9 dicembre 2019
Aggiornato 06:00
Allergie e salute

Rinite allergica: 6,5 milioni di italiani ne sono colpiti. Ma uno su due sfugge alle cure

La rinite allergica è un disturbo sempre più diffuso, Ne soffre il 12,5 per cento degli italiani, ma il 64 per cento non si cura adeguatamente. Arriva l’app per monitorare i sintomi sullo smartphone

Rinite allergica, molti ne soffrono ma pochi si curano
Rinite allergica, molti ne soffrono ma pochi si curano Shutterstock

MILANO – Arrivata la primavera, arrivano anche pollini e compagnia bella. Un tormento per molti italiani (il 12,5 per cento o 6,5 milioni) che soffre di rinite allergica. Ma, tra naso che cola, occhi che bruciano, notti insonni, assenza dal lavoro, una persona su due rinuncia alle cure.

Un disturbo serio
Circa otto italiani allergici su dieci ritengono la rinite un disturbo assai fastidioso, e uno su due piuttosto serio. Eppure, oltre la metà dei pazienti non segue sempre in modo adeguato la terapia prescrittagli. Secondo i dati raccolti da Gfk Eurisko in un’indagine per conto di Meda Pharma, il 56 per cento segue le cure soltanto per uno o alcuni periodi l’anno e il 32 per cento per pochi giorni. E poi c’è chi si dimentica di assumere i farmaci (il 30 per cento) o smette di assumerli (il 23 per cento) perché, spesso, ritiene di essere guarito non appena calano i sintomi.

Dietro c’è un’infiammazione
Dietro a un’allergia, di solito c’è un’infiammazione, come sottolinea Giorgio Walter Canonica, presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic): «Ogni reazione allergica è una reazione infiammatoria. Se una persona è esposta continuamente all’allergene, va incontro a un’infiammazione cronica e ogni patologia cronica necessita di una cosa: il controllo, dei sintomi e della patologia. Un parametro che è necessario misurare costantemente per avere sott’occhio l’evoluzione della malattia».

In soccorso arriva l’app
Dopo aver introdotto una nuova scala di misurazione visivo-analogica, detta Vas, ecco che in soccorso degli allergici arriva l’app, il cui nome è ‘Diario dell’allergia’. L’applicazione gratuita ed è disponibile sia per Ios che Android. È stata studiata per aiutare gli allergici a superare i problemi quotidiani che la rinite può creare. Basata sul sistema di valutazione Vas, permette di monitorare giornalmente i sintomi sul proprio smartphone, a cui viene data una valutazione con una scala da 1 a 10. A segnalare lo stato di controllo della rinite c’è un semaforo: se è verde significa che la rinite è ben controllata; se è giallo è parzialmente controllata e, infine, se è arancione significa che non è controllata. L’App è stata sviluppata insieme agli esperti del gruppo Macvia Aria e in Italia si avvale della collaborazione di Siaaic e del contributo incondizionato di Meda Pharma. Oltre al monitoraggio dei sintomi, l’app fornisce anche informazioni sui giorni a rischio allergeni, e invia anche avvisi per ricordare l’appuntamento con la terapia.

La terapia che funziona
A chi soffre di rinite allergica da pollini potrà far piacere sapere che un nuovo studio svedese, pubblicato sulla rivista Respiratory Research, dimostra l’efficacia e la sicurezza di una terapia detta ‘immunoterapia intralinfatica’ (ILIT). «A oggi, l’immunoterapia allergene specifica (AIT) rappresenta il solo trattamento in grado di modificare il corso della malattia grazie alla riduzione della sintomatologia, al miglioramento della qualità della vita (QoL), alla prevenzione di nuove reazioni di iperreattività e alla riduzione del rischio di sviluppo di asma», spiegano gli autori dello studio. L’immunoterapia ILIT, si presenta come una reale alternativa ai trattamenti attuali, poiché si basa su tre iniezioni di allergene fatte entro un periodo di 12 settimane. Questa nuova forma di AIT è in grado di massimizzare le opportunità di induzione della tolleranza immunitaria e di minimizzare il rischio di insorgenza di eventi avversi al tempo stesso.
«La terapia ILIT aggira i limiti tipicamente associati alla SCIT, quali la frequenza del numero di iniezioni necessarie, il rischio elevato di eventi avversi e la lunga durata di trattamento. Per questa ragioni, ILIT potrebbe rappresentare, una volta confermati questi dati in studi di dimensioni numeriche e durata del follow-up più ampi, una nuova tipologia di AIT caratterizzata da un miglior profilo costo-efficacia», concludono i ricercatori.