20 marzo 2019
Aggiornato 18:00
Salute

Virus Zika, ecco l’anticorpo che blocca l’infezione. In Usa al via la sperimentazione di un vaccino

Gli scienziati hanno scoperto un anticorpo che potrebbe fermare l’infezione da virus Zika e limitare o evitare i danni al cervello e non solo che questo può provocare, sia nel feto che nelle persone infettate. Intanto negli Usa si è dato il via ai test sull’uomo per un vaccino

Zika, scoperto un anticorpo che ferma il virus nel corpo
Zika, scoperto un anticorpo che ferma il virus nel corpo Shutterstock

STATI UNITI - Ormai la stagione fredda è arrivata, e forse per qualcuno parlare di zanzare può sembrare fuori luogo. Ma quando si tratta di certi tipi di zanzare, ormai sappiamo che ve n’è sono alcune che riescono ormai a resistere anche alle basse temperature. Allo stesso modo, non parlare più di zanzare non risolve il problema del virus Zika, diffuso dalle ‘tigre’ della specie Aedes Aegypti. Ecco pertanto che gli scienziati della Vanderbilt University Medical Center e della Washington University School of Medicine non hanno abbandonato le ricerche per risolvere la faccenda. E sono arrivati a scoprire che esiste un anticorpo capace di contrastare gli effetti nefasti del virus quando si sia stati infettati.

L’anticorpo attivo
Lo studio, per ora condotto su modello animale e pubblicato su Nature, ha rivelato durante i test che la somministrazione di un anticorpo chiamato ZIKV-117 – un nome che evoca di cosa si tratta – è in grado di bloccare l’azione del virus Zika nell’organismo ospitante. L’effetto di fermo è di circa un mese, tempo in cui si possono dar luogo a tutte le azioni per eliminare dal corpo il virus e impedirgli di causare i danni che sono ormai noti: microcefalia nei neonati, complicazioni negli adulti come paralisi (sindrome di Guillain-Barré) e altri problemi cerebrali e fisici di cui ancora non si sa bene.

Protezione anche del feto
I test condotti hanno mostrato che l’anticorpo ZIKV-117 legandosi alle componenti del virus riusciva a bloccarne la proliferazione e a svolgere un’azione protettiva nei confronti del feto, scongiurando potenzialmente i possibili danni. «Questi anticorpi naturali umani isolati dall’uomo rappresentano il primo intervento medico che previene l’infezione da Zika e i danni al feto – ha spiegato il dott. James Crowe, della Vanderbilt – Siamo entusiasti perché i dati suggeriscono che possiamo avere in mano trattamenti con anticorpi che potrebbero essere sviluppati per l’uso nelle donne in gravidanza». La notevole potenza e l’ampiezza di inibizione da parte ZIKV-117 – ha aggiunto il coautore dello studio, dott. Michael S. Diamond della Washington University – è una grande promessa, dato che è stato in grado di inibire l’infezione da ceppi sia africani che americani in coltura cellulare e negli animali, anche durante la gravidanza».

Come agisce l'anticorpo
L’anticorpo, isolato da campioni di sangue prelevati da persone infettate dal virus Zika, si è scoperto riuscire a riconoscere il modo i cui alcune proteine che compongono la membrana di Zika si legano tra loro. In questo modo, può intervenire sul processo di replicazione del virus, influendo sul processo molecolare e impedendo alle proteine di svolgere il proprio ruolo nella catena di replicazione.

Il vaccino
Nel frattempo, presso il Walter Reed Army Institute of Research negli Usa è sato avviato uno studio clinico. Qui 75 adulti sani sono stati vaccinati con un vaccino per il virus Zika che gli scienziati dell’Istituto hanno sviluppato all’inizio di quest’anno. La fase 1 del trial prevede il testare la sicurezza e l’immunogenicità, ovvero la capacità del vaccino di innescare una risposta immunitaria nel corpo. Contiene un virus inattivato e purificato chiamato ZPIV. Il vaccino è in fase di sperimentazione in clinica presso il centro di sperimentazione di WRAIR a Silver Spring, nel Maryland. Si attendono i risultati.