17 ottobre 2019
Aggiornato 19:30
Approfondimento: il triphala

Triphala, la miscela ayurvedica che combatte cancro e diabete

Dalla Medicina Ayurvedica il rimedio che previene anche l’ipertensione, il glaucoma, la cataratta e aumenta la longevità

Proprietà usi e dosi del Triphala
Proprietà usi e dosi del Triphala Shutterstock

Nonostante si tratti di una medicina millenaria, la medicina ayurvedica sta arrivando soltanto ora – e a piccoli passi – nel nostro Paese. Alla stregua dell’antica medicina tradizionale cinese, anche l’ayurveda si basa sull’importante relazione tra macrocosmo e microcosmo. L’essere umano, infatti, è considerato un Universo in miniatura e, come tale, è formato dai cinque elementi principali: spazio, aria, fuoco, acqua e terra. Quando più elementi si aggregano danno origine ai tre Dosha principali tipici della medicina ayurvedica e dell’alchimia: Vata (spazio e aria), Pitta (fuoco e acqua) e Kapha (acqua e terra). Lo squilibrio di tali Dosha può portare a numerosi disturbi che possono trasformarsi in vere e proprie malattie. Il triphala è in grado di riequilibrare tutti e tre i Dosha.

Oltre 7.000 erbe
La medicina ayurvedica ha un repertorio di oltre 7.000 erbe citate negli antichi testi medici. Alcune, tuttavia, non sono state riconosciute o necessitano di numerose purificazioni prima di potere essere rese commestibili. C’è, però, una miscela che esiste dalla notte dei tempi ed è ritenuta un rimedio valido ancora oggi, perché porta al riequilibrio di tutti i dosha. Il che si traduce in una salute ottimale indipendentemente dalla costituzione (Vata, Pitta, Kapha) a cui si appartiene.

  • Approfondimento: il significato del termine ayurveda
    La medicina ayurvedica è una disciplina molto complessa che non è volta esclusivamente alla cura di una singola malattia, bensì al miglioramento e alla durata della vita stessa. La parola ayurveda (dal devanagari आयुर्वेद), infatti, è composta dal termine ayur che significa durata della vita e veda, che vuol dire conoscenza. In poche parole, l’ayurveda è la disciplina volta alla consapevolezza della longevità.

Triphala, una vera e propria panacea
Il termine Tiphala significa «i tre frutti» (Tri = tre e Phala = frutti). Si tratta di una combinazione del frutto dell’uva spina indiana Amalaki (Emblica officinalis), di quello dell’Haritaki (Terminalia chebula) e di Bibhitaki (Terminalia bellerica). Oltre a curare numerose malattie, il Triphala è considerato un ottimo ringiovanente. Amalaki, è forse il frutto più conosciuto anche in Occidente. Tutti la conoscono con il nome di Amla e si tratta di uno dei prodotti più ricchi di vitamina C – ne contiene circa venti volte in più di quella di un’arancia. È un potente riequilibrante del dosha Pitta e, per ovvi motivi, rinforza il sistema immunitario e previene le malattie virali e batteriche. Haritaki, invece, agisce più facilmente sul dosha vata ed è quindi un potente lassativo che aiuta a ridurre il gonfiore addominale (tipico di vata). Infine, Bibhitaki è il ringiovanente per eccellenza. Possiede virtù riequilibranti dell’intestino migliorando la condizione sia in caso di dissenteria che di stitichezza. La sua più importante proprietà è quella di eliminare l’eccesso di muco (tipico di Kapha), ottimo quindi anche per le persone allergiche che soffrono spesso di infezioni alle vie respiratorie e asma.

  • Approfondimento: come si pronuncia Triphala
    Viene spontaneo pronunciarlo all’inglese «Trifala», ma è un grave errore. Tale parola, infatti, è di origine sanscrita, per cui è una trascrizione del devanagari. Questa antichissima lingua non prevede l’uso della lettera F, di conseguenza, neppure la sua pronuncia. Quindi si legge quasi come si scrive: «Tripala».

Le proprietà del Triphala
Assumere spesso il Tripahala permette di avere una salute ottimale e prevenire numerose malattie. l’Amla, per esempio, ha dimostrato di inibire la formazione delle cellule cancerogene specie nel cancro ovarico [1] e nel tumore al fegato [2]. Inoltre, contiene acido gallico che ha dimostrato di possedere eccezionali virtù antibatteriche e antivirali. Una ricerca del 2007, ha mostrato una potente azione antibatterica nei confronti delle infezioni delle vie urinarie se associato al coriandolo [3]. In più ha mostrato di essere particolarmente attiva nei confronti dei pazienti diabetici [4] svolgendo una forte attività antiossidante [5]. In più riduce il colesterolo [6] ed evita l’incanutimento precoce. Haritaki, invece, ha dimostrato di essere un eccellente epatoptotettivo e un inibitore della alfa glucosidasi, svolgendo azione antidiabetica e anti ipertensiva. Sembra ottimo anche nei confronti dei batteri resistenti alla meticillina (MRSA), per ridurre emorroidi, costipazione, calcoli renali, leucorrea e iperlipidemia [9]. Studi scientifici ne hanno vagliato le sue potenti virtù antiossidanti e radioprotettive [7]. Ma non solo: migliora notevolmente lo svuotamento gastrico tanto da essere stato giudicato simile ai tradizionali farmaci procinetici [8]. Infine, Bibhitaki – ciò che rende senza paura una malattia – è un potente antiasmatico che contiene lignani che hanno dimostrato una forte attività inibitoria del virus HIV e di diversi funghi patogeni. Riduce il colesterolo, proteggendo cuore e fegato grazie alla presenza di acido gallico. Riduce il rischio di obesità, diabete [10] e depressione [11].

Un eccellente collirio
La polvere di Triphala è considerata una dei migliori «colliri» naturali. Cura congiuntivite, calazio, orzaiolo, previene malattie serie come la cataratta [13] ed è ottimo contro la «Sindrome da computer» [12].

Come usare il triphala come collirio
L’utilizzo è molto semplice: si versa un cucchiaino di polvere di Triphala in un bicchiere di acqua tiepida. Si mescola molto bene per evitare la formazione di grumi e si lascia riposare una notte intera. L’indomani mattina si utilizza solo la parte superiore – senza polvere – o, in alternativa, si filtra molto bene con un panno di lino a trama finissima. Si sciacquano gli occhi «buttando» l’acqua in maniera decisa sugli occhi. Altrimenti si instillano alcune gocce con una pipetta direttamente nel bulbo oculare, più volte al giorno. La soluzione si conserva per alcuni giorni in un luogo fresco e al riparo dalla luce

Tutti gli utilizzi del Triphala in sintesi

Elimina virus e batteri

È un potente antinfiammatorio

Protegge il fegato e migliora la fluidità della bile

Evita gli attacchi di asma

Riduce la formazione di bolle di gas a livello intestinale

Regolarizza l’intestino

Previene la diverticolite

Previene l’ipertensione, colesterolo e diabete

Migliora il funzionamento del sistema nervoso prevendo malattie degenerative come l’Alzheimer

Previene il cancro

È un potente antiossidante

Cura le malattie degli occhi prevendo la cataratta

Triphala, quali dosi assumere
Il Triphala si trova generalmente in polvere o, più raramente, in pastiglie. Se ne assumono indicativamente 2 grammi al giorno in un po’ di acqua calda.

 [1] Emblica officinalis Extract Induces Autophagy and Inhibits Human Ovarian Cancer Cell Proliferation, Angiogenesis, Growth of Mouse Xenograft Tumors. Alok De,1,* Archana De,2 Chris Papasian,3 Shane Hentges,4 Snigdha Banerjee,2,5 Inamul Haque,2,5 and Sushanta K. Banerjee2,5,6

[2] J Exp Clin Cancer Res. 2003 Jun;22(2):201-12. Induction of apoptosis in mouse and human carcinoma cell lines by Emblica officinalis polyphenols and its effect on chemical carcinogenesis. Rajeshkumar NV1, Pillai MR, Kuttan R.

[3] Pak J Pharm Sci. 2007 Jan;20(1):32-5. Antibacterial activities of Emblica officinalis and Coriandrum sativum against Gram negative urinary pathogens.

[4] Food Funct. 2014 Apr;5(4):635-44. doi: 10.1039/c3fo60366k. Anti-diabetic effects of the Indian indigenous fruit Emblica officinalis Gaertn: active constituents and modes of action. D'souza JJ1, D'souza PP, Fazal F, Kumar A, Bhat HP, Baliga MS.

[5] J Ethnopharmacol. 2012 Jun 26;142(1):65-71. Antidiabetic and antioxidant potential of Emblica officinalis Gaertn. leaves extract in streptozotocin-induced type-2 diabetes mellitus (T2DM) rats. Nain P1, Saini V, Sharma S, Nain J.

[6] J Ethnopharmacol. 1996 Feb;50(2):61-8. Hypolipidaemic effect of fruit juice of Emblica officinalis in cholesterol-fed rabbits. Mathur R1, Sharma A, Dixit VP, Varma M.

[7] Phytomedicine. 2004 Sep;11(6):530-8. Studies on the aqueous extract of Terminalia chebula as a potent antioxidant and a probable radioprotector. Naik GH1, Priyadarsini KI, Naik DB, Gangabhagirathi R, Mohan H.

[8] J Postgrad Med. 1997 Jan-Mar;43(1):12-3. Effect of oral administration of Terminalia chebula on gastric emptying: an experimental study. Tamhane MD1, Thorat SP, Rege NN, Dahanukar SA.

[9] J Adv Pharm Technol Res. 2010 Apr;1(2):229-35. Hypolipidemic activity of haritaki (terminalia chebula) in atherogenic diet induced hyperlipidemic rats. Maruthappan V1, Shree KS.

[10] J Nat Med. 2012 Jul;66(3):459-67. doi: 10.1007/s11418-011-0606-y. Epub 2011 Nov 22. Preventive effect of Terminalia bellirica on obesity and metabolic disorders in spontaneously obese type 2 diabetic model mice. Makihara H1, Shimada T, Machida E, Oota M, Nagamine R, Tsubata M, Kinoshita K, Takahashi K, Aburada M.

[11] Indian J Exp Biol. 2007 Jul;45(7):610-6. Evaluation of antidepressant-like activity of aqueous and ethanolic extracts of Terminalia bellirica Roxb. fruits in mice. Dhingra D1, Valecha R.

[12] A clinical study on «Computer vision syndrome» and its management with Triphala eye drops and Saptamrita Lauha

[13] J Ayurveda Integr Med. 2010 Oct-Dec; 1(4): 280–286.Evaluation of anticataract potential of Triphala in selenite-induced cataract: In vitro and in vivo studies. Suresh Kumar Gupta, V. Kalaiselvan, Sushma Srivastava, Shyam S. Agrawal, and Rohit Saxena1