23 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
Influenza 2016

8 cose sull’influenza che devi assolutamente sapere

Come riconoscere il virus, i farmaci che non si devono mai prendere durante l’influenza, il rischio di meningite, le migliori cure tradizionali e i rimedi naturali

Ogni anno l’influenza miete milioni di «vittime». Partecipe anche il freddo che sottopone il sistema immunitario a maggiore stress, il virus influenzale colpisce l’intera popolazione, senza limiti di età. Il maggior rischio però lo corrono i bambini, le donne in gravidanza, i malati di cuore e gli anziani che hanno bisogno di maggiore riposo e attenzione per poter superare al meglio questa patologia tipica dei mesi invernali.

Leggi la sigla per comprendere la pericolosità del virus
Di certo ti sarai accorto che ogni anno l’influenza ha una sigla differente: è da questa che puoi renderti conto dell’effettiva pericolosità di un virus. Se potessi osservare il patogeno con un potente microscopio vedresti che ha l’aspetto di una mina che presenta tanti «aculei» formati da due tipi di proteine. La prima si chiama Emoagglutinina (contraddistinta dalla lettera H) e la seconda, Neuraminidasi (contraddistinta dalla lettera N). La lettera H, indica dunque il livello di virulenza, ovvero la sua capacità di attaccarsi alle cellule umane. La proteina «N», invece, rappresenta la forza con cui riesce a rimanere «ancorata» al nostro organismo, prima che il sistema immunitario sia in grado di difendersi e debellarlo. In linea di massima, più i numeri associati alle lettere sono elevati, maggiore è la pericolosità del virus. Per esempio, H7N9 – l’influenza aviaria – ha destato molta preoccupazione e gravi problemi di salute. Bisogna però dire che esistono altre variabili che possono comunque determinare la pericolosità di un virus.

  • Il virus influenzale 2016: il virus che è stato isolato quest’anno nel Nord e Sud Italia è contraddistinto dalla sigla «H3N2».

Aspetta prima di prendere gli antipiretici
La febbre non è pericolosa; anzi, l’aumento di temperatura favorisce una più immediata espulsione del patogeno grazie a una maggior produzione di anticorpi. La maggior parte degli agenti patogeni infatti mal sopportano le alte temperature. Per tale motivo, prima di assumere un farmaco antipiretico sarebbe meglio attendere che la temperatura arrivi almeno a 38,5 °C interni. Ci sono però casi in cui bisogna porre maggior attenzione: per esempio nei bambini che soffrono di convulsioni scatenate da rialzo termico.

Se la febbre non è alta prova gli antipiretici naturali
Ci sono dei prodotti naturali che favoriscono la sudorazione spontanea e quindi l’abbassamento della febbre. È possibile adoperarli quando la febbre non è molto alta. Un rimedio molto semplice e «casalingo» è quello di preparare un decotto di zenzero, chiodi di garofano, cannella e un pizzico di peperoncino. Si mettono gli ingredienti in acqua fredda e si fanno decuocere per una decina di minuti. Quindi si spegne il fuoco e si aggiunge una manciata di foglie di melissa e di scorza di limone o pompelmo (rigorosamente biologici). I primi tre ingredienti favoriscono la sudorazione e aiutano a contrastare l’infezione virale, la melissa e il limone possiedono virtù rinfrescanti e aiutano a debellare il virus. L’omeopatia, invece, consiglia l’utilizzo di Belladonna alla diluizione 5 CH: si assumono 3 granuli ogni 2 ore. Se ci sono anche le tonsille infiammate, si può associare ad Apis 30 CH.

L’aspirina può essere pericolosa
È forse uno degli antipiretici più «vecchi» della moderna medicina. Tuttavia, negli ultimi anni si è scoperto che può essere molto pericolosa se somministrata ai bambini durante un’infezione virale. Solo nei soggetti giovanissimi, infatti, può verificarsi una pericolosa malattia chiamata Sindrome di Reyes che intossica gravemente cervello e fegato, fino a causarne la morte nei casi più gravi. Per tale motivo è assolutamente vietato dare al proprio piccolo l’aspirina in caso di influenza.

La miglior cura è il riposo
Se non è espressamente indicato dal proprio medico curante, è meglio non ricorrere ai farmaci. Il virus generalmente ha un tempo di vita limitato, oltre il quale non può andare, in un organismo sano. Per questo motivo la miglior cura è il riposo, associato a un’alimentazione leggera con alimenti rinfrescanti come per esempio il succo di arancia. Quest’ultimo non andrebbe però assunto in presenza di muco. Durante il giorno è importante bere molta acqua per far sì che l’organismo rimanga idratato e pulito, nonostante il virus

La febbre alta può causare la meningite?
È il terrore di molti genitori, ma la bona notizia è che se il proprio figlio ha la febbre a 40 a causa di un virus influenzale o una tonsillite, non c’è alcun rischio che si danneggi il cervello a causa della meningite. Quest’ultima, infatti, è una vera e propria patologia causa da batteri specifici.

L’influenza si previene a tavola
Si sa: prevenire è meglio che curare. Ci sono alcuni alimenti di uso comune che si possono aggiungere alla propria tavola per potenziare il sistema immunitario e quindi prevenire l’attacco del virus. Tra questi ci cono lo zenzero, il pepe, il peperoncino, il limone e l’aglio.

L’influenza intestinale non ha niente a che fare con il virus influenzale
La chiamiamo «influenza» ma il virus a cui appartiene è completamente diverso. La gastroenterite virale, questo il vero nome della patologia, appartiene ai Rotavirus che ha tre forme principali: la A, la B e la C. La più pericolosa è la forma A e la meno pericolosa la C.

Se vuoi saperne di più: Gastroenterite o influenza intestinale, 9 domande 9 risposte