31 maggio 2020
Aggiornato 06:30
Diabete e ipertensione

Un farmaco per il diabete riduce anche il rischio cardiovascolare. La scoperta

Un farmaco utilizzato da tempo per la cura del diabete sembra ridurre anche il rischio di eventi cardiovascolari, diminuendo le possibilità di morte prematura, specie nei pazienti diabetici

Un farmaco per il diabete riduce anche il rischio di malattie cardiovascolari
Un farmaco per il diabete riduce anche il rischio di malattie cardiovascolari Shutterstock

CANBERRA - Un farmaco utilizzato per la cura del diabete potrebbe ridurre significativamente il rischio di eventi cardiaci e renali. È quanto suggerisce un’ampia ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine e condotta su oltre diecimila pazienti.

Ridotto rischio cardiovascolare
Uno studio clinico che ha coinvolto pazienti di oltre trenta Paesi, ha messo in evidenza come un noto farmaco antidiabetico, il Canagliflozin, sviluppato da Mitsubishi Tanabe Pharma, è stato in grado di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari del 14%, con una diminuita ospedalizzazione ospedaliera per insufficienza cardiaca del 33%. «La malattia coronarica è la principale causa di morte in assoluto per le persone con diabete di tipo 2. I nostri risultati suggeriscono non canagliflozin riduce significativamente il rischio di malattie cardiache, ma ha anche molti altri vantaggi», ha spiegato Bruce Neal del George Institute for Global Health in Australia.

  • Sapevi che…?
    Il diabete di tipo 2 colpisce 450 milioni di persone in tutto il mondo?

Protegge la funzionalità renale
Oltre a ridurre il rischio cardiovascolare, pare che il farmaco sia anche in grado di proteggere i reni evitando un serio declino dell’organo. «E non solo riduce il rischio di malattie cardiache, ma fornisce anche una protezione reale contro il declino del rene, che colpisce molte persone con diabete», spiega Vlado Perkovic coautore dello studio.

Riduce il peso corporeo e il rischio di ictus
«Abbiamo trovato che il farmaco ha ridotto anche la pressione sanguigna e ha portato alla perdita di peso. Il diabete di tipo 2 è in rapida crescita in tutto il mondo e abbiamo bisogno di farmaci che si occupano non solo dei livelli di glucosio, ma anche di proteggere molti milioni di persone dal reale rischio di ictus e infarto», continua Neal.

Aumentato rischio nei pazienti diabetici
I risultati dello studio, presentato all’American Diabetes Association Conference di San Diego, sono stati particolarmente rilevanti considerando che il 65% dei decessi cardiovascolari si presentano nei pazienti diabetici o pre-diabetici. «Sia pazienti che medici devono essere tremendamente rassicurati dai risultati. Non solo riduce il rischio di malattie cardiache, ma fornisce anche una protezione reale contro il declino del rene, che colpisce molte persone con diabete», ha dichiarato Perkovic.

  • Sapevi che…?
    Il Canagliflozin, sviluppato da Mitsubishi Tanabe Pharma, è commercializzato grazie a una licenza del gruppo Johnson & Johnson (Janssen). Agisce inibendo il trasportatore di membrana sottotipo 2 della proteina di trasporto selettivo del sodio glucosio, altrimenti denominata SGLT2. Si tratta di una sostanza quasi totalmente responsabile del riassorbimento del glucosio nel rene. Ne consegue un’aumentata escrezione di glucosio e quindi una riduzione nei livelli ematici.

E’ tutto oro ciò che luccica?
Non sempre. E come spesso accade nei casi dei farmaci potrebbero verificarsi degli effetti collaterali non particolarmente graditi. Il prodotto, infatti, ha raddoppiato il rischio di amputazione di un piede, una gamba o di un dito. Il diabete causa un restringimento dei vasi sanguigni situati tra il ginocchio e le dita del piede, causando una diminuita circolazione di ossigeno che può impedirne la guarigione. Canagliflozin, d’altro canto, blocca il riassorbimento di glucosio. Ne consegue che si assiste a un calo di livelli di zucchero e un maggior rilascio di glucosio nelle urine. Mentre gli altri farmaci cercano di gestire i livelli di insulina. Tuttavia, non si conosce la causa relativa all’aumentato rischio di amputazione. «Non sappiamo il motivo per cui vi è stato un aumento del rischio di amputazione, e sono necessari ulteriori sforzi in questo settore per comprenderlo», conclude Neal.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal