4 agosto 2021
Aggiornato 21:00
L'intervento alla Camera

Mario Draghi ha presentato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

248 miliardi nel complesso che saranno investiti su sei missioni: dalla transizione ecologica e digitale, al lavoro, alla salute, all'istruzione e la ricerca, alle infrastrutture

Video Agenzia Vista

C'è «il destino del Paese» nel piano di ripresa e resilienza che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha presentato in aula alla Camera: 248 miliardi nel complesso che saranno investiti su sei missioni: dalla transizione ecologica e digitale, al lavoro, alla salute, all'istruzione e la ricerca, alle infrastrutture con l'obiettivo di ridurre i divari che fino a oggi hanno penalizzato Sud, giovani e donne.

Preceduto dalle polemiche dell'opposizione di Fratelli D'Italia, Sinistra Italiana e degli ex M5s di Alternativa C'è, che hanno lamentato di aver ricevuto il piano aggiornato con le ultime modifiche soltanto nel primo pomeriggio e hanno chiesto un rinvio del dibattito (rinvio negato), il capo del governo ha parlato per tre quarti d'ora rivolgendo «un appello allo spirito repubblicano»: «Miopi visioni di parte anteposte al bene comune peseranno direttamente sulle nostre vite. Soprattutto su quelle dei cittadini più deboli e sui nostri figli e nipoti. E forse non vi sarà più il tempo per porvi rimedio». E per rafforzare il concetto, all'indomani della celebrazione del 25 aprile, ha scelto una citazione di Alcide De Gasperi: «L'opera di rinnovamento fallirà, se in tutte le categorie, in tutti i centri non sorgeranno degli uomini disinteressati pronti a faticare e a sacrificarsi per il bene comune».

Draghi si è detto «certo che riusciremo ad attuare questo Piano. Sono certo che l'onestà, l'intelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupidità e gli interessi costituiti». Ha precisato che la sua «certezza non è sconsiderato ottimismo, ma fiducia negli Italiani, nel mio popolo, nella nostra capacità di lavorare insieme quando l'emergenza ci chiama alla solidarietà, alla responsabilità». Il suo è un «appello allo spirito repubblicano» che «verrà ascoltato e che si tradurrà nella costruzione del nostro futuro».

Grazie al Piano, ha sottolineato il premier, «nel 2026 il PIL sarà di circa 3,6 punti percentuali superiore rispetto a uno scenario di riferimento che non tiene conto dell'attuazione del Piano» e «l'occupazione sarà più elevata, di 3,2 punti percentuali rispetto allo scenario base nel triennio 2024-2026». Nel dettaglio a crescere sarà anche il Pil del Sud: «Negli anni 2021-2026 sarà pari a quasi 1,5 volte l'aumento del PIL nazionale. Se cresce il sud, cresce l'Italia», ha chiosato ricordando che «più del 50 per cento del totale degli investimenti in infrastrutture - soprattutto l'alta velocità ferroviaria e il sistema portuale - è diretto al sud. Gli interventi su economia circolare, transizione ecologica, mobilità sostenibile e tutela del territorio e della risorsa idrica destinano al Mezzogiorno 23 miliardi».

Altra priorità del Piano, i giovani che hanno paura di mettere su famiglia. E chiedono «un welfare adeguato, una casa e un lavoro sicuro». Draghi ha annunciato che «in un prossimo decreto, di imminente approvazione, sono previste altre risorse per aiutare i giovani a contrarre un mutuo per acquistare una casa. E in particolare, oltre a significative agevolazioni fiscali, per pagare un anticipo, grazie all'introduzione di una garanzia statale».

Per le donne, «il governo intende lanciare entro il primo semestre 2021 la Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026. Nel Piano 4,6 miliardi sono destinati a costruire nuovi asili nido, scuole materne e servizi di educazione e cura per la prima infanzia. Quasi un miliardo va a finanziare l'estensione del tempo pieno nelle scuole primarie; 400 milioni sono stanziati per favorire l'imprenditorialità femminile, e oltre 1 miliardo per la promozione delle competenze in ambito tecnico-scientifico, soprattutto per le studentesse».

La missione del piano dedicata alla transizione ecologica «verso una società a impatto ambientale pari a zero» è «la più cospicua»: «quasi 70 miliardi». In questo capitolo c'è anche il superbonus al 110%, una delle misure su cui più si è incagliata la discussione nel governo con i partiti - 5 stelle in testa - che ne chiedono la proroga al 2023. Ebbene Draghi spiega che per il superbonus al 110 per cento «non c'è alcun taglio», sono previsti oltre 18 miliardi però «la misura è finanziata fino alla fine del 2022», per ora «l'estensione al giugno 2023 è solo per le case popolari». Tuttavia «il Governo si impegna a inserire nel Disegno di Legge di bilancio per il 2022 una proroga dell'ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021».

Un impegno che per M5s non è sufficiente: «Pensare di aspettare la prossima legge di Bilancio significa mettere in folle una macchina già avviata, lasciando nell'incertezza milioni di cittadini, tecnici e imprese che si accingono ad affrontare un investimento importante ricorrendo alla nostra misura», affermano i deputati Riccardo Fraccaro, Luca Sut e Patrizia Terzoni.

Domani alle 11 il premier replicherà in aula alla Camera quindi ci sarà il voto sulle risoluzioni: la maggioranza sta lavorando a una risoluzione unitaria, ci lavoreranno in serata il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà e i capigruppo di Camera e Senato. Quindi nel pomeriggio ci sarà ilò dibattito al Senato con voto in serata.

(con fonte Askanews)