25 settembre 2020
Aggiornato 19:00
Medicina

I vermi ora si usano per curare

Come un tempo, oggi si riscoprono le virtù mediche di larve e vermi nel trattare le ferite e le piaghe. Una tecnica che può, per esempio, salvare molte persone diabetiche dall’amputazione di un arto

STATI UNITI – Vermi e larve era già un tempo utilizzati per trattare le ferite lente a guarire o a rischio putrefazione. Può far accapponare la pelle il pensiero, ma la loro capacità di divorare la pelle morta lasciando intatta quella sana è nota. Per questo motivo, gli scienziati hanno deciso di rispolverare l’antico metodo, dotandolo però di una chiave ‘’moderna’’.

Larve Ogm
Quelle preparate dagli scienziati della North Carolina State University sono larve Ogm di mosche verdi. Queste sono state appositamente modificate geneticamente per rilasciare un ormone umano della crescita – detto PDGF-BB – mentre ci cibano della carne o pelle morta. Questo ormone favorisce la rigenerazione e la crescita delle cellule.

Contro i danni del diabete
Come molti forse sapranno, il diabete può portare seri danni quando vi siano delle ferite. Per esempio, il diabete oltre a essere esso stesso causa di lesioni cutanee, quando ce se ne procuri qualcuna, queste non riescono a guarire come si deve poiché per guarire necessitano di energia derivante dal processo degli zuccheri o glucosio nel sangue. È noto poi che a volte si arrivi persino all’amputazione di un arto (tipico il ‘’piede diabetico’’) intaccato da una ferita che non guarisce e tende alla putrefazione. Per questo motivo, e affinché tutti possano beneficiare di un trattamento a basso costo, ecco che gli ingegneri della NCSU hanno creato queste larve.

Un vantaggio per tutti e per i Paesi più poveri
«La stragrande maggioranza delle persone con diabete vive nei Paesi a basso o medio reddito, con meno accesso alle costose opzioni di trattamento – ha spiegato il professor Max Scott, principale autore dello studio – Vediamo questo come uno studio a prova di principio per il futuro sviluppo di ceppi ingegnerizzati (larve) che esprimono una varietà di fattori di crescita e peptidi antimicrobici». Lo studio di questi vermi dunque si pone sia come un ritorno ai trattamenti di un tempo che un passo verso il futuro per chi soffre di questi gravi problemi. Secondo il prof. Scott, con questo metodo abbiamo un buon compromesso tra costo ed efficacia «per il trattamento delle ferite che potrebbe salvare le persone dall’amputazione e altri effetti nocivi del diabete». Lo studio è stato pubblicato sulla rivista BMC Biotechnology.