20 febbraio 2020
Aggiornato 13:30
Trattamenti dolci conto la depressione ricorrente

Depressione: mindfulness al posto dei farmaci

La meditazione di consapevolezza, o mindfulness, può essere una valida alternativa all’assunzione di psicofarmaci nei casi di depressione, specie quella recidivante.

LONDRA – Il male oscuro che colpisce milioni di persone spesso trova poche alternative di trattamento. Una di queste, la più utilizzata, sono gli psicofarmaci. Ma, per tutti coloro che vorrebbero potersi rivolgete a un trattamento non farmacologico, la risposta potrebbe trovarsi nella terapia cognitiva basata sulla Mindfulness (MBCT).

DIFFICILE DA SRADICARE – La depressione, con le sue recidive (o ricorrenze) è spesso assai difficile da sradicare. Se per un po’ di tempo si riesce a fare a meno dei farmaci, ecco che dopo un po’ il buio ritorna. Ma deve per forza essere così? No. Secondo un nuovo studio, con la MBCT si possono infatti prevenire queste ricadute. I ricercatori del King’s College di Londra hanno appena pubblicato sul prestigioso The Lancet i risultati del loro studio che ha inteso confrontare la MBCT con i farmaci per il controllo delle recidive delle depressione.

NESSUNA DIFFERENZA – I risultati dello studio hanno anzitutto mostrato che non vi erano differenze tra la MBCT e i farmaci nel prevenire le ricadute depressive. Questo che a prima vista può sembrare uno svantaggio, in realtà sta a significare che si può anche fare a meno degli psicofarmaci. La dott.ssa Sarah Byford e colleghi dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze, hanno dunque scoperto che la terapia basata sulla mindfulness può offrire una protezione contro la depressione recidiva o ricorrente. Un’alternativa che può fare la differenza anche in termini di costi per la sanità: vi è la possibilità di operare in gruppo e risparmiare anche sui farmaci. Ancora una volta la meditazione di consapevolezza dimostra di avere molte frecce al suo arco.