22 febbraio 2020
Aggiornato 21:30
Filtri solari naturali

Arriva la nuova crema solare naturale: è estratta da una pianta antartica

E’ il risultato di una serie di studi dell’Università di Santiago. Il team ha scoperto due specie di piante nell'Antartide le cui molecole sono un filtro solare che protegge il DNA

Da una pianta dell'Antartide una nuova crema abbronzante
Da una pianta dell'Antartide una nuova crema abbronzante Shutterstock

La conoscenza e la consapevolezza inducono sempre più persone a optare per prodotti naturali. Se fino a qualche anno fa per preservare la salute ci si affidava solamente ad alimenti sani, oggi sappiamo che anche ciò che applichiamo sulla nostra pelle può fare la differenza. Ma non solo: scegliere cosmetici ecologici può salvaguardare il pianeta e, indirettamente, anche gli esseri umani. E una nuova scoperta potrebbe finalmente rivoluzionare il modo di concepire le creme solari.

La scoperta
Dopo il tecnologico filtro solare al DNA arriva una nuova scoperta dai ricercatori dell’Università di Santiago: due piante dell’Antartide potrebbero dare origine a una crema solare unica nel suo genere, naturale e decisamente più efficace. La possibilità arriva da due particolari molecole che si trovano in altrettanti fiori antartici. La loro peculiarità principale è quella di proteggere le piante stesse dalle radiazioni solari.

Una maggiore tolleranza
Gli scienziati hanno voluto indagare a fondo sulle potenzialità di due piante tipiche dell’Antartide: la Colobanthus quitensis e la Deschampsia antarctica. Pare che tali vegetali siano in grado di tollerare quantità elevatissime di radiazioni ultraviolette. Per ottenere questo effetto, però, le piante devono essere già fiorite.

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    Oli vegetali, alimenti e antiossidanti. In natura esistono moltissime soluzioni per proteggere la nostra pelle evitando scottature e danni al DNA. Le scoperte della scienza

Ai limiti della sopravvivenza
Ciò che stupisce maggiormente è che le due piante «hanno la capacità di sopravvivere a temperature fino a -30°, con luce anche del tutto assente, grazie a dei geni che inibiscono la ricristallizzazione del ghiaccio», spiega la British Antarctic Survey (BAS), l'organizzazione che si occupa della ricerca e divulgazione scientifica sull'Antartide. Questa loro capacità, di sfidare qualsiasi limite di sopravvivenza, pare possa essere in qualche modo trasferita anche sull’essere umano. Quello che è certo -  a detta dei ricercatori coordinati da Gustavo Zúñiga, responsabile del Laboratorio di Fisiologia e Biotecnologia vegetale - è che il regno vegetale possiede già naturalmente una strategia di difesa.

Lo studio
Per indagare a fondo sulle potenzialità delle piante, gli scienziati hanno coltivato in vitro la Colobanthus quitensis in modo da replicare le condizioni ambientali tipiche del vegetale. Dai risultati dello studio è emerso che è in grado di proteggere il DNA dai danni creati da radiazioni ultraviolette. Pare, infatti, che delle molecole che contiene siano una sorta di filtri solari. «Questo prodotto di biotecnologia è ecofriendly, in quanto non danneggia la fonte, ed è totalmente sostenibile; Se ci richiedessero una quantità specifica di materiale, saremmo in grado di stimare il costo e l'efficienza di produrlo», spiegano i ricercatori. Siccome la produzione biotecnologica si basa su condizioni artificiali, permetterebbe di mantenere la produzione vegetale durante tutto l'anno.

Gli obiettivi degli scienziati
L'università sta cercando partner commerciali per sviluppare prodotti e dare il via a nuovi brevetti. «Potrebbe essere utilizzato in un futuro non troppo lontano. Ad esempio, per una coltura che non tollera i livelli di radiazione aumentanti, queste informazioni genetiche potrebbero essere utilizzate per rendere migliore il raccolto». L’dea è anche quella di «sviluppare creme solari naturali che incorporano le molecole per proteggere la pelle umana dai danni dalla radiazione ultravioletta», concludono i ricercatori. Insomma, i presupposti per commercializzare prodotti innovativi ci sono tutti: non ci resta altro che attendere.

[1] Scientists at Universidad de Santiago de Chile discovered active ingredient in Antarctic plants that can act as sunscreen - Universidad de Santiago de Chile