24 novembre 2020
Aggiornato 22:00
Maggioranza

Nicola Zingaretti «gonfia il petto»: Orgoglioso del Governo, non è assistenzialista

Il Segretario del PD: «L'esecutivo si è preoccupato di essere vicino alle persone nel momento del bisogno, ma al tempo stesso che ora si sta preoccupando di creare un Paese più competitivo»

Video Agenzia Vista

Prende il via «una stagione di investimenti che vuole, dopo il covid, costruire speranza non sulla base di appelli, ma di una programmazione concreta e ringrazio il Governo e la ministra De Micheli perchè, anche rispetto a critiche che ci sono state e ad una accusa di un atteggiamento assistenzialista da parte del Governo legato all'emergenza, questi sono numeri, infrastrutture e cantieri che dimostrano esattamente l'opposto». Così il Presidente della Regione Lazio e segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel corso di una videoconferenza stampa con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, per illustrare il piano delle infrastrutture da realizzare nel Lazio 'sbloccate' dal decreto semplificazioni.

«Io sono orgoglioso di un governo che si è preoccupato di essere vicino alle persone nel momento del bisogno, ma al tempo stesso che ora si sta preoccupando di creare un Paese più competitivo» ha sottolineato.

«Fondi UE? Dobbiamo fare presto»

L'accordo raggiunto a Bruxelles «offre al nostro Paese un'opportunità unica ed irripetibile per ridisegnare dalle fondamenta un 'nuovo modello di sviluppo sostenibile per le future generazioni'»: è quanto si legge nella lettera del segretario del Pd, Nicola Zingaretti, pubblicata oggi sul Corriere della Sera, in cui il leader democratico ha rimarcato che «quella che ora ci si apre davanti è la grande sfida di cogliere al meglio queste opportunità» e che «per farlo, occorre mettere al centro di questo nuovo modello di crescita i veri motori dello sviluppo: le persone».

Il segretario Pd sottolinea quindi che «è necessario fare presto, decidendo rapidamente e superando inutili posizioni ideologiche. Il governo scelga gli strumenti migliori per garantire massima velocità di esecuzione - è l'appello - solo così, con una visione e nuove politiche si crea nuovo 'buon lavoro'. Solo se riusciremo a rispondere con velocità e concretezza a queste sfide, potremo dire che Next Generation EU sarà stato non solo un esperimento vincente per l'Europa, ma un piano operativo di rinascimento per l'Italia. Possiamo lasciare ai giovani un'Italia migliore di quella che abbiamo trovato, ecco la vera sfida che abbiamo davanti in questo momento della storia».