1 agosto 2021
Aggiornato 17:00
Non è chiromanzia, ma scienza

La mano predice il rischio di infarto o ictus

Le nostre mani potrebbero salvarci la vita. Dal tipo di stretta si può infatti predire se siamo a rischio di morte precoce o è in arrivo un infarto o un ictus. Lo studio

HAMILTON – Non si tratta di chiromanzia, ma la nostra mano potrebbe predire l’arrivo o meno di un infarto o ictus. I ricercatori della McMaster University di Hamilton (Canada), hanno scoperto che la stretta di mano potrebbe predire il rischio cardiovascolare, e non solo, di una persona.

DI CHE STRETTA SEI – Il dott. Darryl Leong e colleghi della McMaster hanno voluto cercare un possibile collegamento tra la forza (o meno) della stretta di mano con il rischio di infarto o ictus. Per questo hanno coinvolto ben 139.691 adulti di 17 diversi Paesi, di età compresa tra i 35 e i 70 anni. I risultati dello studio, pubblicati sul prestigioso The Lancet, hanno rivelato che a una debole stretta di mano si associavano a una minore sopravvivenza e un maggiore rischio di malattia o evento cardiovascolare. Al contrario, chi aveva una vigorosa naturale stretta di mano era meno a rischio e, in generale, viveva più a lungo.

UN SEMPLICE METODO DI SCREENING – Quello della forza nello stringere la mano altrui, secondo i ricercatori, potrebbe essere un semplice, rapido ed economico metodo di screening per identificare le persone a rischio cardiovascolare. Questo permetterebbe una migliore gestione di pratiche preventive, e permetterebbe di salvare molte vite. Dai dati raccolti dai ricercatori, si è scoperto che a ogni calo di 5 kg in forza di presa è associato un 16% di aumento del rischio di morte per qualsiasi causa; un 17% di maggiore rischio di morte cardiovascolare, abbinato a un altrettanto 17% più elevato rischio di mortalità non cardiovascolare. Infine, aumenti più modesti nel rischio specifico di avere un attacco di cuore (7%) o un ictus (9%).