5 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Inquinamento e salute

OMS: il 90% delle persone respira aria inquinata. Gravi i danni alla salute

L’inquinamento è collegato a un alto rischio di sviluppare malattie cardiache, respiratorie e tumori. Le percentuali di polveri sottili superano di gran lunga la soglia limite indicata dall’OMS. Le nazioni dovrebbero intervenire quanto prima per limitare i decessi che si verificano ogni anno

Troppe città inquinate, aumentano i decessi per smog
Troppe città inquinate, aumentano i decessi per smog Shutterstock

Da quando i gli esperti ribadiscono l’importanza di uno stile di vita sano nel mantenimento della salute e nella riduzione del rischio cancro, sempre più gente pone attenzione ai gesti di vita quotidiana. Ed è così che si cerca di fare più movimento e attività fisica e si scelgono cibi sani e nutrienti. Tuttavia, spesso questi accorgimenti vengono vanificati dall’aria che respiriamo. I tassi di inquinamento – specie in città – sembrano uccidere molto di più di una dieta scorretta.

3 milioni di persone all’anno uccise dall’inquinamento
Altro che sport e alimentazione sana, il killer silenzioso è quel nemico che difficilmente riusciremo ad allontanare da noi: l’inquinamento atmosferico. Secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite uccide ben tre milioni di persone ogni anno, in tutto il mondo. La colpa è di automobili e camion e anche delle centrali elettriche che diffondono nell’aria microparticelle nocive.

Le tre nazioni peggiori
In pole position tra le nazioni più inquinate al mondo ci sono Cina, Russia e India. In quest’ultima, solo nel 2012 sono morte ben 600mila persone. Mentre la Cina presenta cifre da capogiro: l’aria sporca, nello stesso anno, ha mietuto ben 1 milione di vittime. Mentre l’Australia è il Paese più ‘pulito’, con soli 94 decessi. Ma il Canada e i Paesi scandinavi sono arrivati al punto di meritarsi elogi per le misure preventive atte a frenare l’inquinamento alla radice.

Non ci sono scuse per non agire
«Ora abbiamo i dati alla mano che mostrano quanti cittadini muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico. Quello che stiamo imparando è che tutto ciò è molto negativo. Ora non ci sono scuse per non agire», dichiara al The Guardian, Maria Neria, direttore della salute pubblica dell’OMS e del dipartimento ambientale. «A livello globale, l’inquinamento atmosferico presenta un grave rischio per la salute pubblica e un numero considerevole di vite potrebbero essere salvate se i livelli di inquinamento atmosferico fossero ridotti», spiega Gavin Shaddick.

La rilevazione dell’inquinamento
Al fine di quantificare il livello di inquinamento, si sono riuniti sedici scienziati provenienti da otto istituzioni internazionali. Tutti hanno collaborato con l’OMS e raccolto i dati di oltre tremila località. Durante lo studio è stata valutata l’esposizione a piccole particelle di inquinamento atmosferico, grandi solo 2,5 micron. Queste, sono conosciute con il nome di PM2,5 e sono fortemente associate al rischio di morte a causa del loro forte potere di penetrazione.

Pericolo anche per l’apparato cardiovascolare
«Il vero motore di una cattiva salute sono le particelle ultra-fini, 2.5s che hanno la capacità di permeare la membrana dei polmoni ed entrare nel torrente circolatorio ematico. Sempre più spesso si è d’accordo sul fatto che non ci sono solo le malattie respiratorie associate al PM2,5, ma anche quelle cardiovascolari», continua Shaddick.

Le maggiori fonti di inquinamento
La maggior parte dell’inquinamento proviene dai tubi di scappamento delle automobili, dalla combustione dei rifiuti e dalle centrali a carbone. La maggior parte dei decessi si verificano nel Sudest asiatico e Pacifico Occidentale: Cina, Vietnam, Corea, Giappone. In Europa, le cose sono leggermente migliori, ma il problema esiste comunque. «Combattere l’inquinamento è una delle mie priorità come sindaco di Parigi. Si tratta di un problema di salute pubblica di vitale importanza e tutti i sindaci dovrebbero assumersi la responsabilità di mettere in pratica azioni coraggiose», dichiara Anne Hidalgo. Tra le prime soluzioni da attuare è stata accettata la proposta di divieto di percorrenza da parte delle auto di un tratto lungo il fiume Senna. «L’ho detto prima e lo dico di nuovo: Non possiamo negoziare con la salute dei parigini».

E l’Italia?
Recentemente i dati che riguardavano l’Italia non erano poi così tanto ottimistici. Anzi, secondo il rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), in Italia si muore prima di altri Paesi dell’Unione Europea. Solo nel 2012, infatti, ha registrato quasi 90mila decessi a causa dell’inquinamento. Tra le zone più colpite ci sono la Pianura Padana, in cui non può che non essere menzionata Milano, ma anche Monza e Brescia. Bollino nero anche a Torino, che tre anni fa ha evidenziato una media annua di 25 microgrammi per metro cubo d’aria. Per capire di che cifra si tratta, basti pensare che la soglia raccomandata dall’OMS è di 10 microgrammi. I responsabili dell’AEA, hanno recentemente ricordato che all’inquinamento dell’aria è associata una riduzione della lunghezza della vita, malattie cardiache e respiratorie e, infine, tumori.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal