2 dicembre 2021
Aggiornato 05:30
Forza Italia

Tajani: «Nessun tavolo sul Quirinale con il PD? Draghi lo vedo bene all'UE»

Il vicepresidente di Forza Italia Intervista al Corsera: «Per il 2023 il nostro obiettivo è un governo di centrodestra, atlantista ed europeista naturalmente, guidato da un premier di centrodestra»

Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia
Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia ANSA

«Non abbiamo mai detto di essere disponibili ad aprire un tavolo con il Pd per trattare sul Quirinale, mai Silvio Berlusconi ha avuto contatti con Enrico Letta o altri leader non del centrodestra per parlare di candidature al Colle, mai abbiamo pensato di voler fare alleanze anomale: siamo nel centrodestra, siamo per il bipolarismo, per il maggioritario e siamo alternativi alla sinistra. Il nostro unico interesse oggi è lavorare perché il Paese superi l'emergenza pandemica ed economica». Lo ha detto, intervistato dal Corriere della Sera, il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani.

«E' bene che Mario Draghi rivesta un ruolo politico di grande rilievo anche dopo il 2023 - ha aggiunto Tajani - che possa essere riserva del Paese anche per incarichi istituzionali. Nessuno pensa a un governo di larghe intese anche dopo le prossime elezioni, il nostro obiettivo è un governo di centrodestra, atlantista ed europeista naturalmente, guidato da un premier di centrodestra. Personalmente vedrei bene Draghi come presidente della Commissione europea, o del Consiglio europeo, per dire».

Quindi, secondo Tajani, Draghi non è la figura giusta per il Quirinale. «Non perché non sarebbe un profilo autorevolissimo per il Colle: certamente lo è. Ma se lui lasciasse il suo incarico ora, nessuno sarebbe in grado di guidare un governo di unità nazionale in un momento delicatissimo come questo, in cui l'interesse nazionale è combattere il virus in una battaglia che non è ancora vinta e far sì che il Paese superi la crisi economica conseguenza della pandemia».

Senza Draghi quindi, maggiori possibilità per Silvio Berlusconi? «La candidatura di Berlusconi - ha replicato Tajani - a oggi non è stata né annunciata né tantomeno formalizzata».

La Russa: «Pronti a sostenere Berlusconi»

«Sosterremo senza riserve Berlusconi se deciderà di correre per il Quirinale». Lo dice al Corriere della Sera, Ignazio La Russa, FdI, vicepresidente del Senato. «Io di Berlusconi ho veramente grande stima, ma certe uscite lasciano a dir poco perplessi. Quando dice che Draghi può governare anche dopo il 2023, no, non siamo proprio d'accordo. Ma come, nemmeno dopo le elezioni i nostri elettori possono aspirare ad avere un premier di centrodestra? Non ne abbiamo a disposizione? E visto che Draghi non sarà di sinistra, ma nemmeno di destra, si sta forse pensando a un altro governo di unità nazionale?», sottolinea.

«Secondo me questo discorso è incompatibile con il percorso che stiamo facendo anche in vista dell'elezione del prossimo capo dello Stato. Che andrebbe benissimo fosse Berlusconi, ma se non si riuscisse,in fondo, penso io anche Draghi, nel senso che entrambi sarebbero perfetti per aprire la strada alla grande riforma che serve al Paese: quella presidenzialista, di diritto non di fatto», spiega.

Rotondi: «Serve nuova Dc al 40%»

«Non credo però al suo progetto di Centro, o comunque voglia chiamarlo. Io continuo a credere che al Paese serva una nuova Dc, un partito di massa capace di superare il quaranta per cento dei voti, radicato nella coscienza cristiana e democratica del Paese. Un progetto del genere non può che partire dall'unità di Forza Italia e del centrodestra». Così Gianfranco Rotondi, commentando le dichiarazioni di Renzi a Firenze e le voci sulla adesione di componenti di Forza Italia al nuovo progetto di Renzi.