13 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Tutto quello che c’è da sapere sull’ipotiroidismo

Ipotiroidismo sintomi, cause, cure e rimedi naturali

Cos’è la tiroide, a cosa serve, cos’è l’ipotiroidismo, le cause, i sintomi, la diagnosi, le cure

1. Cos’è la tiroide?§
La tiroide è una ghiandola. Una ghiandola endocrina, per la precisione, che cioè produce ormoni.
La sua forma ricorda un po’ una farfalla o la lettera H. Misura pochi centimetri (circa 5-7 cm) ed è situata nella parte frontale del collo.

2. A cosa serve la tiroide?
La funzione principale della ghiandola tiroide è quella di produrre ormoni: in particolare gli ormoni tiroidei detti T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina). Questi ormoni contengono iodio. E lo stesso iodio è fondamentale per il buon funzionamento della ghiandola.
L’ormone «attivo» è il T3, che ha il preciso compito di regolare il metabolismo energetico dell’organismo. La ghiandola tiroide, come avviene per tutte le ghiandole dell’organismo, non lavora da sola e per se stessa, ma per il buon funzionamento di tutto il corpo: per esempio, gli ormoni tiroidei collaborano con altri ormoni nello sviluppo del sistema nervoso centrale, nelle funzioni sessuali e nella crescita.

3. Cos’è l’Ipotiroidismo?
Si parla di ipotiroidismo quando la ghiandola tiroide secerne ormoni in quantità insufficienti per l’organismo, ossia non produce abbastanza ormoni tiroidei. L’ipotiroidismo, chiamato anche «tiroidite di Hashimoto», è caratterizzato da un rallentamento o riduzione delle funzioni corporali e dei processi metabolici.

      - Scopri anche: Ipertiroidismo, 8 domande 8 risposte.

4. Quali sono i sintomi dell’ipotiroidismo?
I sintomi generali dell’ipotiroidismo spesso non sono così evidenti, e possono essere scambiati per altri problemi. Sempre in linea generale, si ha un rallentamento delle funzioni corporee, che dà adito a

  • Stanchezza, astenia
  • Tendenza ad aumentare di peso
  • Stitichezza o stipsi
  • Crampi muscolari
  • Sensazione di freddo
  • Malumore o depressione
  • Perdita o problemi di memoria
  • Bradicardia (rallentamento dei battiti cardiaci)
  • Negli uomini può presentarsi la disfunzione erettile (approfondisci)
  • Nelle donne un’irregolarità nel ciclo mestruale e anche l’amenorrea
  • Aumento dei livelli di colesterolo nel sangue o ipercolesterolemia
  • Perdita dei capelli
  • Gozzo (un rigonfiamento sul collo causato da un aumento del volume della ghiandola tiroide)
  • Mixedema (gonfiore del volto).

5. Chi colpisce l’ipotiroidismo?
L’ipotiroidismo può colpire sia gli adulti che i neonati o bambini. Nei primi, l’esordio e l’evoluzione sono spesso lenti ─ motivo per cui spesso passa inosservato. Quando esordisce invece durante la gravidanza, il feto può riportare diversi danni nella fase di sviluppo. Nei bambini (ipotiroidismo pediatrico) può essere causa di problemi di crescita o, peggio, di ritardo mentale.

6. Quali sono le cause dell’ipotiroidismo?
La medicina, allo stato attuale, individua diverse cause dell’ipotiroidismo. Tra queste

  • Origine autoimmune. Una delle cause che si ritiene più probabile è l’origine autoimmune dell’ipotiroidismo, ovvero è la conseguenza di un’azione da parte del sistema immunitario che aggredisce il corpo: in questo caso la ghiandola tiroide e le sue cellule. L’attacco causa una ridotta produzione dell’ormone. È più frequente nelle donne. Non se ne conosce a oggi la causa.
  • Origine iatrogena. L’ipotiroidismo può essere la conseguenza di un’azione medica: per esempio l’asportazione parziale o totale della ghiandola a seguito di un’operazione chirurgica. Di solito questo intervento si ritiene necessario in caso di noduli, cancro o inefficacia delle cure in caso di ipertiroidismo. O, ancora, come conseguenza di trattamenti di forme neoplastiche (cancro) al collo e alla gola.
  • Origine congenita. Esistono casi, peraltro piuttosto rari, in cui un neonato può nascere con un malfunzionamento della tiroide. Altri, possono nascere addirittura senza la ghiandola oppure trovarsela localizzata in un altro sito del corpo: questa forma è detta tiroide ectopica. Anche una malformazione può dare problemi.
  • Originata da una complicazione. L’ipotiroidismo può essere la conseguenza di una tiroidite, ovvero un’infiammazione della tiroide. La tiroidite può essere provocata da un’infezione o anche da una reazione autoimmune. Di solito l’infiammazione passa da sé, e la ghiandola riprende le sue normali funzioni; in altri casi invece si ha un danno permanente che causa l’ipotiroidismo.
  • Originata da un malfunzionamento di un’altra ghiandola. C’è una ghiandola endocrina chiamata Ipofisi che svolge il ruolo di controllo delle altre ghiandole ─ tra cui proprio la tiroide. Se per qualsiasi causa l’Ipofisi non funziona più correttamente, ecco che non è più in grado di inviare segnali corretti e la tiroide può non produrre più quantità sufficienti di ormoni o perfino smettere di produrli.

7. Come si ottiene una diagnosi di ipotiroidismo?
Per via dei diversi comportamenti dei sintomi, di solito la diagnosi deve essere formulata a seguito di specifici esami.
Tra questi vi sono

  • Test dosaggio TSH. È un esame del sangue condotto in laboratorio che serve ad analizzare l’attività della ghiandola tiroidea e la concentrazione dell’ormone TSH (thyroid-stimulating hormone). È un ormone prodotto dall’ipofisi ed è deputato a coordinare la produzione degli ormoni T3 e T4.  Per quanto possa sembrare strano, quando la concentrazione nel sangue è elevata, si parla di ipotiroidismo. Allo stesso modo, quando si sia riscontrata una sottopresenza dell’ormone T4.
  • Test di Ab anti-TPO.  È un test che valuta la presenza degli anticorpi anti-tireoperossidasi. Quando i loro valori sono sopra la norma, significa che la persona è interessata da una patologia autoimmune che sta attaccando la tiroide, che ne può uscire danneggiata o, peggio, distrutta. Questa forma è associata a una tiroidite autoimmune.
  • Ecografia. Si tratta di un semplice esame per osservare la tiroide e la sua attuale forma, al fine di individuare eventuali difformità, mutazioni o infiammazioni. È e resta l’esame di base per eccellenza.
  • Eco-color doppler. È un esame che può essere abbinato all’ecografia per analizzare lo stato di vascolarizzazione della ghiandola.
  • Scintigrafia tiroidea. Questo è un tipo di esame per immagini un po’ più complicato, che utilizza sostanze radioattive a bassa emissione e a rapido decadimento. Si esegue per valutare non soltanto la morfologia della tiroide ma anche la funzionalità.
  • Biopsia tiroidea. Detta anche «agoaspirato» o FNA (Fine-Needle Aspiration), è un esame più invasivo degli altri, poiché avviene mediante un prelievo di tessuto della ghiandola tiroide. Dopo di che, si procede con un esame citologico. Si esegue quando si sospetti la presenza di un nodulo.

8. Quali le cure per l’ipotiroidismo?
Allo stato attuale esiste un unico trattamento tradizionale dell’ipotiroidismo.

  • Il trattamento ormonale sostitutivo. È il metodo più seguito. Consiste nella somministrazione di un ormone tiroideo sintetico. Si chiama «sostitutivo», poiché si ritiene debba essere seguito per tutta la vita. Si usano sia la forma in compresse che liquida. Oggi, tuttavia, visti i problemi di assorbimento dovuti a diversi fattori legati all’apparato gastrointestinali, si tende a utilizzare maggiormente la forma liquida. La più utilizzata è la levotiroxina sodica (L-T4). Questa terapia è considerata una vera e propria sostituzione della tiroide.