13 novembre 2019
Aggiornato 23:30
Alimentazione e diabete

La carne grigliata aumenta il rischio di diabete

Ancora sul banco degli imputati la carne grigliata. Oltre a essere cancerogena è sospettata di aumentare l’infiammazione e il rischio di diabete. Lo studio

La carne cotta alla griglia aumenta il rischio di diabete
La carne cotta alla griglia aumenta il rischio di diabete Shutterstock

Nuovamente sotto accusa la carne alla griglia che, dopo essere stata incriminata di cancerogenità, ora sale sul banco degli imputati per l’aumentato rischio di diabete. A suggerirlo è una recente ricerca americana pubblicata su Diabetes Care. Ecco cosa hanno scoperto gli scienziati.

Cotta alla griglia è pericolosa
Quale stagione migliore se non l’estate per fare delle belle grigliate in compagnia? A seguito dei risultati condotti delle ricerche scientifiche dell’ultimo decennio, però, ci sta passando un po’ la voglia. Questa volta sono stati alcuni scienziati della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston che hanno puntato il dito sulla salubrità della pratica tanto amata dagli italiani. Secondo i loro studi, infatti, consumare spesso carne grigliata, aumenterebbe il rischio di contrarre il diabete di tipo 2.

Le donne più a rischio
Tanto per cambiare, sarebbe l’universo femminile quello che avrebbe la peggio. I ricercatori sono arrivati a tale conclusione prendendo a campione quasi sessantamila donne. Per ognuna è stato valutato il consumo di carne cotta alla griglia. Dai loro risultati è emerso che chi consumava questo genere di alimento almeno due volte a settimana aveva una maggior probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2. Il rischio sarebbe aumentato del 30% rispetto a chi consumava la carne (grigliata) solo una volta al mese.

La causa
Come nel caso dell’aumentato rischio di cancro alla base di tutto ci sarebbe l’aumentata infiammazione indotta da questo genere di cottura. Durante la grigliata, infatti, si formerebbero delle ammine eterocicliche o HCA partendo dai vari composti della carne come, per esempio, proteine e carboidrati. Questo fenomeno si presenta soprattutto nelle piccole strisce nerastre di pseudo bruciatura.

La parola all’esperto
Secondo quanto dichiarato all’Ansa da Roberto Miccoli del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università di Pisa, «Quando si cuoce a temperature molto elevate, come succede con la cottura alla griglia, da alcune sostanze che compongono la carne, quali proteine, carboidrati e creatina, si formano i cosiddetti HCA, cioè amine eterocicliche. In particolare le ritroviamo nelle parti bruciacchiate, nerastre presenti sulla superficie della carne cotta. Oltre a queste vanno considerate quelle che si sviluppano quando il grasso di cottura raggiunge la brace ardente e si infiamma, sostanze chiamate PAH (idrocarburi policiclici aromatici). I fumi che contengono questi PAH penetrano nella carne. I PAH si ritrovano anche nel fumo di sigaretta e nelle carni affumicate. Tutti questi prodotti sono risultati associati anche al cancro, l'obesità, l'infiammazione e la resistenza all'insulina».

Dobbiamo buttare il barbecue?
Se qualcuno di voi fosse tentato di buttare nella raccolta ingombranti il barbecue, vi diamo una buona notizia: non c’è bisogno di arrivare a questi estremi. Qualche peccato di gola non incide così tanto sulla nostra salute. «Se si consuma occasionalmente una bistecca cotta alla griglia il rischio di diabete è basso, ma se questo metodo di cottura è usato di frequente allora è consigliabile non solo ridurre il consumo di carne rossa ma usare anche metodi di cottura a basse temperature», conclude Miccoli.