22 settembre 2021
Aggiornato 09:30
MoVimento 5 Stelle

Di Battista: «In questo momento non mi sento rappresentato da nessuno»

«Conte è un galantuomo, a Grillo messaggi perchè gli voglio bene. Con Di Maio ci sentiamo più di quanto facessimo mesi fa ma la distanza politica è maggiore, anche per questa svolta iperatlantista»

Alessandro Di Battista
Alessandro Di Battista ANSA

«Riconosco a M5s una serie di battaglie vinte ma se dovessi dire che la mia strada possa ricongiungersi con quella del Movimento, direi di no. In questo momento non mi sento rappresentato da nessuno». Lo ha spiegato, Alessandro Di Battista, ad Accordi e Disaccordi sul Nove. «Con Di Maio ci sentiamo forse anche più di quanto facessimo mesi fa - spiega - ma anche la distanza politica è maggiore, anche per questa svolta iperatlantista. E ultimamente io e Grillo non ci siamo sentiti, ma gli scrivo dei messaggi perchè gli voglio bene».

Di Battista riconosce che Giuseppe Conte «è un galantuomo, anche nel suo modo di esprimersi», ma «contesto a chi reputa che si possa incidere in questo 'governo dell'assembramento' che M5s è passato da 9 ministri prima e 7 alla Lega, a 10 contro altrettanti di Pd-Leu-Iv, ai 4 di oggi contro i 19 del blocco Lega-Pd-Leu-Iv-FI-tecnici. Vuol dire che M5s, che ha preso la maggioranza relativa, oggi è minoranza in Consiglio dei ministri. Il superministero non c'è stato, la Lega non è fuori dal governo e le garanzie da Draghi non ci sono state. Che devo dire?», commenta.

Penna: «Casaleggio potrebbe usare dati elettori per nuovo partito»

«Casaleggio coltiva ormai l'idea non più segreta di impadronirsi dell'elenco degli iscritti del Movimento Cinque Stelle per farne la base per un soggetto politico sotto il suo totale controllo. L'invito rivolto dal Blog delle Stelle agli iscritti perché rifiutino il trasferimento dei loro dati al Movimento dimostra l'intenzione malevola dei gestori della piattaforma Rousseau. È arrivato il momento di porre fine a questa telenovela che ci sta sfibrando». Lo afferma in una nota il deputato M5S, Aldo Penna.

«I portavoce cinquestelle nazionali, regionali, comunali, possono in autonomia eleggere Giuseppe Conte loro portavoce nazionale affinché li guidi e li rappresenti nella dura battaglia politica di oggi e quando finalmente la querelle giuridica sugli iscritti sarà sciolta questi potranno votare Conte, modificare lo statuto se lo vorranno, e conferirgli la carica di Capo politico - suggerisce Penna -. Attendere ancora è autolesionista e contro l'interesse dell'immensa platea di elettori che appena tre anni fa ci ha votato con tanto entusiasmo. Rivolgerò un pubblico appello ai portavoce affinché si rompa ogni indugio e si percorra questa strada».