15 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

Emicrania, in arrivo un nuovo farmaco che spegne il dolore

Un nuovo farmaco immunoterapico evita attacchi dolorosi e non ha quasi nessun effetto collaterale
Un nuovo farmaco per l'emicrania
Un nuovo farmaco per l'emicrania (Roman Samborskyi | Shutterstock)

Dall’immunoterapia una nuova cura che spegne il dolore e che previene l’insorgenza di nuovi episodi dolorosi. Dopo la recente approvazione negli USA, ora arriva il via libera anche per molti paesi Europei, Italia compresa. Secondo quanto dichiarato all’Adnkronos da Piero Barbanti, direttore dell’Unità per la cura e la ricerca su cefalee e dolore dell’Irccs San Raffaele Pisana di Roma, grazie al nuovo farmaco «si apre una nuova era per la cura dell'emicrania».

Un medicinale immunoterapico
Da alcuni anni a questa parte molte malattie possono essere curate o tenute sotto controllo dall’immunoterapia, ovvero dall’utilizzo dei cosiddetti anticorpi monoclonali. «Questa nuova cura si basa su anticorpi monoclonali che mettono una sorta di blocco a una sostanza chiamata Cgrp, una piccola proteina che è il principale artefice dell'esplosione dell'attacco emicranico», ha spiegato l’esperto in occasione del Congresso della Società italiana di neurologia (Sin).

Le cure di un tempo
«Le cure preventive esistono ma oggi abbiamo meno soluzioni rispetto a 10 anni fa, perché molti farmaci non sono più in produzione. Sono sostanzialmente tutte cure non specifiche, e questo comporta molti effetti collaterali che determinano brevi periodi di trattamento. Uno studio recente ha dimostrato che 1 emicranico su 3 ha almeno 5 attacchi al mese, ma solo l'1,6% di questi fa una cura preventiva. Negli ultimi anni sono stati fatti dei passi avanti nella diagnosi della patologia, ma è sicuramente ancora sottotrattata», prosegue Barbanti.

Infiammazione delle arterie
Alla base di un attacco emicranico, quindi vi sarebbe la proteina Cgrp, ovvero di un «peptide che dilata e infiamma le arterie delle meningi e aumenta la velocità sulle 'autostrade del dolore'. Gli anticorpi monoclonali sono in grado di silenziare questo peptide e hanno una tollerabilità incredibile, non distinguibile dal placebo. Basta un'iniezione mensile e gli attacchi si riducono. Inoltre, migliora anche l'aderenza terapeutica, perché il paziente fa meno fatica a ricordarsi un'iniezione al mese rispetto a 3-4 compresse al giorno».

Una tempesta nervosa
Chi non ha mai provato l’emicrania non sa cosa significhi dover vivere con un dolore costante. Si tratta di una vera e propria «tempesta nervosa che caratterizza un dolore forte, mai lieve, spesso unilaterale, che tende a essere pulsante, dare nausea e vomito, fastidio per le luci e per i rumori. L'attacco può durare fino a 3 giorni ma, tra un attacco e l'altro, il paziente può essere comunque disabilitato dai sintomi dell'attacco precedente, o dalla paura dell'attacco successivo», continua Barbanti.

Il mal di testa è tutt’altra cosa
L’esperto ricorda anche che un semplice mal di testa è tutt’altra cosa e, per questo motivo, le due condizioni non devono essere confuse. «Avere mal di testa è una esperienza normale, fisiologica, ma non è una malattia. L'emicrania è un sistema di allarme che suona a vuoto e ci sveglia urlando di fare qualcosa, quando invece non è successo niente. Essere emicranici vuol dire ereditare un cervello che trasforma in dolore gli stimoli non dolorosi. Un eccesso di legittima difesa che rovina la vita», conclude Barbanti.