Cade un topo dal soffitto

Padova, nel reparto terapia intensiva di pediatria piovono topi

Un topo cade dal controsoffitto nel reparto rianimazione dell’Azienda ospedaliera di Padova dove sono ricoverati i bambini gravi. Una scoperta incredibile che ha lasciato senza parole, ma su cui è stato necessario un intervento immediato

Un topo cade nel reparto pediatria dell'ospedale di Padova
Un topo cade nel reparto pediatria dell'ospedale di Padova (Heiko Kiera | shutterstock.com)

PADOVA – E’ inconcepibile che in un ospedale, e per di più in un reparto di terapia intensiva, dove sono ricoverati bambini in gravi condizioni, ci siano dei topi. Eppure è accaduto a Padova, nel reparto rianimazione dell’Azienda ospedaliera dove sono ricoverati pazienti pediatrici gravi. Un topo è caduto dal controsoffitto ed è finito tra i macchinari salvavita sotto gli occhi increduli dell’infermiera che si trovava lì in quel momento. Per precauzione, al momento i pazienti sono stati trasferiti.

Una saetta
Chi ha già avuto a che fare con un topo sa che riuscire ad acchiapparlo non è un’impresa facile. E la stessa cosa è accaduta nella stanza dell’ospedale in terapia intensiva pediatrica. Stando a quanto riferito da fonti locali, l’infermiera di turno ha visto cadere il topo dall’alto, il quale è poi balzato fulmineo su di un monitor di una delle macchine salvavita, dopo di che è sceso per scappare veloce come un razzo tra i letti della stanza. L’infermiera ha subito riferito l’accaduto e il direttore generale Luciano Flor ha immediatamente predisposto la chiusura del reparto e il trasferimento dei letti con i pazienti. «Stiamo organizzando le operazioni di trasloco – ha dichiarato poco prima –I bambini non possono essere ricoverati dove ci sono topi, non deve sussistere neanche il dubbio».

Strani rumori
I topi, si sa, non si danno pena di essere silenziosi. E il loro incessante gran daffare aveva già destato l’attenzione del personale dell’ospedale, attirato dai rumori inspiegabili che provenivano dal soffitto. E’ probabile che il roditore (o i roditori) si sia fatto strada attraverso l’impianto di tubature che attraversa la struttura, e da qui sia in qualche modo giunto nel reparto di terapia intensiva della palazzina di pediatria. Da qui ha poi cercato una via di fuga, cascando dal controsoffitto. Solo che gli è andata male, ed è stato scoperto. Rivelando anche, alla fine, l’origine di quegli strani rumori.

Arriva dall’esterno
A chi ha pensato che la struttura potesse essere infestata dai topi, il direttore avanza la sua ipotesi: poiché sono in corso i lavori per realizzare la Stanza dei Sogni, una struttura che sarà adibita alla terapia antidolore e alle cure palliative, il piano terra dell’edificio è stato stravolto e lo smontaggio di soffitti, il movimento di materiale edile deve aver aperto spazi al topo che si è intrufolato dall’esterno. Per cui non doveva essere presente prima nella struttura. «Quando i cantieri sono attivi, gli imprevisti ci possono sempre essere – ha sottolineato Flor – Le pulizie e le sanificazioni vengono eseguite tutti i giorni in Pediatria e ancora più in ambienti protetti come la rianimazione. Nessuno si è mai reso conto della presenza di topi, in ogni caso provvediamo a sgomberare il reparto per comprendere l’entità del problema». I lettini con i bambini sono stati traferiti in una sala operatoria appositamente predisposta, al secondo piano della Clinica Ginecologica e Ostetrica.

Il rischio di malattie
I topi, protagonisti indiscussi del romanzo di Camus, La Peste, sono noti portatori di malattie, anche gravi, come il tifo murino, la trichinellosi, la leptospirosi e altre ancora. Si pensi che questi roditori – specie quelli che vivono nelle fogne – sono portatori di almeno 35 tipi di malattie. Queste si possono contrarre in diversi modi: dall’essere morsicati al semplice venire accidentalmente in contatto con feci o urina, magari ingerendo alimenti contaminati. La faccenda diviene più grave e il rischio aumenta notevolmente quando, ovviamente, ci si trovi in condizioni di salute precarie o si abbiano le difese immunitarie abbassate, come nel caso dei bambini ricoverati nel reparto di terapia intensiva in questione. Ecco perché, al di là del personale ribrezzo o paura, diviene un fatto grave la presenza di un topo in un ospedale.