23 ottobre 2019
Aggiornato 14:30

Carlo Calenda sfida la piazza di Matteo Salvini: «Nella tana del lupo? Semmai un lupacchiotto»

«Non esageriamo con questa cosa che c'è la bestia, il lupo... A me sembra che il problema è opposto: che c'è poco spessore...». Lo ha detto Carlo Calenda, a margine della manifestazione sovranista a Milano

Video Agenzia Vista

MILANO - «Non sono così arrogante da pretendere di parlare ad un comizio altrui, posso però pretendere che nessuno mi dica dove posso o non posso andare. Ho fatto un giro della piazza, è andato tutto bene, mi sono fermato a parlare con le persone, e posso dire che il problema di questo Paese non sono le persone ma la classe dirigente: mi hanno fatto anche i complimenti per Industria 4.0...». Carlo Calenda, candidato Pd alle Europee, l'aveva promesso e l'ha fatto: si è presentato a Piazza del Duomo, dove c'è la manifestazione della Lega con l'ultra-destra europea. E poi, incontrando i giornalisti, spiega: «Non sarei mai venuto se la mia foto non fosse stata sbattuta sui social come quella di un camorrista. Io vado dove mi pare, finchè l'Italia resta una democrazia».

L'obiettivo della Russia è distruggere l'Europa

Il problema, avverte Calenda, è che «i punti di riferimento di Salvini sono Orban e Putin. Se vogliamo essere la Russia di Putin, io credo che su questo gli italiani faranno barriera. Oggi doveva essere qui il segretario dell'ultradestra austriaca, si è dimesso perchè ha preso tangenti dai russi. L'obiettivo della Russia è distruggere l'Europa, sta a noi europei rispondere». Tenendo presente che «su quel palco - dice indicando piazza del Duomo - sfileranno tutti quelli che ci rubano i posti di lavoro, che prendono i fondi europei... non capisco quale sia l'interesse degli italiani che dovrebbe derivare da lì... Lì è 'dopo l'Italia', l'interesse dell'Italia è stare tra i grandi Paesi europei».

Io non ho nemici, ho avversari

E poi ribadisce: «Io non ho nemici, ho avversari. Sono venuto qui per dire che non accetto di essere messo all'indice sui social media dal ministro dell'Interno. È lui il garante della coesione e della sicurezza e credo che sia profondamente sbagliato usare quei toni quando si ha quel ruolo istituzionale».