11 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Disturbi alimentari

Anoressia, la diagnosi si fa guardando negli occhi

Un nuovo metodo diagnostico, basato sui movimenti involontari degli occhi, può aiutare a diagnosticare l’anoressia nervosa con una precisione del 95 per cento

MELBOURNE – I ricercatori australiani hanno scoperto che osservando i movimenti involontari, a "onda quadra", degli occhi si può arrivare a trarre una diagnosi di anoressia nervosa con il 95% di precisione. Una possibilità in più per intervenire in tempo nel trattamento di questo grave disturbo nervoso.

OCCHI COME SPECCHIO – Si usa dire che gli occhi sono lo specchio dell’anima. E, forse, in questo caso è proprio vero, perché la loro semplice osservazione può rivelare se la persona soffre di anoressia nervosa. Questa malattia è una vera e propria incapacità ad alimentarsi, che porta chi ne soffre a perdere sempre più peso e intaccare le funzioni vitali. Spesso, poi, se non curata può portare alla morte.

IL TEST – Ad aver scoperto come arrivare a una diagnosi osservando il comportamento degli occhi sono stati i ricercatori della Swinburne University, l’Università di Melbourne e l’ospedale St. Vincent. Lo hanno fatto sottoponendo a un test visivo un gruppo di persone che dovevano fissare per 5 minuti con lo sguardo una croce bianca su sfondo nero. L’intenzione era quella di valutare se le persone sane e quelle con anoressia presentavano o meno un movimento oscillatorio degli occhi detto "a onda quadra" o intrusione saccadica. I risultati hanno inequivocabilmente mostrato che le persone con anoressia avevano un numero significativamente maggiore di oscillazioni, rispetto ai sani. La dott.ssa Susan Rossell del Swinburne Brain and Psychological Sciences Research Centre ritiene che dietro a questo fenomeno ci sia un neurotrasmettitore gamma-aminobutirrico (GABA) che contribuisce al controllo motorio oculare.