22 maggio 2022
Aggiornato 00:00
Cantiere centrodestra

Giorgia Meloni: «Pronta a guidare un centrodestra vincente»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «E' il momento di fare chiarezza ma sono fiduciosa che una proposta di centrodestra vincerà le prossime elezioni politiche. Governo è più debole, spero non arrivi al 2023»

Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia Foto: ANSA

ROMA - «Sono fiduciosa che una proposta di centrodestra vinca le prossime elezioni politiche. Mi candido a guidarlo? Sì ma questo dipende dagli italiani». Lo ha detto la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni intervistata su Lastampa.it da Massimo Giannini.

«E' momento di fare chiarezza»

«La destra, Fratelli d'Italia va bene, sul resto della coalizione ho detto quello che penso: ha enormi difficoltà, sul piano parlamentare ha dimostrato la sua inconsistenza, è arrivato il momento di fare chiarezza».

«Ci sono partiti di centrodestra che tra l'alleanza di centrodestra e l'alleanza di governo con il Pd e con i 5S hanno scelto la seconda, sono quelli che hanno scelto di rieleggere Mattarella, non dico che hanno tradito ma che hanno privilegiato l'alleanza con Pd e M5s. Io pongo dunque il problema: non si possono rincorrere le sirene della sinistra», ha spiegato Meloni aggiungendo che «Salvini non lo sento da prima dell'elezione di Mattarella, ho ottimi rapporti con lui e con Berlusconi ma il tema che pongo è politico». «Il mio ruolo è riorganizzare il campo dei conservatori, ci saranno prima o poi le elezioni, tornerà la democrazia anche in questo Paese», ha concluso Meloni.

«Ridicolo paragonarmi a Le Pen»

«E' una vita che la gente vuole chiudere Fdi in un angolo ma siamo centrali e riusciamo a incidere. Le idee intelligenti passano che tu stia al governo o all'opposizione. Il racconto 'Meloni farà la fine di Le Pen' è ridicolo. Io lavoro per essere il primo partito qualunque sia la legge elettorale».

«Non ho un tema di riconoscenza personale verso Berlusconi»

«Berlusconi vero collante centrodestra? E' stato il fondatore, il suo ruolo è indiscutibile, è il motivo per cui ho dato l'ok alla sua candidatura al Quirinale, noi avevamo tutte le carte in regola per candidare Berlusconi. Per me poteva tranquillamente ricoprire quell'incarico».

Ingratitudine? «Tutti gli italiani devono qualcosa a Berlusconi, io personalmente poi faccio delle scelte non perché gli debba qualcosa ma perchè ci credo, ho fatto il ministro in quota An, ho fondato FdI e non ho chiesto niente a nessuno, quando mi sono candidata a sindaco di Roma l'unica volta che poteva fare campagna a mio favore ha scelto Marchini... Non ho un tema di riconoscenza personale verso Berlusconi», ha concluso Meloni.

«Governo è più debole, spero non arrivi a 2023»

«Io spero che non si arrivi al 2023, la maggior parte dei parlamentari sperano di sì, vedremo dove si incepperà il meccanismo». Dopo le elezioni al Quirinale «il governo Draghi è più debole ma sarebbe stato più debole comunque, credo che sia una delle ragioni per cui Draghi avrebbe preferito andare al Quirinale, in una maggioranza così variegata le discussioni aumenteranno via via che ci si avvicina alle elezioni: o hai in Parlamento una maggioranza forte e coesa o diventa sempre più difficile governare», ha concluso Meloni.

«Mi attendo Mattarella molto presente su diritti opposizione»

«Ero neutrale rispetto all'elezione di Draghi al Quirinale, sulla rielezione di Mattarella ho espresso la mia contrarietà, abbiamo anche applaudito il discorso di insediamento in alcuni casi, abbiamo rispetto per le istituzioni. Ci sono state in passato molte forzature, intanto sui diritti costituzionali, poi sul rispetto dei poteri della rappresentanza, dei diritti dell'opposizione, mi aspetto un presidente della Repubblica che su questi temi sia molto presente» ha concluso Meloni.