23 agosto 2019
Aggiornato 12:30
DL vaccini

Migliaia al Miralfiore per la libertà di scelta vaccinale «l’obbligo non deve esistere»

Ventimila persone a Pesaro: «Non siamo contro i vaccini ma la via dell’obbligo non è una via giusta ed efficace». Interverranno medici, cantanti, filosofi e vittime di danni da vaccini

Persone manifestano per contestare l'obbligo dei vaccini in piazza Castello a Torino, 03 giugno 2017
Persone manifestano per contestare l'obbligo dei vaccini in piazza Castello a Torino, 03 giugno 2017 ANSA

PESARO - «Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere», su questa base pare fondarsi l’ennesima manifestazione nazionale per la libertà di scelta in campo vaccinale. Questa volta si terrà l’8 luglio al Parco Miralfiore di Pesaro. Una manifestazione gemellata con Parigi: i francesi sfileranno con le maglie arancioni per la libertà di scelta in campo vaccinale. Pare che la proposta di alleggerimento del numero di vaccini e sanzioni non sia stato sufficiente a far placare la folla di persone contrarie alle misure preventive in campo medico. L’evento sarà organizzato dal Comitato Salute e Diritti di Pesaro, da Colors Radio, da Il Sentiero di Nicola, Auret, Comilva, Corvelva, Rav Hpv, Vaccinare Informati e Condav. Lo scopo è quello di far sentire la propria voce. La gente non si dichiara contraria alla profilassi vaccinale, ma non ritiene sia corretto che tale procedura medica venga imposta.

Una festa
A detta degli organizzatori l’evento avrà tutte le sembianze di una festa a cui parteciperanno migliaia di persone provenienti da ogni regione. L'area sarà attrezzata con Nursery per accogliere i bambini più piccoli e una zona per l'animazione dove far giocare i bambini più grandi. Saranno, inoltre, disponibili ambulanze e personale medico per il primo soccorso.

Attese ventimila persone
Per la giornata di domani ci si aspetta che partecipino circa ventimila persone. E perché una lotta possa essere combattuta come si deve, sul palco faranno sentire la propria voce  molti professionisti: medici, genitori di bambini danneggiati da vaccini, il filosofo Diego Fusaro e il cantante Povia. Ma anche Ferdinando Imposimato, magistrato, politico e avvocato italiano, nonché presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione ed il giornalista Gianluigi Paragone.

Una questione di consapevolezza
 «Chi si oppone all’obbligatorietà non lo fa solo per questioni ideologiche, come si legge nella relazione introduttiva al Decreto Legge – dichiara David Gramiccioli, di Colors Radio, primo ideatore della manifestazione di Pesaro e portavoce della giornata -  Per lo più chi esita a vaccinare o a seguire calendari vaccinali personalizzati, o a non vaccinare affatto, lo fa a fronte di consapevolezza e approfondita informazione cresciuta negli incontri con dottori, immunologi, microbiologi, i quali riportano dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nonché articoli scientifici di giornali riconosciuti a livello mondiale».

I danni dei vaccini
«Le fonti parlano di reazioni avverse, danni permanenti ed in taluni casi anche morte. Spetta allo Stato Italiano eliminare ogni dubbio presente nella popolazione screditando eventualmente gli articoli citati anche con contraddittori pubblici (ai quali difficilmente partecipano rappresentanti delle istituzioni), prima di promulgare un decreto di coercizione», continua Gramiccioli.

Perché l’Italia deve mettere l’obbligo?
Le persone che parteciperanno alla manifestazione vogliono sottolineare la libertà di scelta – terapeutica e preventiva. Anche perché, dicono gli organizzatori, l’Italia è uno dei pochi paesi che obbliga i cittadini a eseguire la profilassi vaccinale. «In Europa in ben 15 paesi non vige nessun obbligo e le percentuali di vaccinati sono comunque alte perché in questi paesi si investe in corretta informazione, si fa un vaccino, vigilanza seria, si propongono esami pre-vaccinali e controlli post vaccino per verificare l’avvenuta immunizzazione – continua Gramiccioli - La via dell’obbligo non è una via giusta ed efficace. Obbligando i genitori a vaccinare i propri figli, cresceranno maggiormente sfiducia, diffidenza e dubbi. Si andrà a minare ulteriormente il rapporto di fiducia tra Sanità Pubblica e cittadini, i quali dovranno firmare un consenso informato in cui si assumono i rischi legati alla vaccinazione, a fronte di un obbligo imposto per legge: una vera e propria contraddizione in termini»

L’appello
«Abbiamo deciso di darci appuntamento a Pesaro, per far sentire forte e chiara la nostra voce. Pesaro è un simbolo: è una delle tante città di provincia d’Italia. Siamo qui per dire che siamo ovunque, in ogni città, non solo nelle metropoli, in ogni periferia, in ogni quartiere. Siamo molti e vogliamo essere ascoltati. Invitiamo quindi tutti coloro che nutrono il ragionevole dubbio nei confronti dei tempi e dei modi dettati dal decreto legge ad unirsi a noi. La nostra sarà una festa di libertà. Portate una maglietta arancione, il vostro migliore sorriso e tutta la vostra determinazione. Vi aspettiamo l’8 Luglio a Pesaro», concludono gli organizzatori dell’evento.