27 settembre 2022
Aggiornato 00:00
Trasporto aereo

Fabio Rampelli: «Ita? Governo dei servi sciocchi, si fermi o faremo esposto»

Il vicepresidente della Camera dei Deputati di Fratelli d'Italia: «Mattarella prescriva al premier di attenersi a gestione ordinaria. Se voleva continuare a prendere decisioni così importanti non doveva dimettersi»

Fabio Rampelli
Fabio Rampelli Foto: Agenzia Fotogramma

«Altro che 'migliori', questo è il governo degli arroganti, forse sarebbe meglio definirlo dei 'servi sciocchi'. Non si spiega altrimenti l'insistenza con la quale Draghi e Giavazzi, dopo aver smantellato Alitalia e averla deprivata di ogni ambizione di rilancio competitivo, quasi a voler fare un favore ai nuovi acquirenti, pretendono di consegnare il trasporto aereo della settima potenza più industrializzata del pianeta e la prima meta da visitare nelle ambizioni del mondo intero, a Lufthansa». È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.

«Perché non può essere l'Italia - chiede - a trasformare questo mercato in ricchezza? Cosa c'è dietro? Perché Draghi insiste e vuole fuoriuscire dal perimetro degli affari correnti per impedire al prossimo governo anche soltanto di valutare una diversa e più conveniente possibilità per la nostra comunità? Le partnership commerciali, le quote azionarie, le tratte intercontinentali, la reciprocità degli accordi, la formazione al volo, la manutenzione sono elementi da rinegoziare. Non si tenti inoltre di ricattare la politica e i futuri vincitori delle elezioni con l'ipoteca tafazziana della penale. Un governo che mette una penale allo Stato di cui è espressione per evitare che il 26 settembre si rivedano là proprie decisioni andrebbe processato per alto tradimento».

«Se Draghi vuole uscire di scena lasciando un ricordo dignitoso del suo operato si fermi prima - ammonisce Rampelli - altrimenti ne risponderà davanti alla giustizia insieme ai ministri e ai dirigenti che sottoscriveranno atti illegittimi».

L'esponente di FdI rivolge un «appello al Capo dello Stato Sergio Mattarella affinché prescriva al Presidente del consiglio pro tempore di attenersi alla gestione ordinaria dello Stato. Se voleva continuare a prendere decisioni così importanti non doveva dimettersi, averlo fatto lo ha liberato da questa incombenza. Il trasporto aereo è questione strategica e Ita non è la società di monopattini del figliastro di Altavilla cui è stato affidato il servizio catering. Appartiene ai cittadini. Se il governo non si fermerà chiederemo l'intervento della sua Procura della Repubblica», fa sapere.

Letta: «Togliere tema da campagna elettorale per evitare disastri»

«Togliere il tema di Ita dalla campagna elettorale» per «evitare di ripetere gli errori fatti da Berlusconi nel 2008» che portarono al fallimento di Alitalia. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a margine di un dibattito dell'Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà al Meeting di Rimini.

«Quando la campagna elettorale si è occupata di Alitalia, l'ha quasi fatta fallire - ha detto Letta - Berlusconi nel 2008, quando il governo Prodi aveva finalizzato quella che sarebbe stata una soluzione che avrebbe evitato tutti i disastri successivi, intervenne in campagna elettorale, sventolò la bandiera italiana. In quella vicenda si mescolò il destino dei lavoratori di un'azienda importante per il Paese alla campagna elettorale e l'esito fu disastroso».

«Vedo che adesso stanno cercando di fare la stessa cosa - ha aggiunto - Io credo che sia molto più saggio togliere questo tema dalla campagna elettorale per evitare che vengano rifatti i disastri del 2008 con i capitani coraggiosi».