15 novembre 2019
Aggiornato 00:00
Medicina e trapianti

19 anni e 6 polmoni. La storia di una ragazza di Siena e il retrapianto infinito

Una ragazza di soli 19 anni ha già subìto 6 trapianti di polmone. A causa della fibrosi cistica l’ultimo retrapianto le ha salvato la vita

Retrapianto di polmone per una ragazza senese di 19 anni
Retrapianto di polmone per una ragazza senese di 19 anni Shutterstock

SIENA – La fibrosi cistica che affligge una ragazza di Siena, ora diciannovenne, l’ha costretta durante la sua giovane vita al ricorso del trapianto di polmoni in più riprese. Da quando è nata, infatti, ha già ‘‘sostituito’’ sei polmoni.

Un intervento record
Quello eseguito in Toscana è un intervento record: un doppio retrapianto che, nel dicembre scorso, ha permesso di salvare la vita alla giovane donna. La diciannovenne, ora è potuta tornare a casa, dopo un lungo periodo di riabilitazione.

Un ricorso obbligato
Quello del retrapianto è stato un ricorso obbligato, poiché ne andava della vita stessa della ragazza, la quale non avrebbe più potuto respirare. «La giovane paziente di 19 anni, affetta da fibrosi cistica era stata sottoposta nel 2013 a un duplice trapianto di polmone per insufficienza respiratoria terminale – spiega Piero Paladini, a capo dell’Unità operativa Trapianto di polmone dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese (AOUS) – Nel dicembre del 2015 è stato necessario procedere al retrapianto di entrambi i polmoni, per una condizione di rigetto cronico caratterizzata da un danno polmonare progressivo detto bronchiolite obliterante». «Il retrapianto – prosegue Paladini – presenta problemi più complessi rispetto al primo e il successo dell’intervento è legato a diversi fattori. Grazie a un lavoro straordinario di squadra la giovane paziente, dopo una lunga degenza, ha potuto finalmente riabbracciare i suoi cari. A livello mondiale il retrapianto interessa circa il 4% totale dei pazienti trapiantati e in Europa è una procedura chirurgica che riguarda poco più di 50 pazienti all’anno».

Una procedura complessa
Il retrapianto è una complessa procedura. Secondo quanto riferito dall’AOUS, in questo caso si è stato condotto in assistenza cardiorespiratoria per mezzo di una macchina cuore-polmone Ecmo. Fautore dell’impresa è stato un team multidisciplinare composto dalle Unità Operative Trapianto di polmone sotto la direzione del dott. Paladini; Chirurgia toracica diretta da Giuseppe Gotti e Terapia intensiva cardiochirurgia diretta da Luca Marchetti, oltre a tutto il personale di sala operatoria con il supporto dei perfusionisti. All’intervento è seguita la terapia intensiva cardiotoracica e la paziente è poi passata in Chirurgia toracica per approdare all’Unità operativa complessa di Malattie respiratorie e trapianto polmonare, diretta da Paola Rottoli. L’iter che ha permesso alla ragazza di riabbracciare i propri cari è stato possibile grazie anche alla collaborazione degli immunologi Franco Laghi Pasini e Leopoldo Capecchi, dell’infettivologo Paolo Almi e di un gruppo di psichiatri, perfusionisti, fisioterapisti e infermieri.