24 luglio 2019
Aggiornato 07:00
Uno studio dimostra che la marijuana medica riduce l’emicrania

Marijuana contro il mal di testa o emicrania

Trattare l’emicrania o mal di testa con la marijuana o cannabis funziona. I risultati di uno studio Usa

DENVER ─ Chi soffre di mal di testa o emicrania può contare sulla Marijuana. Secondo un nuovo studio infatti il suo principio attivo piò lenire sia i sintomi che la frequenza degli attacchi.

Una pianta proibita
Fino a qualche tempo fa la Marijuana o cannabis era considerata una droga e basta. Oggi, grazie a numerosi studi, si è preso in considerazione un suo utilizzo anche per fini medici o terapeutici. È il caso dell’emicrania, in cui si è scoperto che il suo impiego può ridurre significativamente la frequenza degli attacchi. Lo studio, pubblicato sulla rivista Pharmacotherapy, è stato condotto dai ricercatori della University of Colorado Anschutz, Medical Campus.

Quattro anni di studio
I ricercatori hanno seguito dal 2010 al 2014 un gruppo di 121 pazienti con emicrania. A tutti i partecipanti è stata data della cannabis sotto forma di medicamento. Dei 121 partecipanti, 103 soggetti hanno beneficiato di una riduzione degli episodi emicrania da 10,4 a 4,6 al mese. I restanti 15 pazienti hanno invece registrato lo stesso numero di episodi o un aumento. A seconda del tipo di somministrazione, poi, si sono avuti effetti più sui sintomi o sulla frequenza.

Dipende dai soggetti
Secondo la dott.ssa Laura Borgelt, autore principale dello studio, vi è stato un sostanziale miglioramento per i pazienti, in particolare nella quotidianità e nella qualità della vita, nonché in un benessere generale. Come ogni farmaco però, avverte la ricercatrice, ha potenziali benefici e rischi. È dunque importante per le persone essere consapevoli che l’uso di marijuana medica può anche avere effetti negativi. Tra le varie forme di somministrazione, sui sintomi e l’emicrania acuta funzionava meglio la somministrazione spray per inalazione, mentre quella per via orale ha mostrato maggiori effetti nella prevenzione degli attacchi.