23 luglio 2019
Aggiornato 04:30

Fondi russi alla Lega, Borghi: «Inchiesta ridicola, non accettiamo neanche aperitivo»

«L'inchiesta aperta dalla procura di Milano su presunti finanziamenti illeciti alla Lega dalla Russia è ridicola». A bollarla come tale è il leghista Claudio Borghi presidente della Commissione bilancio della Camera

Video Agenzia Vista

MILANO - Gianluca Savoini, l'uomo al centro delle inchieste per presunti finanziamenti russi alla Lega, «non ha alcun ruolo ufficiale nel partito». A sostenerlo è Claudio Borghi, presidente della Finanze della Camera, che liquida così le parole intercettate nella riunione all'hotel Metropole di Mosca: «Non è che uno può rispondere di tutto ciò che uno dice o millanta...». E ancora: «Quando il partito è al 40%, magari viene utile per qualcuno spendersi per affari personali».

Non accettiamo neanche aperitivo

Arrivando al'assemblea dell'Abi a Milano, nel merito della questione Borghi aggiunge: «Leggo di un ruolo dell'Eni» nella triangolazione finanziaria, «ma la Lega non ha neanche una persona all'interno dell'Eni». Insomma, nelle casse della Lega «non ci sono euro, figuriamoci rubli», taglia corto Borghi che poi conclude: «Stiamo attenti a farci offrire un aperitivo, figuriamoci 60 milioni di euro. Sappiamo che a certa magistratura farebbe molto piacere se facessimo qualcosa che non va, ma stiamo molto attenti».