27 novembre 2021
Aggiornato 13:00
I traumi cranici possono far aumentare il rischio di Alzheimer

Alzheimer, potrebbe insorgere dopo un trauma cranico

Un nuovo studio dell’Imperial College di Londra mostra che i traumi cranici e le ferite alla testa possono provocare lo sviluppo della malattia di Alzheimer, anche diversi anni dopo l’evento

LONDRA ─ La malattia di Alzheimer potrebbe avere tra le diverse cause anche i traumi cranici. A sostenerlo è un nuovo studio condotti dai ricercatori dell’Imperial College di Londra, che hanno trovato un nesso tra la presenza di placca amiloide e le ferite alla testa.

L’onnipresente placca
La placca beta amiloide è da diverso tempo ritenuta un marcatore della malattia di Alzheimer. Non solo si ritiene sia presente nel cervello delle persone colpite da questa devastante malattia, ma pare che ne sia anche in qualche modo responsabile. Sebbene allo stato attuale non sia ancora stato trovato un definitivo nesso causa/effetto, e la malattia sia ancora incurabile, ai possibili fattori di rischio ora si aggiungono i traumi cranici e le ferite alla testa. Traumi che possono influire sull’insorgere della malattia, anche molti anni dopo l’evento ─ che ormai si riteneva completamente superato o guarito.

Lesioni gravi ma anche moderate
I ricercatori si sono concentrati su 9 persone che avevano subìto lesioni cerebrali da moderate a gravi. La maggioranza era stata vittima di incidenti stradali, e la lesione era stata procurata in un tempo variabile, da soggetto a soggetto, che andava da un minimo di 11 mesi fino a 17 anni prima dello studio. Le persone che avevano patito questi traumi o lesioni alla testa, sebbene non avessero subìto danni invalidanti, hanno in diversi casi accusato problemi di concentrazione e memoria.

Più grave la lesione, più placca nel cervello
Gli esami condotti dai ricercatori hanno mostrato che tra coloro che avevano riportato danni cerebrali, la presenza di placca amiloide era una costante. In più, tra coloro che avevano riportato danni maggiori, vi era anche una maggiore presenza di placca beta amiloide. «I nostri risultati dimostrano che un trauma cranico porta allo sviluppo progressivo delle placche, che sono caratteristica ben nota dell’Alzheimer», concludono i ricercatori.