16 ottobre 2021
Aggiornato 05:00
Centrosinistra

Il risultato del PD alle amministrative galvanizza Enrico Letta

Il Segretario dei Democratici: «Ora l'orizzonte è il 2023 con la partita per le Politiche verso le quali il Pd deve marciare conservando l'unità. M5s va bene quando è in coalizione con noi»

Enrico Letta, Segretario del PD
Enrico Letta, Segretario del PD Facebook

Il risultato del Pd alle amministrative galvanizza il segretario Enrico Letta che, vincitore con il 49,9% alle suppletive a Siena, rifugge dal «montarsi la testa» e parla, guardando ben oltre la città del Palio, «di una occasione storica» e di «una responsabilità» verso il Paese. Ma, soprattutto, secondo il leader del Pd le vittorie sono un tonico per il partito, per il centrosinistra e anche per il governo Draghi che ne esce «rafforzato» e a chi parla di un forte astensionismo ribatte che si tratta di un «fenomeno che colpisce tutti». Ora l'orizzonte è il 2023 con la partita per le Politiche verso le quali il Pd deve marciare conservando «l'unità». «In sei mesi di unità del Pd abbiamo ottenuto questi risultati - sottolinea sorridente in conferenza stampa a Siena - che condivido con Zingaretti, non ci sono supereroi, la politica per noi è questo... credo che queste vittorie faranno bene al Pd... ora serve unità».

Un risultato che tutto il gruppo dirigente dem enfatizza fin dalle prime ore del pomeriggio quando arriva la seconda proiezione che conferma e, se possibile, migliora, il trend degli exit poll. Da Francesco Boccia al vicesegretario Provenzano tutti elogiano Letta per la sua strategia del porta a porta e per le scelte sui candidati: «stiamo assistendo a un cambio di clima politico nel paese: l'Italia non è destinata a finire nelle mani di Salvini e Meloni - prevede Provenzano -, che raccolgono risultati non proprio incoraggianti. L'alleanza democratica, progressista e riformista, con una classe dirigente di qualità, può candidarsi a guidare il paese».

Letta lo dice chiaramente, il suo compito, «è mettere insieme le persone» e «l'unità e la convergenza sono l'unico modo perché ci possa essere una coalizione di centrosinistra». Siena offre un'idea di futuro (o di ritorno al sogno mai tramontato di un nuovo Ulivo?), di coalizione larga che spazia, dal Pd al M5s passando per Italia Viva di Matteo Renzi e Mdp-Articolo 1. Uno schieramento, quello in corsa per il collegio 12 Toscana, nel quale non c'è stato spazio, per dire, per le «insegne» di partito.

L'esperimento dell'alleanza con i Cinquestelle - tutt'altro che facile in altri contesti - nella città toscana riesce e «il M5s - osserva in generale Letta - va bene quando è in coalizione con noi». Con loro, aggiunge, «sarà un percorso graduale e lento che faremo ma un percorso di convergenza credo che sia abbastanza naturale».

La tornata di amministrative, rilancia Letta, ha dimostrato che «il centrodestra è battibile», che «ha sbagliato i candidati mettendo seconde o terze file» e perfino Silvio Berlusconi se ne è lamentato, che la destra di Salvini e Meloni non vince «senza Berlusconi federatore». Insomma, l'orizzonte dei sovranisti è meno roseo di quello che sembrava. Lo dice a chiare lettere anche Andrea Orlando, capo delegazione al governo: «il paese ha detto con chiarezza che dopo la pandemia vuole persone che indichino soluzioni ai problemi non che li agitino suscitando paure, questo voto ci da la forza per portare il paese fuori dalla pandemia, saldamente ancorato all'Europa e con una spinta in più per rispondere alla crisi economica. E ci da una grande responsabilità, ha ragione il segretario - ha proseguito -, perchè oggi siamo nelle condizioni di costruire una prospettiva per il futuro, un campo largo di forze. Il messaggio che esce dalle urne ci dà un grande incoraggiamento, ci dice quale è il lavoro da portare avanti».

Ora anche il segretario torna come deputato a Montecitorio, nel collegio che era di Pier Carlo Padoan, e lo fa «con emozione» e senza alcun intento «di controllare le truppe del Pd». Ci saranno voti importanti tra cui, ricorda Letta, quello, a febbraio, che eleggerà il nuovo presidente della Repubblica.

(con fonte Askanews)