20 ottobre 2020
Aggiornato 08:00
Essere informati sui farmaci

Farmaci antipiretici contro la febbre: azione ed effetti collaterali. Quale scegliere

Come scegliere al meglio i farmaci antipiretici: il principio attivo, il meccanismo d’azione, le controindicazioni e gli effetti collaterali, la posologia, i farmaci generici, il bugiardino o foglietto illustrativo.

Prima di assumere un farmaco è sempre bene conoscere quanto più possibile su di esso, sul principio attivo e la sua azione, sulle controindicazioni e gli effetti collaterali, ma anche quale tra i tanti sia il migliore. Oggi vedremo alcuni farmaci antipiretici, o contro la febbre.

I farmaci più utilizzati
Tra i numerosi farmaci antipiretici, i più noti sono

  • Tachipirina
  • Aspirina
  • Vivin C
  • Cebion
  • Aleve
  • Sanipirina
  • Tylenol
  • Winadol

I principi attivi contenuti
Vediamo ora qual è il principale principio attivo contenuto nel farmaco

  • Tachipirina: paracetamolo.
  • Aspirina e Vivin C: acido acetilsalicilico.
  • Cebion: paracetamolo.
  • Aleve e Momendol: naprossene sodico o naproxene.
  • Sanipirina: paracetamolo, anilidi.
  • Tylenol: paracetamolo.
  • Winadol: paracetamolo.

Il principio attivo: cos’è, cosa fa
Ogni principio attivo ha caratteristiche e azioni diverse. Vediamole insieme

Paracetamolo

  • Cos’è. È il principio attivo più famoso per questa classe di farmaci, che comprende anche gli analgesici o antidolorifici. Si compone di Acetaminofene N-acetil-p-aminofenolo, ed è un metabolita attivo con effetti antipiretici. Il paracetamolo è stato usato per la prima volta nel 1893 dal medico tedesco Joseph Von Mering (1849-1908).
  • Cosa fa. La sua azione è simile a quella del principio attivo dell’Aspirina. Gli effetti antinfiammatori del paracetamolo sono piuttosto lievi, e si ritiene agisca solo in parte sulle COX (ciclossigenasi), bersaglio dei farmaci antidolorifici FANS. Per via orale agisce in breve tempo ed entro mezz’ora/un’ora si ha il picco di concentrazione nel sangue. Il paracetamolo è indicato a tutti coloro che non possono assumere l’Aspirina: bambini, persone con ulcere peptiche, emofiliaci ecc.
  • Dosaggio. La dose giornaliera media generale e di circa 1.000 mg. Questo dosaggio assicura un buon effetto con ridotti effetti collaterali, specie rispetto ai FANS. Negli adulti la posologia massima per via orale è di 3.000 mg e per via rettale è di 4.000 mg. In particolare, per i bambini le dosi singole non dovrebbero superare i 10 mg per chilo di peso. Maggiori informazioni sulla corretta posologia si trovano tuttavia sul foglietto illustrativo (o bugiardino) del singolo farmaco. Il sovradosaggio può essere causa di un’emergenza medica con gravi danni all’organismo e serio rischio di morte.
  • Effetti collaterali o indesiderati. Il paracetamolo sui ritiene essere ben tollerato, quando utilizzato alle dosi terapeutiche. Possono tuttavia verificarsi
    • Rash cutanei (eritemi, orticaria) o altro genere di reazione allergica.
    • Nei casi più gravi si possono mostrare febbre o lesioni delle mucose.
    • Neutropenia (riduzione di globuli bianchi).
    • Trombocitopenia (riduzione del numero di piastrine o trombociti circolanti).
    • Pancitopenia (riduzione del numero di tutte le cellule presenti nel sangue).
    • Il più significativo e grave effetto collaterale causato da un sovradosaggio di paracetamolo è la necrosi epatica (distruzione delle cellule del fegato), che può essere fatale.
    • Sono stati segnalati anche possibili necrosi tubulare renale e coma ipoglicemico.
  • Controindicazioni.

Il paracetamolo è controindicato in

  • Ipersensibilità al paracetamolo o a uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Pazienti affetti da grave anemia emolitica (non riferita alle formulazioni orali da 500 mg).
  • Grave insufficienza epatocellulare (non riferita alle formulazioni orali da 500 mg).

Acido acetilsalicilico (AAS)

  • Cos’è. È un acido particolarmente irritante. Per questo motivo dovrebbe essere utilizzato solo per via esterna. Nel caso di farmaci come l’Aspirina (e simili) viene usata una forma derivata. Possiede proprietà antiaggreganti, che agiscono contro la formazione di coaguli di sangue. A causa di ciò, l’acido acetilsalicilico è impiegato come preventivo delle malattie cardiovascolari. Ma il suo utilizzo più noto è contro i dolori, la febbre e le infiammazioni. Fa parte di quella classe di farmaci detti FANS, i farmaci antinfiammatori non steroidei.
  • Cosa fa. Come tutti i salicilati, agisce sui dolori. È in grado di abbassare la febbre in tempi brevi. Tende a dilatare i vasi sanguigni agendo sulla muscolatura liscia. Ha potere anticoagulante.
  • Dosaggio. Negli adulti si ritiene che la dose giornaliera massima sia di 1 grammo. Tuttavia, la posologia varia a seconda del disturbo e dell’età. I bambini non dovrebbero mai assumere farmaci a base di AAS poiché rischiano la sindrome di Reye (gonfiore di fegato e cervello, che può essere letale). Per la posologia esatta fare sempre riferimento al foglietto illustrativo.
  • Effetti collaterali o indesiderati.
    • Aumento della frequenza respiratoria e dispnea (difficoltà a respirare).
    • Disturbi di stomaco come bruciore, dolore, nausea e vomito.
    • Per via dell’azione «acida» possono verificarsi lesioni delle pareti dello stomaco e possibile emorragia.
    • Gastrite e ulcera.
    • Alte dosi di AAS possono causare disturbi auditivi come acufeni, ronzii, ipoacusia.
    • Mal di testa.
    • Vertigini.
    • Tachicardie.
    • Eruzioni cutanee.
    • Epatite, ittero.
  • Controindicazioni. L’AAS è controindicato in
    • Ipersensibilità ai salicilati o ai FANS.
    • Ulcera peptica latente o in atto.
    • Emofilia e malattie emorragiche.
    • Ipofosfatemia (diminuzione di fosfato nel sangue).
    • Insufficienza renale.
    • Bambini al di sotto dei 12 anni.
    • Gravidanza, in particolare durante l’ultimo trimestre.
    • L’alcol potenzia l’effetto antiaggregante e la tossicità gastrica.

Naprossene o Naproxene

  • Cos’è. Il naprossene è un principio attivo antinfiammatorio non steroideo (FANS), come l’acido acetilsalicilico. È un isomero destrogiro dell’acido 2-(6-metossi-2-naftil) propionico. Si usa per lo più sotto forma di sale sodico.
  • Cosa fa. Il naproxene ha attività analgesica, antinfiammatoria e antipiretica, al pari dell’AAS. Il meccanismo d’azione è l’inibizione della sintesi e del rilascio delle prostaglandine (mediatori chimici del processo infiammatorio).
  • Dosaggio. La dose massima giornaliera per gli adulti è stimata in circa 1.600 mg. Per la posologia esatta, a seconda del problema e dell’età, fare riferimento al foglietto illustrativo del farmaco.
  • Effetti collaterali o indesiderati. Il naprossene è a oggi ritenuto l’antinfiammatorio con il più basso rischio di danni cardiovascolari. Tuttavia possono verificarsi
    • Palpitazioni, tachicardia.
    • Insufficienza cardiaca.
    • Aumento della pressione arteriosa.
    • Edema.
    • Vertigini.
    • Sonnolenza o, al contrario, insonnia.
    • Difficoltà di concentrazione.
    • Depressione.
    • Eruzioni cutanee, orticaria.
    • Pancitopenia (riduzione del numero di tutte le cellule presenti nel sangue).
    • Neutropenia (riduzione di globuli bianchi).
    • Trombocitopenia (riduzione del numero di piastrine o trombociti circolanti).
    • Nausea, vomito.
    • Diarrea o costipazione.
    • Dolori addominali.
    • Ulcera peptica, gastrica e/o duodenale.
    • Sanguinamento ed emorragie gastrointestinali.
    • Infiammazione dell’intestino.
  • Controindicazioni. Il naprossene è controindicato in
    • Ipersensibilità al principio attivo o ai FANS.
    • Asma.
    • Riniti allergiche.
    • Ulcera peptica, gastrica.
    • Insufficienza cardiaca grave.
    • Insufficienza renale.
    • Cirrosi epatica.
    • Gravidanza.
    • Bambini al di sotto dei 12 o 16 anni (per i farmaci OTC).

In sintesi
Cosa scegliere.
Quando si abbia la febbre, accompagnata anche da dolori, i farmaci antipiretici e antidolorifici sono una possibile scelta. Ma quali scegliere? Per fare la propria valutazione tenere presente l’azione, le controindicazioni e gli effetti collaterali.

  • Il paracetamolo è più indicato a chi ha problemi gastrici e di coagulazione del sangue. È anche indicato per i bambini.
  • L’acido acetilsalicilico è più indicato quando vi sia una prevalenza di dolori da infiammazione. Però non può essere utilizzato nei bambini.
  • Il naprossene è simile all’AAS, per cui valgono più o meno le stesse considerazioni.

Meglio una «marca» o l’altra?
I farmaci di questo genere, che contengono lo stesso principio attivo, agiscono più o meno allo stesso modo. Al massimo la differenza può essere nelle formulazioni (compresse, sciroppi, pomate, polvere ecc.), nel dosaggio e nel prezzo. Per questi motivi, è possibile anche optare per i cosiddetti «generici», che in genere costano un po’ meno. Nel dubbio, può essere utile chiedere consiglio al farmacista.

I foglietti illustrativi (o bugiardino)
A questi link è possibile scaricare i foglietti illustrativi di tre tipi di farmaci antipiretici, che sono i principali. Non sono riportati quelli degli altri poiché simili per principio attivo, posologia, controindicazioni ed effetti collaterali. Il servizio è offerto dall'Aifa.
- Tachipirina (paracetamolo);
- Aspirina (acido acetilsalicilico, AAS).
- Aleve (naprossene o naproxene).