21 ottobre 2019
Aggiornato 00:30
Sanità

Vaccini obbligatori, arrivano altre Regioni. Vaccinazioni tra miti irrazionali e realtà scientifiche

I pediatri hanno un ruolo cruciale nell’informare i genitori sulle vaccinazioni. Un’informazione chiara, scientifica, e non inquinata da miti e false credenze. Nel frattempo, dopo l’Emilia-Romagna, anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti intende seguirne l’esempio nell’obbligo al vaccino per i bimbi degli asili nido

Vaccini, sempre più caos nell'informazione
Vaccini, sempre più caos nell'informazione Shutterstock

ROMA – Con tutta probabilità anche la Regione Lazio seguirà l’esempio dell’Emilia-Romagna che ha proposto la vaccinazione obbligatoria per i bambini che frequenteranno gli asili nido. Il presidente della Regione Lazio, a tale proposito ha dichiarato sul proprio profilo Facebook: «Obbligo di vaccinazione per i bimbi che vanno al nido: è una legge che proporrò in Consiglio regionale per combattere la diffusione di malattie pericolose e tutelare la salute dei più piccoli. Dopo l'Emilia Romagna facciamo un passo avanti di civiltà anche nel Lazio». Nel frattempo, a Milano, i pediatri si riuniscono per un corso da titolo «Vaccinazioni: i miti irrazionali e la realtà scientifica», in cui si discute proprio dell’importanza del ruolo del medico nell’informare i genitori sulle vaccinazioni in modo scientifico, chiaro e non inquinato da miti e false credenze. Il corso, promosso da WAidid, ha l’obiettivo principale di diffondere una comunicazione efficace per spiegare l’importanza delle vaccinazioni, per superare le resistenze delle famiglie contrarie ai vaccini e per affrontare le problematiche medico-legali legate a esse e alla gestione dei casi clinici complessi.

Il problema del calo delle coperture vaccinali e i rischi
«Il calo delle coperture vaccinali nel nostro Paese – sottolinea la prof.ssa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici – è un dato allarmante che non deve essere sottovalutato. Per questo motivo è fondamentale che pediatri, igienisti e in generale operatori sanitari siano in grado di superare le possibili difficoltà nel comunicare l’importanza delle vaccinazioni soprattutto a coloro che sono incerti o contrari e di affrontare i casi clinici più complessi. I vaccini hanno cambiato la storia della pediatria, nel senso che la riduzione della mortalità infantile (cioè nel primo anno di vita) e pediatrica è diminuita proprio grazie al calo delle patologie infettive che è seguito alle vaccinazioni di massa. Eppure, sembra che molti si siano già dimenticati di questi importanti passi in avanti e dei grandi benefici dei vaccini: se le famiglie scelgono di non vaccinare i propri figli, il rischio è il ritorno di infezioni pericolose per loro e per l’intera comunità».

Perché si deve continuare a vaccinare?
Perché le vaccinazioni sono il modo più sicuro per non ammalarsi e per non diffondere ad altri una malattia, spiegano gli esperti. È importante continuare a vaccinare i propri bambini, seguendo il piano vaccinale proposto nel proprio Paese e all’interno della propria regione e chiedendo consiglio al pediatra per qualsiasi dubbio. «Non si può più pensare ‘io non vaccino mio figlio, ci pensino pure gli altri’, perché ogni persona non immunizzata può contribuire a diffondere una malattia», interviene Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità.

Come si può comunicare l’importanza delle vaccinazioni rassicurando genitori e famiglie?
Il cosiddetto ‘triangolo pediatrico’, i cui vertici, distanti ma comunicanti, sono occupati rispettivamente da pediatra, genitori e bambino/adolescente, rappresenta un modello fondamentale per cogliere la complessità della comunicazione e della relazione di cura in questo ambito. I medici e gli operatori sanitari svolgono un ruolo fondamentale nello stabilire e mantenere un impegno costante nella comunicazione sui vaccini, tenendo alta la fiducia nelle vaccinazioni, fornendo ai genitori materiale didattico, mostrandosi a disposizione per rispondere alle loro domande. «Gli aspetti tecnico-informativi – aggiungono Chiara Fioretti e Paola Arnaboldi, Istituto Europeo di Oncologia, Milano – che rappresentano la base fondante degli interventi sanitari di prevenzione legati alle vaccinazioni vanno necessariamente integrati con strumenti comunicativi efficaci quali l’accoglienza e il rispecchiamento del genitore in quanto persona portatrice di ‘mappe concettuali’ ben definite all’interno delle quali, spesso, gli aspetti emotivi fanno da padrone. L’impiego di tecniche formative di natura esperienziale rappresenta, quindi, la scelta più adeguata in questo contesto proprio perché consente al personale sanitario che opera in quest’area e in particolare ai pediatri di famiglia di sviluppare modalità comunicative sempre più adeguate e in grado di aderire alle caratteristiche di ogni singola, specifica situazione».

Il ruolo del Web nella comunicazione sulle vaccinazioni
Oggi Internet ha un ruolo molto importante (e anche pericoloso) nella diffusione e nella ricerca di notizie, soprattutto nel campo della medicina e della salute. «Ma in rete circola di tutto – precisa Giorgio Conforti, pediatra e membro della Federazione Italiana Medici Pediatri FIMP – perché la parola del medico sul web è uguale a quella di chiunque. Questa è una nuova sfida anche per noi medici. E’ fondamentale, quindi, che i genitori che si rivolgono alla rete per cercare risposte ai loro dubbi si affidino sempre a fonti ufficiali come siti istituzionali, specializzati o scientifici, altrimenti il rischio è quello di ottenere informazioni non corrette o addirittura fuorvianti e pericolose».