16 ottobre 2019
Aggiornato 16:30
Approfondimento: diverticolite o diveticolosi

Diverticoli e diverticolosi, le cure con i rimedi naturali

Sintomi e cause della diverticolite. L’alimentazione e le cure naturali per combatterla

Rimedi naturali in caso di diverticoli o diverticolosi
Rimedi naturali in caso di diverticoli o diverticolosi Shutterstock

È un problema abbastanza diffuso, spesso conosciuto con il nome di ‘‘malattia diverticolare’’. Colpisce mediamente il 10 per cento della popolazione, in particolare uomini e donne over 40. Percentuale che aumenta vistosamente nei pazienti con più di 60 anni. Dopo 80 anni, si registra un numero altissimo di persone affette da tale patologia arrivando al 60 per cento dei casi. La diverticolosi deve essere tenuta sempre sotto stretto controllo medico e, in alcuni casi, i sintomi possono essere ridotti o eliminati del tutto attraverso l’ausilio di rimedi naturali.

Cos’è la diverticolosi
I diverticoli sono una sorta di piccole tasche (estroflessioni) che risiedono nel colon e nell’intestino crasso o, in rari casi, anche nell’esofago o in vari distretti corporei. Il più comune, tuttavia, è quello che si presenta in un particolare tratto del colon denominato sigma o sigmoide. È importante specificare che solo una ristretta cerchia delle persone colpite manifestano sintomi: si parla del 10-20 per cento.

Processo infiammatorio dei diverticoli
Processo infiammatorio dei diverticoli (Designua | Shutterstock.com)

I sintomi della diverticolite
Se il paziente manifesta sintomi, può accusare diarrea o stitichezza, flatulenza, tensione addominale o crampi. Il dolore, generalmente, viene avvertito nei quadranti inferiori addominali – più frequentemente in basso a sinistra. La sintomatologia dolorosa si rivela soprattutto dopo i pasti principali.

Perché alcuni pazienti hanno sintomi e altri no
Nonostante i diverticoli siano così diffusi, solo poche persone avvertono i sintomi. Il motivo è che si parla di diverticolite solo quando i diverticoli si infiammano. Se ciò si protrae a lungo, oltre ai sintomi descritti in precedenza, si può avere anche febbre, vomito, sanguinamento e muco nelle feci, vertigini e, raramente, peritonite o perforazione intestinale.

Diverticoli
Diverticoli (Juan Gaertner | Diverticoli)

Le cause della diverticolosi o diverticolite
In realtà la ricerca non è riuscita a far luce sulla questione. Tuttavia sono state elaborate molte ipotesi. Spesso si tende a pensare che sia una carenza di fibre a provocare la formazione dei diverticoli. Purtroppo, però, anche questa teoria è stata smentita dal National Institutes of Health degli USA (NIH). Inoltre, uno studio condotto nel 2011 [1] ritiene che «una dieta ricca di fibre e l’aumentata frequenza di movimenti intestinali sono associate a una maggiore, piuttosto che minore, prevalenza di diverticolosi». Secondo Denis Burkitt, invece, oltre alle fibre potrebbe essere anche il nostro metodo moderno di espellere le feci. Gli Africani, a differenza degli Europei, infatti, si posizionano in maniera accovacciata. Questo consentirebbe di pulire meglio l’intestino. Anche tale pensiero, però, è privo di fondamento scientifico. Potrebbe tuttavia trattarsi di una questione di razza. Il professor Iwasaki [2], infatti, ha scoperto che la resistenza del colon – a livello di fibre di collagene – diminuisce con l’età. Aumentando probabilmente il rischio di diverticoli. Uno studio riportato dal professor Flint suggerisce invece che gli africani abbiano una resistenza maggiore [3]. Infine, una recente ipotesi verte sui bassi livelli del neurotrasmettitore serotonina che causerebbero ipotonia e spasmi [4]. Ma non sono esclusi farmaci che aumentano l’infiammazione sistemica, il fumo e l’uso smodato di cortisonici.

L’alimentazione
Secondo alcuni studi è importante eliminare dalla propria alimentazione tutti i vegetali che producono filamenti e semi di qualsiasi genere. Andrebbero altresì diminuiti i cibi che possono provocare irritazione come alcolici, cioccolato, salumi e tutto ciò che è piccante. Un’abitudine benefica, invece, è quella di bere molta acqua fuori dai pasti. Anche l’apporto di acidi grassi essenziali omega-3 può aiutare a contrastare l’infiammazione. Da evitare, invece, un consumo smodato di omega-6. Anche l’aggiunta di spezie ad azione antinfiammatoria come la curcuma e il cardamomo potrebbe risultare di notevole aiuto. Infine, non si può dimenticare l’importanza della flora batterica intestinale che andrebbe nutrita costantemente. Via libera, quindi agli alimenti fermentati come krauti e kefir d’acqua. In mancanza, si possono usare integratori di probiotici. In ogni caso, ogni paziente andrebbe trattato come caso a sé e la dieta dovrebbe essere personalizzata dal proprio medico curante.

Altea, Spirea e Liquerizia gli antinfiammatori naturali
Tra i rimedi naturali ad azione antinfiammatoria spiccano le radici di altea e di liquerizia e i fiori di spirea ulmaria. Si può preparare un decotto con un cucchiaio di radici di altea e di liquerizia, portandolo a bollore per una decina di minuti. Al termine, si spegne il fuoco e si aggiungono un po’ di fiori di ulmaria. Si lascia il tutto ancora in infusione per 7-10 minuti, quindi si filtra e si beve, anche due o tre volte al giorno. Per rinforzare l’effetto antinfiammatorio si possono assumere delle pastiglie di artiglio del diavolo, reperibile in farmacia.

Olmo rosso, il rimedio principe
Il rimedio più importante è l’Ulmus fulva – altrimenti detto Olmo Rosso. Oltre all’azione antinfiammatoria, possiede proprietà cicatrizzanti e antiulcera. Ottimo rimedio in presenza di muco nelle feci. Il rimedio, infatti, ha una consistenza collosa in grado di eliminare il muco presente nell’intestino ma anche nello stomaco e altri distretti corporei. Possiede virtù leggermente lassative e protettrici dell’apparato urinario. Infine, è utile nel contrastare patogeni del tratto gastro-intestinale – in tal caso può essere associato a spicchi di aglio fresco (sconsigliato in caso di irritazione gastrica).

[1] Perry et al,A High-Fiber Diet Does Not Protect Against Asymptomatic Diverticulosis, J.Gastro, 4 November 2011

[2] Iwasaki, cited by Yamade, M.A.B.A. Strength of biological materials; Baltimore, Williams and Watkins, 1970).

[3] ^ a b MH Flint, AS Craig, HC Riley, GC Gillard e DAD Parry, Collagen fibril diameters and glycosaminoglycan content of skins - indices of tissue maturity and function, in Connective Tissue Research, vol. 13, nº 1, 1984, pp. 69–81

[4] Gut. 2013 Dec;62(12):1753-62. doi: 10.1136/gutjnl-2012-302660. Epub 2012 Nov 10. . Böttner M1, Barrenschee M, Hellwig I, Harde J, Egberts JH, Becker T, Zorenkov D, Wedel T.