20 gennaio 2020
Aggiornato 01:30
Focus: cuffia dei rotatori

Cuffia dei rotatori: cos’è, perché causa dolore alla spalla e i rimedi per eliminarlo

Dalla chirurgia ai farmaci tradizionali, tutte le cure, i consigli e le controindicazioni per le lesioni alla cuffia dei rotatori

Dolore alla spalla e lesioni alla cuffia dei rotatori
Dolore alla spalla e lesioni alla cuffia dei rotatori Shutterstock

Si chiama cuffia dei rotatori, e anche se il nome appare abbastanza insolito, le patologie che riguardano tale zona sono molto diffuse. A differenza di tante altre problematiche che riguardano la sedentarietà, le lesioni alla cuffia dei rotatori si verificano maggiormente nelle persone che praticano molto sport. Alla base di forti dolori alla spalla, c’è quasi sempre la rottura della cuffia dei rotatori. Problema che, soltanto negli Stati Uniti, ha coinvolto più di un milione di persone.

Cos’è la cuffia dei rotatori?
La cuffia dei rotatori non è una sola parte anatomica, bensì un complesso formato da muscoli e tendini che si trovano a livello della spalla. Grazie a essa, l’articolazione scapolo-omerale è molto più stabile e sicura. Infatti, i tendini localizzati in tale sede proteggono l’intera articolazione formando quella che a prima vista sembra una cuffia situata sulla testa dell’omero. Potremmo affermare senza problemi che se il braccio è attaccato alla spalla e la fa muovere è soltanto grazie alla presenza della cuffia dei rotatori.

  • Sapevi che…?
    La cuffia dei rotatori permette di muoversi liberamente quando cerchiamo di eseguire determinati movimenti con il braccio grazie a una borsa di lubrificazione. Questa è situata tra la cuffia dei rotatori e l’acromion (l’apice della spalla).

Da cosa è composta la cuffia dei rotatori
Come detto, la cuffia dei rotatori è un vero e proprio sistema anatomico formato da un gruppo di quattro muscoli e relativi tendini. Per la precisione, vi sono due muscoli extra rotatori – il piccolo rotondo e il sottospinato – un muscolo abduttore chiamato sovraspinato e uno intrarotatore: il sottoscapolare. A differenza di quanto si crede comunemente, il deltoide non ha niente a che fare con questo articolato complesso.

Anatomia della cuffia dei rotatori
Anatomia della cuffia dei rotatori (Shuttersotck)

I sintomi legati alla lesione della cuffia dei rotatori
A farne le spese maggiori, generalmente, è il muscolo sovraspinato e i tendini limitrofi. Questi arrivano al punto di sfaldarsi come una corda logora, causando dolore al minimo movimento. Ed è così che le attività giornaliere che fino a ieri erano considerate normali diventano motivo di dolore. Anche solo stirare, vestirsi o pettinarsi diviene un’impresa ardua. Il dolore può presentarsi anche durante il sonno notturno, specie se si dorme su un fianco. Altri sintomi tipici sono una sensazione di estrema debolezza della spalla. Un segnale che può destare sospetti è l’avvertire uno strano rumore durante il movimento del braccio o quando si assumono determinate posizioni.

Le cause delle lesioni della cuffia dei rotatori
La causa più frequente è una degenerazione dovuta a un’eccessiva usura. Possono essere particolarmente soggetti a tale patologia i nuotatori, i giocatori di baseball e tennis, chi pratica body building (specie se si mettono i pesi dietro le spalle). Diversa è invece l’usura causata dall’età: con il passare del tempo i tendini possono indebolirsi e si è più soggetti a un minor afflusso di sangue in tale zona.

I muscoli coinvolti nella cuffia dei rotatori
I muscoli coinvolti nella cuffia dei rotatori (Alila Medical | Shutterstock)

La diagnosi della cuffia dei rotatori
Per essere sicuri che si tratti di una lesione alla cuffia dei rotatori vengono di norma eseguiti dei raggi X risonanza magnetica. Più raramente si esegue un altro tipo di esame diagnostico denominato artografia. In questo caso si utilizzano sempre i raggi X, ma solo dopo aver iniettato del colorante all’interno della spalla affinché evidenzi al meglio la natura della lesione.

Cure e rimedi per le lesioni alla cuffia dei rotatori
La maggior parte dei pazienti trova sollievo al problema beneficiando di terapie non chirurgiche. Per prima cosa vengono consigliati alcuni semplici esercizi per migliorare i movimenti della spalla (stretching), rinforzando al tempo stesso i muscoli. Al contrario, se si tratta di un dolore acuto causato dal troppo sforzo fisico, potrebbe essere richiesto un periodo di riposo. Il medico potrebbe anche prescrivere farmaci antinfiammatori a base di ibuprofene o, nei casi più gravi, delle infiltrazioni di cortisone. Nel caso in cui vi siano presenti degli speroni ossei (osteofiti) che pizzicano la cuffia dei rotatori, potrebbe essere necessaria la terapia chirurgica. L’intervento chirurgico potrebbe essere consigliato anche ai pazienti con una lesione molto ampia che causa dolore da molti mesi. In tal caso il chirurgo realizzerà un fissaggio del tendine della testa dell’omero con l’ausilio di piccole ancore, una sorta di viti molto piccole.

La tenotomia
Vi sono anche casi in cui il chirurgo scelga di eliminare totalmente un tendine denominato capo lungo del bicipite. In questo caso il paziente potrà aver un grande vantaggio in termini di riduzione del dolore e del movimento. Tuttavia va detto che la rimozione si può evidenziare a livello del braccio, dando una piccola deformità chiamata popolarmente deformità di Popeye o di braccio di ferro. I muscoli del braccio, infatti, hanno una vaga somiglianza con il personaggio dei cartoni animati.

L’artroscopia
Un altro metodo chirurgico prevede l’utilizzo di un artoscopio, ovvero di una sorta di telecamera che viene inserita nella zona colpita. Le immagini vengono così inviate in un monitor in modo che il chirurgo possa manovrare dei micro-strumenti chirurgici senza errori. Con tale metodo l’incisione è più piccola, si evita di staccare il muscolo deltoide e la riparazione del tendine è più semplice. Inoltre la ripresa post operatoria è decisamente più rapida e indolore.

La ripresa alla vita normale
Dopo un intervento chirurgico vi sono alcune cose che non potranno essere fatte. La prima di queste è la guida di un’automobile – il medico potrebbe chiedervi di attendere dai due ai tre mesi. Il recupero vero e proprio della mobilità della spalla potrebbe durare molti mesi e dovrà essere supportato da appositi esercizi indicati dal proprio medico curante. Infine, bisogna prendere in considerazione la probabilità di una possibile recidiva anche in seguito a un trattamento chirurgico. Insomma, l’ideale – come sempre – è prevenire la patologia eseguendo esercizi di stretching funzionale che aiutino a far eseguire un movimento ampio a tutta la muscolatura della spalla e non usurarla eccessivamente in caso di sport quotidiano.