Vaccinazioni pediatriche

Vaccinazioni: ecco perché dovresti farle fare a tuo figlio

Vaccinazioni tra verità, leggenda e scienza. I vaccini sono sicuri e quasi esenti da effetti collaterali, ecco perché non dovresti aver paura di vaccinare tuo figlio

Perchè vaccinare tuo figlio
Perchè vaccinare tuo figlio (Dmitry Naumov | Shutterstock)

Polemiche, polemiche e ancora polemiche sul fronte vaccini. L’Italia – e non solo – è divisa in due: chi non rinuncerebbe mai alle vaccinazioni e chi, invece, si oppone con tutte le sue forze. Ma partiamo dall’inizio: le vaccinazioni sono state introdotte parecchi anni fa allo scopo di scongiurare il rischio di ammalarsi di malattie gravi. A nessuno di noi piace stare male. E allora, perché molti non vogliono vaccinarsi?

Tutto comincia con l’autismo
Il problema sorge ormai da molti anni. Persone di ogni tipo, tra cui anche molti medici, sostengono che i vaccini possano causare malattie anche importanti. Tra questi vi sarebbe l’autismo. La relazione autismo-vaccino è talmente forte e reale che è diventato un caso internazionale. Il primo a puntare il dito sui vaccini è stato il medico Andrew Wakefield, ormai divenuto famoso per una pubblicazione fraudolenta che riguardava gli effetti collaterali del vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia. Secondo la sua teoria provocherebbe autismo nei bambini e malattie intestinali. Anni dopo pare che il medico fosse pagato da un avvocato che stava tentando diverse cause contro i danni da vaccini. Di recente, sul British Medical Journal si scrive che la sua era una «frode deliberata» e che gli ultimi studi avrebbero finalmente dovuto chiudere qualsiasi legame tra vaccini e autismo. Ma c’è chi ancora non è convinto.

  • Sapevi che…?
    Nell’anno 2004, Brian Deer reporter del Sunday Times portò alla luce il conflitto di interessi economici che non era mai stato dichiarato prima da Wakefield. Ed è così che in breve tempo tutti suoi aiutanti fecero un fuggi fuggi generale.

Il pericolo nascosto nei vaccini
Chi non sostiene la relazione con l’autismo, spesso è contro gli additivi dei vaccini. Certo, si tratta pur sempre di farmaci e quindi non esenti da effetti collaterali. D’altro canto questo non significa che siano sempre pericolosi. Un vaccino oltre all’antigene della malattia che si vuole debellare, contiene anche un liquido in sospensione. Questo non dovrebbe essere pericoloso perché formato da acqua distillata o soluzione fisiologica. Tutt’al più vi sono aggiunti dei conservanti. Tra questi il più comune è l’alluminio. È vero che si tratta di un metallo neurotossico, ma va precisato che è presente in quantità minime e si trova anche nei cibi di uso più comune. Ma non solo: molti ristoranti utilizzano ancora oggi pentole realizzate con questo materiale, di cui spesso ne rilasciano piccole dosi nel cibo. Quindi, se proprio temiamo l’alluminio forse è meglio controllare di non assumerne tutti i giorni dosi eccessive.

  • Quanto alluminio nei vaccini?
    Il contenuto di alluminio nei vaccini è molto esiguo e può arrivare a un massimo di 2,5 mg. Se questa quantità vi sembra elevata, sappiate che il latte artificiale nei neonati ne contiene 152 microgrammi per litro. Ciò significa che in un solo giorno, il latte può arrivare a un milligrammo. Ogni giorno, però, non unatantum come accade nei vaccini.

Gli stabilizzanti e gli antibatterici
I vaccini contengono anche dei stabilizzanti come l’albumina e la gelatina. In minima parte, alcuni contengono anche steptomicina, kanamicina o neomincina. Si tratta di tre noti antibiotici con un ridotto rischio di allergia. Sono in dose minime solo per evitare – giustamente – la proliferazione batterica.

E il tiomersal?
Il tiomerale è un’altra nota dolente. Ma a differenza di quanto si asserisce ancora oggi, non c’è traccia di questa sostanza già dal 2002. Un tempo utilizzato come conservante solo nei vaccini multidose. Sebbene non ci fosse alcuna prova scientifica della sua dannosità alle dosi utilizzate, è stato comunque eliminato da tutti i vaccini a titolo precauzionale.

Troppi vaccini in una volta sola sono pericolosi?
Secondo recenti dati la coniugazione dei vaccini con le cosiddette proteine carrier porta a una risposta immunitaria più potente di quella indotta naturalmente. Il sistema immunitario, anche di un neonato, è in grado di rispondere a un numero elevatissimo di antigeni. In merito a risultati ottenuti dall’immunologia oggi sappiamo che ogni bambino avrebbe la capacità di rispondere a 10mila vaccini eseguiti contemporaneamente. Inoltre numerosi studi hanno dimostrato che la risposta umorale è identica sia per le somministrazioni multiple che per quelle singole.

Meglio la malattia del vaccino?
Molti sostengono che alcune malattie, come il morbillo, non siano affatto pericolose. Quindi non ha senso vaccinarsi. Tuttavia, se analizziamo con attenzione i dati degli ultimi anni notiamo che proprio il morbillo, per esempio, può provocare un caso su mille di encefalite con due morti su mille infettati. La vaccinazione, invece, può provocare reazioni allergiche gravi – quindi potenzialmente fatali – solo su un caso ogni milione di bambini vaccinati. Quindi il rischio è nettamente ridotto.

In sintesi
Vaccinarsi e vaccinare il proprio figlio significa garantirgli un futuro esente da patologie anche mortali. Purtroppo ancora non si hanno a disposizione vaccini contro ogni tipo di patologia. Ma chi di voi non farebbe un vaccino se fosse certo di eliminare al 90% il rischio di contrarre il cancro o vare forme tumorali? Chiaramente non ci sentiamo di dire che un vaccino protegge nel 100% dei casi – non per niente viene fatto fare più volte – e neppure che non c’è il minimo rischio di effetti collaterali. Trattandosi di un farmaco, lo ripetiamo, è possibile. Ma se si pensa quanti farmaci assumiamo anche per un comune mal di testa, non sarà certo il vaccino a fare la differenza. Inoltre, fattore da non sottovalutare, il vaccino viene somministrato in forma totalmente gratuita. Cosa volere di più?
 

[1] Deer, Brian, Revealed: MMR research scandal, in The Sunday Times (Londra), 22 febbraio 2004