19 gennaio 2022
Aggiornato 09:00
La crisi del Covid

Giorgia Meloni contesta la proroga dello stato di emergenza: «Si piccona la Carta»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Inizia a delinearsi un problema per la democrazia. Non sono 'no-vax', ma non sono nemmeno stupida». Rampelli: «Su bimbi comunicazioni confuse e contraddittorie»

Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni
Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ANSA

Giorgia Meloni contesta la proroga dello stato di emergenza, perché «per combattere la pandemia non c'è bisogno di picconare la Costituzione». La leader di Fratelli d'Italia lo ha detto in una intervista a Corriere.it. «Non sono d'accordo con la proroga dello Stato di emergenza. Uno stato di emergenza che dura per più di due anni è un controsenso logico e linguistico. Credo che il governo debba riuscire a combattere la pandemia ripristinando la pienezza dei diritti individuali e democratici. Inizia a delinearsi un problema per la nostra democrazia. C'è la possibilità di combattere il Covid senza picconare la Costituzione».

«Non sono 'no-vax', ma non sono nemmeno stupida»

Giorgia Meloni nega di essere «no vax», ma - aggiunge - «non sono manco stupida. 'No vax' e 'no green' pass sono due cose molto diverse. E' un'idiozia dire che essere contrari al 'green pass' significa essere contrari ai vaccini. Io sono vaccinata e sono contraria al 'green pass'. Io sono vaccinata, posso essere 'no vax'? No, non sono 'no-vax', ma non sono manco stupida».

Rampelli: «Su bimbi comunicazioni confuse e contraddittorie»

«La battaglia contro la pandemia è una battaglia comune, che ci vede tutti dalla stessa parte a sostegno delle vaccinazioni. Questo non ci esime però dal criticare le misure del Governo. Lo stato di emergenza non può essere prorogato perché non può esistere un'emergenza che duri per oltre due anni. Se da un lato il governo impone ai cittadini il distanziamento fisico, dall'altro non può sottrarsi alle responsabilità che attengono allo Stato: la sanificazione delle scuole, dei mezzi di trasporto pubblico e il loro potenziamento per impedire calca e assembramenti. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di una incessante campagna istituzionale da parte di Palazzo Chigi, basata su dati oggettivi, per promuovere le vaccinazioni. Sul fronte della vaccinazione pediatrica, un supplemento di prudenza e di cautela è indispensabile. All'inizio qualche pasdaran voleva utilizzare per i minori lo stesso vaccino degli adulti». È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia ad Agorà su Rai 3.

«Per fortuna si è arrivati a un siero specifico per i bambini, pari a 1/3 di quello classico. Sino a qualche giorno fa si sosteneva che i bambini dovessero essere vaccinati perché erano vettori di infezioni per adulti e anziani. Oggi si teme le conseguenze negative del Covid sulla loro salute e sugli organi vitali in formazione, mentre si registra un incremento di casi più gravi. Comunque la vaccinazione non è obbligatoria per gli adulti, figurarsi per i bambini, dunque è necessario vaccinare tutti i bambini con altre patologie e sarà semplicemente opportuno consultarsi con il proprio pediatra. Anche in questo c'è stata una confusione che ha disorientato le famiglie», conclude.