20 ottobre 2018
Aggiornato 20:37

Giovani italiani malati di tintarella selvaggia, ma rischiano grosso

Un sondaggio eDreams mette tre generazioni a confronto, rivelando come i giovani oggi siano più a rischio di contrarre gravi malattie
Troppo sole fa male alla salute
Troppo sole fa male alla salute (ARTFULLY PHOTOGRAPHER | Shutterstock)

ROMA – Con l’arrivo delle vacanze arriva anche la voglia di stare all’aperto, di divertirsi in compagnia e, magari, di avere un aspetto ‘migliore’, abbronzato. Ma attenzione a non strafare perché il sole può essere pericoloso, avvertono gli esperti. A rilevare le abitudini sulla tintarella dei viaggiatori per scoprire quanto sia alta la percezione sull'importanza di proteggere la pelle, è un’indagine condotta da eDreams, agenzia di viaggi europea, che ha coinvolto 13.000 persone da Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Portogallo, Stati Uniti, Svezia e Germania.

Italiani poco attenti
Sul fronte italiano, il confronto generazionale riporta un quadro della popolazione dei vacanzieri poco attenta ai danni da elevata esposizione al sole proprio nella fascia 20-29 anni. I Millennial sembrano essere dunque fan dell’abbronzatura ‘atomica’: solo poco più della metà di loro (59%) utilizza un fattore medio-alto di protezione. Le altre generazioni (dai 30 ai 60 anni) si attestano invece sull’uso di creme da SPF superiore al fattore 15 nel 75% dei casi, mentre i livelli più alti di consapevolezza dell’importanza di una protezione adeguata dal sole si registrano tra gli over 60, che si dotano di prodotti con schermatura medio-alta nell’80% dei casi.

Dati in controtendenza
In questo caso, il dato italiano va in controtendenza con la media globale, secondo la quale i millennials sono 3 volte più consapevoli dei loro genitori. Basti pensare che, a livello internazionale, il 15% dei baby boomer non ha mai acquistato una crema solare, rispetto al 7% dei millennial. In più, i giovani italiani dai 20 ai 29 anni sono tra quelli che trascorrono più ore sotto al sole, con il 4% di loro che arriva a dedicarsi all’abbronzatura per 7-8 ore al giorno, e sono anche quelli che si preoccupano meno degli effetti dei raggi UVA. L’abbronzatura selvaggia, dunque, piace agli italiani sempre pronti a sfoggiare un colorito impeccabile in estate. Nel confronto con gli altri Paesi, risultiamo essere quelli che fanno maggior uso di olio abbronzante, seguiti da americani, francesi e tedeschi.

C’è chi presta meno attenzione alla salute
Sul fronte della cura della pelle durante le vacanze estive, però, c’è chi presta meno attenzione rispetto ai nostri connazionali: svedesi e americani risultano tra le nazionalità che non adottano alcun tipo di precauzione di fronte ai pericoli dell’esposizione al sole: il 18% degli svedesi non utilizza alcun tipo di protezione, esattamente come il 21% degli americani, contro soltanto il 6% degli italiani che si espone al sole senza alcuna crema solare. A livello globale, sono in media il 12% i viaggiatori che non utilizzano alcun tipo di protezione. I portoghesi sono i più virtuosi a livello europeo: ben il 90% usa una protezione con filtro da medio ad altissimo, seguiti dall’88% degli spagnoli, dal 76% degli italiani e nelle ultime posizioni sempre gli americani e gli svedesi che arrivano a malapena al 70%. Un dato, quello della Svezia, che risulta ancora più rilevante se si considera che proprio gli svedesi sono quelli che passano più ore al sole con una media che arriva alle 3,55 ore al giorno. I meno amanti della tintarella sono i francesi con 2,08 ore, mentre l’Italia si attesta a 2,59 ore, un valore in linea con la media globale, di 2,58 ore, che, in una vacanza di due settimane, equivale a 36 ore di esposizione al sole. Controcorrente invece la Gran Bretagna, dove più del 30% dei viaggiatori evita di prendere il sole.