12 luglio 2024
Aggiornato 17:30
Sicurezza alimentare

Il riso può avvelenarti. Ecco come cuocerlo per non rischiare

Il riso contiene molto arsenico, che può causare molti danni alla salute. Il rischio che si corre è un avvelenamento e malattie come il diabete, il cancro e patologie cardiovascolari. Ecco come mettersi al riparo

Risotto, attenzione a come si cuoce e all'arsenico
Risotto, attenzione a come si cuoce e all'arsenico Foto: Shutterstock

IRLANDA – Il riso è un cereale conosciuto in tutto il mondo, e consumato in tutto il mondo. Sebbene sia più diffuso in Asia, anche in Europa e in Italia gode di molta popolarità. Per questo motivo se ne consuma molto. Solo che il riso, forse non tutti lo sanno, contiene arsenico. E questo metallo pesante naturale presente nel sottosuolo, che viene assorbito dal cereale, poi lo si ritrova nel piatto.

Una scomoda presenza
Se l’arsenico è naturalmente presente nel terreno, una sua concentrazione maggiore è stata nel tempo favorita dall’uso di concimi chimici e pesticidi, largamente utilizzati in agricoltura. Un tempo usato come mezzo per commettere delitti, a causa della sua natura inodore e insapore, questo metallo pesante è accusato di causare seri danni all’organismo. Tra questi si citano infiammazione allo stomaco, all’intestino con nausea, vomito e diarrea. Lesioni alla pelle (possibilità di cancro della pelle) e ai polmoni. E poi una riduzione nella produzione di globuli rossi e bianchi nel sangue, un aumento del rischio di cancro e malattie cardiovascolari. L’esposizione all’arsenico inorganico, poi, può essere causa di sterilità femminile, abbassamento delle difese immunitarie, danni cerebrali, danni al Dna. Si ritiene che una dosa di 100 mg sia letale.

Il segreto e la cottura
Secondo i ricercatori dell’Università Queens di Belfast, che si sono posti il problema di come ovviare all’assunzione di arsenico tramite il riso, il segreto per evitare di avvelenarsi poco per volta è la cottura. Anzi, la precottura. Difatti per ridurre le possibili concentrazioni di arsenico nel riso basta metterlo in ammollo la notte prima di cucinarlo. In questo modo, secondo i ricercatori, si possono limitare i danni all’organismo e il rischio di sviluppare malattie cardiache, diabete e cancro.

Una riduzione significativa
Lo studio condotto dai ricercatori irlandesi ha mostrato che l’ammollo di una notte ha ridotto dell’80% la presenza di arsenico nel riso. Il dottor Andy Meharg e colleghi, per arrivare alle loro conclusioni hanno testato tre diversi modi di cottura del riso. Nel primo hanno utilizzato un rapporto pari a due parti di acqua e una parte di riso, in cui l’acqua evaporava durante la cottura: con questo metodo l’arsenico restava presente. Nel secondo vi erano cinque parti di acqua e una parte di riso e l’acqua in eccesso veniva eliminata: qui i livelli di arsenico erano quasi dimezzati. Infine, con il terzo metodo – quello in cui il riso era stato in ammollo durante la notte – i livelli del metallo tossico si sono appunto ridotti dell’80%. In definitiva, se non si vogliono correre rischi per la propria salute, i ricercatori suggeriscono di seguire il terzo metodo di cottura.