30 novembre 2021
Aggiornato 22:00
La crisi del Covid

Zaia: «Nessuno guarda al modello austriaco»

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: «Fedriga ha detto che nel momento in cui ci saranno cambiamenti di zona dunque di colore si riconosca che i vaccinati non devono sottostare a quelle regole»

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia
Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia ANSA

«A me non risulta che neanche chi è vicino a me, parlavo anche questa mattina con Fedriga, mutui il modello austriaco. Fedriga ha detto che nel momento in cui ci saranno cambiamenti di zona dunque di colore si riconosca che i vaccinati non devono sottostare a quelle regole». Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in un'intervista a InBlu2000, la radio nazionale DAB della Conferenza episcopale italiana, in merito al 'modello austriaco' che prevede un lockdown per i non vaccinati.

«La mia Regione - ha sottolineato Zaia - ha raggiunto 85% di veneti che hanno deciso di vaccinarsi o si sono già vaccinati. Nelle mie terapie intensive - ha proseguito Zaia a InBlu2000 - ho 67 persone. L'83% di queste persone sono non vaccinate. Ma per quale motivo abdichiamo al ruolo di informare i cittadini? Ci vuole una campagna istituzionale importante sulle vaccinazioni e contro le fake news. Se parla con ragazzo di 20 anni tra quelli che non si sono vaccinati, dirà 9 volte su 10: 'Non mi sono vaccinato perché si diventa sterili'. Allora chiariamola sta roba, se è vero che si diventa sterili è bene dirlo a tutti, ma se è una fake news, e tale è, è bene che sia chiarita nell'interesse di chi ha paura».

Il covid, ha concluso Zaia, «ci ha stravolto. Prima del covid nell'Azienda ospedaliera di Padova utilizzavamo 950 camici al mese, con il covid siamo arrivati a utilizzarne oltre 4mila al giorno. E' stata una rivoluzione anche dal punto di vista logistico organizzativo. Non siamo usciti dalla pandemia, siamo ancora preoccupati».

Toti: «Nuove restrizioni solo per i non vaccinati»

«Chi si è protetto non può pagare per chi non lo ha fatto. Siamo di fronte alla pandemia dei non vaccinati e quindi dovranno essere loro a subire le restrizioni, in caso di nuovi provvedimenti. La pensano così molti miei colleghi presidenti di Regione, di destra e sinistra, perché il buonsenso non ha partito e dobbiamo essere uniti nella lotta al virus. Nessuno vuole tornare a un anno fa, senza vaccino, con le terapie intensive piene, il coprifuoco, i ragazzi in Dad, l'economia ferma e il Natale rovinato. Chi si è vaccinato non lo merita perché non ne ha colpa. Non possiamo permettere di vanificare i nostri sforzi». Lo scrive il presidente della Liguria e cofondatore di Coraggio Italia Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook.