28 marzo 2020
Aggiornato 19:00
Virus Zika

Zika, si rischiano danni cerebrali autoimmuni simili alla sclerosi multipla

Non solo microcefalia, gli scienziati avvertono che il virus Zika, trasmesso dalle zanzare può essere collegato a problemi neurologici gravi e un disordine autoimmune del cervello simile alla sclerosi multipla

Zika virus
Zika virus Shutterstock

BRASILE – Non basta la microcefalia o il disturbo del sistema nervoso chiamato Sindrome di Guillain-Barré, un nuovo studio suggerisce un possibile collegamento dell’infezione da virus Zika con una malattia autoimmune detta encefalomielite acuta disseminata (ADEM). In questa malattia, similmente alla sclerosi multipla, il sistema immunitario attacca il rivestimento intorno alle fibre nervose nel cervello e nel midollo spinale, o mielina.

Risultati inquietanti
Quella del virus Zika è una faccenda che sta assumendo a mano a mano connotati sempre più inquietanti. Partita un po’ in sordina, e snobbata da molti come un qualcosa che non avrebbe causato problemi più di tanto, ci si ritrova oggi invece con sempre più conferme di quanto questo virus – trasmesso per di più da un insetto molto diffuso – possa essere temibile, specie per le donne in gravidanza. «Anche se il nostro è un piccolo studio, può fornire la prova che in questo caso il virus ha effetti diversi sul cervello rispetto a quelli finora individuati negli studi in corso», ha sottolineato la dott.ssa. Maria Lucia Brito Ferreira, del Restoration Hospital di Recife in Brasile e principale autrice dello studio.

Un nesso causale?
Sebbene i ricercatori ritengano sia necessario un approfondimento, al fine di trovare un nesso causa/effetto tra l’infezione da virus Zika e la ADEM, il sospetto che vi sia un collegamento è più che fondato. Nel frattempo, questo studio si è focalizzato su 6 persone che hanno sviluppato sintomi neurologici dopo l’arrivo nell’ospedale di Recife tra dicembre 2014 e giugno 2015. I sintomi presentati erano compatibili con quelli della famiglia di virus che comprende Zika, dengue e chikungunya: tra questi febbre seguita da una eruzione cutanea, prurito, arrossamento degli occhi, dolori muscolari e articolari. A seconda dei soggetti, i sintomi si sono presentati presto o fino a 15 giorni dopo il presunto contagio.

L’evoluzione
Anche l’infezione, a seconda dei soggetti, si è evoluta in modo diverso. Dei 6 ricoverati, due hanno sviluppato l’ADEM e quattro hanno sviluppato la sindrome di Guillain-Barré. Nonostante i sintomi fossero comuni alle diverse malattia, tutti e 6 i pazienti sono stati trovati positivi al virus Zika, e non al chikungunya o dengue. Quando poi sono stati dimessi dall’ospedale, cinque di questi presentavano ancora problemi di movimento, di cui uno aveva ancora problemi alla vista e un altro aveva ancora problemi di memoria e funzioni cognitive. «Questo non significa che tutte le persone infettate con Zika sperimenteranno questi problemi cerebrali – sottolinea Ferreira – Di coloro che hanno problemi al sistema nervoso, la maggior parte non hanno sintomi cerebrali. Tuttavia, il nostro studio potrebbe far luce sui possibili persistenti effetti del virus che possono essere associati nel cervello». Nella nota stampa, i ricercatori specificano che i pazienti con ADEM di solito guariscono entro sei mesi, anche se la malattia può avere delle recidive. I risultati completi dello studio saranno presentati in occasione della riunione annuale della American Academy of Neurology a Vancouver, Canada.

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