23 luglio 2019
Aggiornato 08:30
Lotta all’Aids

Hiv, un cocktail di farmaci riduce del 27% le morti

Con un semplice cambio dei farmaci contro l’Hiv e Aids si potrebbero salvare più di 10mila vite all’anno dicono i medici. Ecco il cocktail che funziona

Hiv e Aids, un mix di farmaci per prevenire le infezioni
Hiv e Aids, un mix di farmaci per prevenire le infezioni Shutterstock

REGNO UNITO – Un mix di farmaci capace di ridurre di ben il 27% le morti dovute all’Aids o infezione da Hiv. Può sembrare strano, ma spesso un semplice cambiamento nella somministrazione di alcuni farmaci può arrivare a salvare oltre 10mila vite all’anno. Questo quanto sostengono i medici e ricercatori in uno studio appena pubblicato sul New England Journal of Medicine. La possibilità di somministrare un trattamento contro le infezioni ‘opportunistiche’, che si verificano quando il sistema immunitario è devastato dall’Hiv (una condizione che prende il nome di Aids), diviene una valida opzione per la cura di una malattia che spesso non lascia scampo.

L’Hiv non uccide
Il virus dell’Hiv di per sé non uccide, semmai è la sua azione sul sistema immunitario che apre le porte alle infezioni ‘opportunistiche’ che sono le vere cause della morte degli immunodepressi (o affetti da Aids). Chi si trova in queste condizioni spesso è vittima di infezioni batteriche pericolose come tubercolosi, polmoniti e infestazioni da funghi che possono causare per esempio meningite criptopocoide. In queste persone il conteggio delle cellule T o CD4 (che fanno parte del sistema immunitario) spesso risulta compromesso, o al di sotto delle 100/mm3. In chi si presentano addirittura sotto i 50/mm3 il rischio di morte entro 24 settimane è di 6 volte superiore a chi ha un conteggio superiore ai 100/mm3.

La terapia preventiva
Per evitare questo alto numero di morti, i ricercatori hanno dunque inteso sperimentare un mix di farmaci antiretrovirali e antibiotici con una terapia preventiva, ovvero prima che si presentassero le infezioni opportunistiche. Lo studio è stato condotto in Uganda, Zimbabwe, Malawi e Kenya e ha coinvolto 1.805 pazienti di età superiore ai cinque anni. Senza questo tipo di terapia, un paziente su dieci sarebbe morto entro qualche settimana dalla diagnosi. Dopo aver predisposto la terapia e averla somministrata, si è scoperto che il cocktail di farmaci aveva:
- ridotto la morte del 27%
- ridotto i casi di tubercolosi del 28%
- ridotto i casi di meningite e crisi criptopatica del 62%
- ridotto i casi di candidosi del 58%
- ridotto l’ospedalizzazione del 17%

Nel complesso, per ogni 100 persone trattare sono state salvate tre vite.

Salvare 10mila persone ogni anno
Con questo mix di farmaci si «potrebbero risparmiare oltre 10.000 morti l’anno, ma anche prevenire malattia come tubercolosi, meningite criptococale e le ammissioni ospedaliere – ha dichiarato a BBC News Uno degli autori dello studio, prof.ssa Diana Gibb, dell’unità MRC Clinical Trials del Regno Unito – Penso che possa avere un grande impatto e potrebbe essere un intervento aggiuntivo relativamente semplice». I ricercatori ritengono che il trattamento sia potenzialmente somministrabile a un gran numero di persone, perché è relativamente poco costoso. Ma, soprattutto, se utilizzato come preventivo è molto più efficace che non il trattamento quando si siano già presentate le infezioni opportunistiche – che sono molto più difficili da trattare e rappresentano il maggior problema per i sieropositivi.