28 ottobre 2020
Aggiornato 07:00
Addio ai progressi della medicina?

Trovati altri batteri resistenti agli antibiotici, ora si rischia un’epidemia incontrollata

Scienziati in Cina hanno rilevato una classe di batteri comuni resistenti agli antibiotici che potrebbero ricacciarci indietro di secoli, facendoci tornare all’era pre-antibiotici. Ora il rischio di epidemie incontrollate diviene reale

CINA – Se già l’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanità) ha avvertito che la resistenza agli antibiotici potrebbe riportarci a «un’era pre-antibiotici», dove le persone morivano senza poter essere curate, ora, dopo la scoperta dei ricercatori cinesi, si rischia sul serio un’epidemia globale incontrollata.

Risultati preoccupanti
Quelli dello studio, «sono risultati estremamente preoccupanti», ha commentato il prof. Liu Jian Hua, dell’Università Meridionale dell’Agricoltura cinese, dopo che insieme ai suoi colleghi ha scoperto un gene che permette ai batteri di diventare resistenti alle polimoxine, una classe di antibiotici. Questo gene, chiamato MCR-1, è stato individuato in batteri di diffusione comune, e responsabili della grande maggioranza delle infezioni. Tra questi ricordiamo l’Escherichia Coli e il Klebsiella Penumoniae, responsabili di polmoniti e di malattie ematiche potenzialmente mortali, poiché divengono di fatto incurabili.

Si diffonde facilmente
Secondo quanto riportato su The Lancet Infectious Diseases, su cui è stato pubblicato lo studio, il gene è capace di diffondersi con facilità da un ceppo all’altro. Per questo motivo i ricercatori si sono detti preoccupati che possa avere un forte «potenziale epidemico». Per ora, i batteri resistenti sono stati rilevati in maggiori quantità (16%) in animali come polli e maiali. Ma anche in 16 dei 1.322 campioni raccolti negli ospedali. Sebbene al momento la mutazione genetica sembra confinata alla sola Cina, in realtà si ritiene probabile possa diffondersi globalmente.

Preoccupati per la diffusione
«Si tratta di un rapporto preoccupante – sottolinea la prof.ssa Laura Piddock, microbiologa all’Università di Birmingham – dal momento che le polimixine sono spesso antibiotici che servono a curare gravi infezioni. Egualmente preoccupante è che questo tipo di resistenza può essere trasferita tra batteri». Ma vi sono anche altri tipi di resistenza, che dimostrano come questo problema «apra probabilmente la strada a una diffusione in tutto il mondo», ha aggiunto Piddock. Secondo altri esperti, come il prof. Timothy Welsh, dell’Università di Cardiff, gli antibiotici potrebbero presto diventare inutili. «Se MRC-1 diventa globale, ed è questione di «quando» non di «se», e il gene si allineerà con altri geni resistenti agli antibiotici, che è inevitabile, allora molto probabilmente vedremo l’inizio di un’era post-antibiotica – ha dichiarato Welsh alla BBC – A quel punto, se un paziente è gravemente malato, per esempio per l’E. Coli, allora non ci sarà virtualmente più nulla che possiamo fare». C’è dunque poco da stare allegri.