26 maggio 2019
Aggiornato 16:30
Rimedi naturali

Artiglio del diavolo: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

Considerato un antinfiammatorio da molto tempo, le ricerche scientifiche sono ancora molto contrastanti. Ecco come usarlo, gli effetti collaterali e il dosaggio dell’artiglio del diavolo

Proprietà e benefici dell'artiglio del diavolo
Proprietà e benefici dell'artiglio del diavolo ( Shutterstock )

Harpagophytum Procumbens, alias artiglio del diavolo, è uno degli antidolorifici e antinfiammatori per eccellenza. Utilizzato da centinaia di anni dai popoli nativi sudafricani a scopo terapeutico, molte delle sue virtù e degli usi popolari sono stati confermanti dalla scienza. Vediamo insieme quali sono.

Perché si chiama artiglio del diavolo?
Il nome è alquanto particolare, quindi la domanda sorge spontanea: perché si chiama proprio artiglio del diavolo? Il motivo è semplice: quelle che a prima vista sembrano solo delle piccole radici, sono in realtà corredate di un frutto a uncini che, se calpestati erroneamente, provocano un grande dolore. Tant’è vero che i piccoli animali, specie i roditori, spesso rimangono intrappolati nelle piccole radici morendo così di fame e sete.

Gli usi popolari
L’artiglio del diavolo è una pianta originaria dell’altopiano sudafricano di Transvaal. Si tratta di una zona desertica con tratti di savana – questo pare essere l’ambiente ideale per la crescita di questo antichissimo rimedio vegetale. Un tempo veniva utilizzato per ridurre i dolori, in particolare quelli reumatici e causati dall’artrite – ma anche per ridurre la febbre e migliorare la digestione. La popolazione dei boscimani l’utilizzava anche per curare ferite. In Europa, tuttavia, il rimedio arrivò solo intorno al Novecento, tempo in cui fu utilizzato solo ed esclusivamente come amaro tonico e digestivo.

I principi attivi
L’artiglio del diavolo contiene principalmente glicosidi iridoidi (arpagoside, arpagide e procumbide), zuccheri (tetrasaccaride stachiosio), triterpenoidi (oleanolico e acido ursolico), acidi aromatici (caffeico, cinnamici e acido clorogenico) e flavonoidi come la luteolina.

Antinfiammatorio nei disturbi muscolo-scheletrici
A differenza di quanti molti credono, nella letteratura scientifica le indagini risultano molto controverse. Alcuni studi condotti su modello animale ritengono che i suoi estratti possano svolgere attività antinfiammatoria nei confronti dei dolori muscolo-scheletrici, mentre altri condotti su esseri umani non sembrano aver ottenuto gli effetti sperati. In ogni caso, alcuni studi hanno mostrato che «analisi in vitro ed ex vivo indicano che Hp [l’artiglio del diavolo, Nda] ha effetti significativi su numerosi marcatori proinfiammatori. Tuttavia, il meccanismo esatto con cui HP può ridurre l’infiammazione resta ancora da chiarire».

Uguale alla nel trattamento dell’osteoartrosi?
Uno studio randomizzato e un doppio cieco ha voluto valutare la tollerabilità e l’efficacia di un prodotto a base di artiglio del diavolo (Harpadol) confrontandolo con un farmaco di sintesi (diacereina). Dai risultati è emerso che i pazienti che assumevano Harpadol hanno ridotto l’uso di farmaci antalgici e FANS. Tra gli effetti collaterali il più comune è stato la dissenteria, che si è mostrata in misura nettamente inferiore in chi assumeva Harpadol. I ricercatori concludono che il prodotto a base di artiglio del diavolo potrebbe essere paragonabile in efficacia e con maggiore sicurezza. Tuttavia, per amor di informazione va precisato che il risultato potrebbe essere dovuto a un conflitto di interessi dei ricercatori e quindi potrebbe trattarsi un bias (distorsione sistematica della pubblicazione).

Come usare l’artiglio del diavolo
In commercio si trovano diverse preparazioni a base di artiglio di diavolo da assumere per via orale: in capsule, compresse, tisane o tintura madre. Secondo le ultime ricerche gli estratti migliori sono quelli che contengono 50-60 mg di arpagoside. Per via esterna si possono usare pomate e gel. In linea di massima il trattamento per via orale non dovrebbe superare le due settimane.

I prodotti che si trovano in commercio e le dosi da assumere
L’estratto secco, generalmente, va assunto nella dose di 300-600 mg, tre volte al giorno. Mentre la tintura madre può essere usata nella dose di circa 30-50 gocce più volte al giorno. La polvere di radice essiccata (compresse o capsule): va assunta nella dose ideale di 1.800-2.400 mg (50-100 mg arpagoside) al giorno in caso di dolori muscolo-scheletrici e infiammazione. La tisana va preparata con utilizzando la radice nella dose di 2-9 g al giorno per mal di schiena e osteoartrite.

Effetti collaterali
La letteratura scientifica riporta pochi effetti collaterali e pare essere considerato un rimedio abbastanza sicuro. In pazienti predisposti possono verificarsi per lo più sintomi gastrointestinali. E’ sconsigliato nelle persone affette da gastrite, ulcera e diabete a causa del suo effetto ipoglicemizzante.

Interazioni con i farmaci
L’artiglio del diavolo può interagire con alcuni farmaci di uso comune. Tra questi gli antinfiammatori FANS o cortisonici per possibile aumento della gastro-lesività, ipotensivi e ipoglicemizzanti per sommazione degli effetti. Sconsigliato anche in concomitanza di Warfarin e prodotti antiartritici.

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