovanissima, bella e piena di vita. Loredana Puca è una donna che non si è mai persa d’animo, specie quando il suo test di ammissione in medicina era andato male «per un paio di punti», spiega la ragazza ad AdnKronos. Ma non si è abbattuta e ha continuato la sua strada verso il suo sogno: diventare medico e ricercatrice. E così è stato. Si è Laureata pochi anni dopo alla Federico II con lode e menzione in Biotecnologie per la Salute.

Una ragazza ambiziosa
Dopo essersi laureata a Napoli, Loredana parte per Parigi. Non voleva fare la stessa fine di tanti altri suoi colleghi. «Avevo già capito che alcune dinamiche mi stavano strette: tanti miei colleghi lavorano praticamente gratis e non volevo finire come loro». Ed è così che iniziano i molti colloqui di lavoro in Europa. Fino a quando non arriva quello giusto, in Francia. Il lavoro è durato solo quattro anni. Loredana aveva ambizioni più grandi: desiderava guadagnare di più e così vola a New York. «Quando sono arrivata qua a New York ho capito che non mi sbagliavo perché c'è una libertà creativa che non ho visto nemmeno Oltralpe e ci sono tanti fondi. La ricerca senza soldi non va da nessuna parte».

La sua incredibile scoperta
Oggi ha solo 32 anni ma ha collezionato diversi meriti. Il più autorevole è quello del Conquer Cancer Foundation: il Merit Award 2017. Si tratta di un premio riservato proprio ai giovani talenti in oncologia. Le è riuscita a fare qualcosa che nessun altro era mai riuscito a fare prima d’ora. «Ho vinto per una ricerca su un farmaco specifico che riconosce le cellule di cancro rispetto a quelle benigne e, una volta individuate, grazie a una proteina bersaglio, che è sulla loro superfice, ne causa inesorabilmente la morte», spiega la ricercatrice ad Adnkronos. Lo studio è stato condotto insieme al team della Cornell University.

Mini – tumori da studiare
Per approfondire le sue ricerche crea in laboratorio delle formazioni cancerogene, in maniera da poter tenere sotto controllo i suoi risultati. «Creo dei mini-tumori in laboratorio con il tessuto del malato e, una volta pronti, testo dei farmaci per vedere se c'è una risposta specifica di quel paziente. Si chiama medicina personalizzata. Dico sempre: 'non è che ho trovato l'America'. E' lei che ha trovato me perché mi hanno saputo dare le possibilità di fare quello che mi piace», racconta Loredana durante un’intervista via Skype ad adnkronos.

Bella, brava e generosa
Loredana non è solo una brava ricercatrice ma anche una figlia modello: aiuta la madre italiana – vedova da alcuni anni – a pagare l’affitto della sua casa. «Credo che sia giusto, la nostra mamma ci ha dato tutto: è stata impagabile. Il mio Paese non mi ha mai dato lo stipendio, ma in un certo senso i soldi tornano indietro».

Una piccola precisazione
Nei giorni seguenti all’intervista, Loredana scrive un messaggio via Facebook: «Se posso volevo aggiungere una cosa e parlare dell'American Italian Cancer Foundation che dal mio arrivo qui mi ha sponsorizzata per i primi due anni. Si tratta di una fondazione che finanzia ricercatori italiani che vogliono fare un'esperienza in America. Mi sembra giusto menzionarla dal momento che è comunque legata all'Italia e penso sia una bella cosa da far conoscere».

A questo punto non ci resta altro da fare che attendere che il suo farmaco venga testato e commercializzato al più presto. È indubbio che i risultati sono promettenti e, forse, cambieranno per sempre le cure contro il cancro: oggi tanto temute dalla maggior parte dei pazienti.