31 marzo 2020
Aggiornato 09:30
Medicina

Stop Zika, la Saint Louis University lancia la sperimentazione del vaccino umano

Al via la sperimentazione clinica umana per un vaccino contro il virus Zika. I ricercatori sperano di ottenere gli stessi risultati del vaccino contro la rosolia, nel prevenire l'infezione e proteggere neonati e donne in gravidanza

ST. LOUIS – Il Centro vaccini della Saint Louis University (Usa), in accordo con il National Institutes of Health (NIH) darà il via a una sperimentazione clinica umana del vaccino per prevenire il virus Zika, che può causare devastanti difetti alla nascita nei neonati.

Fermare la diffusione
La priorità della lotta al virus Zika è fermare la diffusione. Per questo motivo le autorità sanitarie di molti Paesi e l'Oms sono in prima linea nel trovare soluzioni adeguate. Una di queste è proprio lo sviluppo di un vaccino che renda immuni le persone dal contagio, specie le donne in gravidanza – che sono i soggetti più a rischio. «Stiamo assistendo a una diffusione di Zika nelle Americhe, così come Puerto Rico – ha commentato Sarah George un'esperta di flavivirus e professore associato di malattie infettive presso SLU – A giugno, 45 Stati hanno segnalato casi di Zika, contratti da persone che hanno viaggiato o hanno avuto rapporti sessuali con una persona che ha viaggiato in luoghi dove Zika è in circolazione a livello locale. Abbiamo bisogno di un vaccino per proteggere le persone da questa malattia infettiva emergente che può causare microcefalia e altri difetti cerebrali gravi nei bambini».

Come la rosolia
Il virus Zika è diffuso dalle zanzare Aedes, le stesse che trasmettono anche dengue e chikungunya. Come oggi si sa, Zika può anche essere trasmesse per via sessuale e circa l'80% di coloro che contraggono l'infezione non presentano sintomi. Quelli che invece si sentono male in genere hanno sintomi che durano da quattro a sette giorni: tra questi febbre, mal di testa, eruzioni cutanee, dolori articolari, occhi rossi. Un piccolo numero di persone infettate sviluppano la sindrome di Guillain-Barre, che può causare paralisi temporanea. Ma i maggiori problemi di salute riguardano i bambini non ancora nati, le cui madri contraggono Zika durante la gravidanza. I feti infettati dal virus possono sviluppare gravi complicazioni tra cui problemi alla vista, la microcefalia e anche la morte. «Tutto ciò potrebbe essere simile a quello che eravamo abituati a vedere con la rosolia – sottolinea la prof.ssa George – Spesso le donne sono state infettate durante la gravidanza e non se ne sono rese conto perché i loro sintomi erano così miti. Tuttavia circa un terzo dei loro bambini ha avuto difetti molto gravi alla nascita».

Il vaccino
Per la rosolia «abbiamo sviluppato un vaccino, il vaccino MMR, che viene somministrato ai bambini e ha praticamente eliminato la rosolia e i difetti alla nascita e essa associati – spiega la George – La nostra speranza è un vaccino per Zika che possa raggiungere lo stesso obiettivo. Immunizzando precocemente le persone, per esempio durante l'età fertile, possono ottenere l'immunità a questo virus ed è possibile proteggere i loro bambini. Tuttavia ci sono ancora molte cose che non conosciamo di Zika e molto stiamo ancora imparando».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal