27 settembre 2022
Aggiornato 00:00
Forza Italia

Berlusconi attacca Letta e il PD: «Partito di potere»

Il leader di Forza Italia: «Sono divisi su tutto salvo che su una cosa: il terrore che per la prima volta dal 2008 siano gli italiani a poter scegliere da chi essere governati»

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi Foto: Agenzia Fotogramma

«Più volte negli ultimi anni avevo espresso l'auspicio che tutti i partiti avessero imparato dall'esperienza dell'emergenza, a confrontarsi in modo civile, sui programmi, sulle cose da fare per l'Italia. Che fosse chiusa una volta per tutte la stagione della demonizzazione dell'avversario, dipinto come un nemico da distruggere. Sono stato davvero troppo ottimista. E' bastato pochissimo alla sinistra per rispolverare il vecchio armamentario di insulti, di calunnie, di menzogne, che non fanno bene al Paese e che screditano ancora di più la politica. Non sono preoccupato per noi, so che gli elettori non sono stupidi e che questi metodi non funzionano, sono preoccupato per l'Italia. D'altronde mi rendo conto che i nostri avversari non possono fare diversamente. Sono divisi su tutto salvo che su una cosa: il terrore che per la prima volta dal 2008 siano gli italiani a poter scegliere da chi essere governati». Silvio Berlusconi sferra un attacco alzo zero contro il Pd di Enrico Letta nel suo intervento al Comitato di Presidenza di Forza Italia pubblicato dal Giornale.

«Il maggiore partito della sinistra, il Partito Democratico - attacca Berlusconi- è l'emblema di tutte queste contraddizioni. E' un partito che da molti anni si identifica con la gestione del potere, senza essere legittimato da una vittoria elettorale. Oggi sono terrorizzati dalla sconfitta, ma non sanno come evitarla. Avete visto cosa è successo in questi giorni. Sono passati, con la massima disinvoltura, dall'alleanza con un cosiddetto centro liberale a quella con l'estrema sinistra di Fratoianni e Bonelli. Alcuni di loro rimpiangono addirittura l'alleanza con i Cinque Stelle. Lo stesso segretario, Enrico Letta, ha il complesso di non essere abbastanza di sinistra - visto che viene dal molto cattolico - e quindi cerca in tutti i modi di coprirsi le spalle su quel fronte adottando parole d'ordine, atteggiamenti e contenuti profondamente divisivi. Di questo si ha una prova evidente sfogliando il programma che hanno diffuso nei giorni scorsi».

«Non c'è - prosegue Berlusconi - un'idea nuova, vera, importante, concreta. Ci sono le bandiere ideologiche della sinistra, come la Legge Zan, il fine vita, lo Ius Scholae, la cannabis, come se fossero questi i problemi veri dell'Italia e degli italiani. Ci sono un po' di mance elettorali promesse ai giovani - e finanziate con la patrimoniale - come se di questo avessero bisogno i ragazzi e non di opportunità per costruirsi un futuro. Ci sono pochissime idee buone - nel programma del Partito Democratico - e quelle che ci sono le hanno copiate da noi, per esempio la decontribuzione dei contratti di lavoro a tempo indeterminato per i nuovi assunti. Ci sono arrivati oggi, noi lo proponiamo dal 2018».

«Nemmeno nel metodo - accusa ancora il Pd Berlusconi - riescono ad essere originali: hanno promesso di illustrare un punto del programma ogni giorno. Noi lo stiamo facendo da due settimane con le pillole che stiamo mandando in onda. Quello del PD è il programma di un partito che sa di andare verso la sconfitta e che vuole cercare di assicurarsi il consenso degli storici gruppi sociali di riferimento. Ma proprio perché non hanno argomenti, proprio perché i loro leaders pensano già al dopo elezioni, quando saranno messi sotto processo per la sconfitta, alzano sempre più i toni, cercano lo scontro, usano il vecchio metodo della demonizzazione dell'avversario».

«Noi - ha concluso il leader Fi - non ci faremo condizionare da questo. Certo, respingeremo con forza le calunnie e smaschereremo le falsificazioni, come ho dovuto fare in questi giorni».